Ex Ilva, Melucci e sindacati chiedono convocazione al Governo

 

pubblicato il 05 Giugno 2020, 21:48
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“Siamo al momento allo oscuro del piano di ArcelorMittal, quando avranno la decenza di parlare con la città faremo le nostre valutazioni, anche se non ci aspettiamo nulla di buono, nulla su cui fondare un futuro sostenibile di quella fabbrica. Se i termini della questione sono solo e ancora altiforni, dilazioni, prestiti ed esuberi, proprio non siamo interessati. Il Governo ci convochi per l’accordo di programma, prepariamoci insieme seriamente, basta bugie alla comunità e ai lavoratori. Non si sprechi un altro euro pubblico senza una radicale prospettiva verde, costi quel che costi” afferma il Sindaco Rinaldo Melucci.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/05/ex-ilva-arcelormittal-prevede-4900-esuberi-transitori/)

“Come sempre siamo gli ultimi a conoscere i contenuti dei piani industriali ma i primi a pagarne il conto. ArcelorMittal Italia ha presentato questa sera ai ministeri dell’Economia, dello Sviluppo economico e del Lavoro il nuovo piano industriale. Da alcune indiscrezioni, si apprende che il piano presentato non sarebbe lontano dall’accordo raggiunto a marzo scorso al Tribunale di Milano, quando si chiuse il contenzioso tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal – commenta il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli. Accordo mai concordato con il Sindacato a marzo e che prevede di risalire nel 2025, alla produzione di 8 milioni di tonnellate da farsi anche attraverso forno elettrico, e non solo altoforno. Non sono accettabili gli esuberi dichiarati intorno alle 3300 unità e una produzione che si assesterebbe intorno ai 6 milioni di tonnellate annue. ArcelorMittal avrebbe fatto presente che lo scenario, rispetto all’accordo di marzo, è profondamente cambiato a causa del lockdown. Ottimo alibi per ritardare ancora la ripartenza dell’Afo5 e continuare a smantellare lo stabilimento e a non proseguire le opere ambientali. Nel frattempo, nell’indotto non si pagano stipendi da mesi e in molti casi non arrivano le risorse degli ammortizzatori sociali” prosegue Bentivogli. “L’accordo del 6 settembre 2018 prevedeva zero esuberi e 8 mln di tonnellate nel 2023. Ora, esuberi, Cassa Integrazione e ritardi negli investimenti e i 10.700 al lavoro nel 2025 sono solo teorici e senza nessuna consistenza. Complimenti a chi ha tolto lo scudo penale dalla scorsa estate e ha dato un ottimo alibi all’azienda per disimpegnarsi” conclude il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

“In queste ore si stanno vivendo momenti di alta tensione in tutti gli stabilimenti. ArcelorMittal ha dichiarato di aver presentato un piano industriale che, secondo fonti giornalistiche, sarebbe di 500 pagine e prevederebbe 4 mila esuberi, ritardi negli investimenti ambientali, nell’ammodernamento e manutenzione degli impianti. Se venisse confermato sarebbe numeri inaccettabili e drammatici. Da parte del Governo non vi sono ancora dichiarazioni ma solo silenzio”. Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm. “Chiediamo al Governo di farci conoscere immediatamente il contenuto di questo piano perchè sarebbe inaccettabile che migliaia di lavoratori e intere comunità rimanessero appesi a notizie di stampa non confermate ufficialmente o nuovamente a piani industriali secretati. Patuanelli convochi subito incontro al Mise” conclude.

“In queste ore si susseguono dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico circa la presentazione di un nuovo piano industriale da parte di ArcelorMittal, così come da impegni assunti nell’ultimo incontro. I contenuti del piano continuano ad essere sconosciuti alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori, in una drammatica condizione che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo. Non ci si può semplicemente nascondere dietro l’emergenza Covid-19 perchè sono evidenti le condizioni e le responsabilità precedenti alla pandemia, come anche l’indifferenza dell’azienda rispetto all’accordo sindacale sulla piena occupazione. Allo stato gli stabilimenti sono pieni di cassa integrazione e vuoti di investimenti” aveva affermato prima delle indiscrezioni sul piano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil. “E’ necessaria una convocazione urgente da parte del Governo per una valutazione sullo stato della trattativa e sul significato e sui tempi dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nella proprietà. Ed è urgentissima la convocazione del tavolo di settore per tutta la siderurgia. Discutere delle crisi irrisolte, dei cambi di proprietà, dell’intervento pubblico, del green new deal in siderurgia e nelle sue filiere strategiche, senza i lavoratori e i sindacati che li rappresentano, sarebbe una scelta sbagliata e non accettabile” conclude la Re David.

(per chi vuole leggere un riepilogo esaustivo della vicenda è tutto scritto qui https://www.corriereditaranto.it/2020/05/20/sullex-ilva-per-una-volta-dite-tutta-la-verita/)

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