Yard Belleli, accordo per la bonifica totale

 

Taranto: convenzione Commissario Porto di Taranto - Sogesid per bonifica "Yard Belleli". Nella storica area industriale dismessa un atto da 45,5 milioni per portare a termine messa in sicurezza
pubblicato il 03 Giugno 2020, 20:11
10 mins

Come anticipato nella riunione dello scorso 22 maggio del Tavolo Istituzionale per la valorizzazione dello sviluppo dell’area di Taranto (TIP), in call conference e coordinata della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella persona del premier Giuseppe Conte, che ha affrontato alcune tematiche del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), ci sarà la bonifica dell’intera area dell’ex Yard Belleli.

L’intervento riguarda molto da vicino l’investimento del gruppo Ferretti, pari ad 85,3 milioni di euro, previsto presso una parte dell’ex area dove sorgeva lo Yard Belleli (che consta di 38 ettari e che ricadono all’interno del SIN Taranto) che già ora gestisce l’Autorità Portuale.

Il costo della bonifica per l’area invidiuata dal gruppo industriale pari a 15 ettari è stiamta in 15 milioni di euro, mentre altri 35 milioni erano stati attenzionati nella delibera del CIS per la bonifica dell’intera area ex Belleli.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/22/cis-taranto-pioggia-di-milioni-sulla-citta-vecchia4/)

E proprio oggi, con una convenzione dal valore di 45,5 milioni di euro, il Commissario Straordinario del Porto di Taranto Sergio Prete ha dato incarico alla Sogesid, società “in house” dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, di completare le attività di messa in sicurezza permanente della falda nell’area che si trova all’interno del Sito d’interesse nazionale di Taranto (SIN), proprio di fianco ai terreni ex Ilva e a ridosso del quinto sporgente dello scalo ionico.

Inserita dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio nella sua programmazione triennale delle opere pubbliche 2018-2020, la nuova attività nella “ex Yard Belleli” viene disciplinata nell’atto firmato dal Commissario Prete e dal Presidente e Amministratore delegato di Sogesid Enrico Biscaglia. La Società pubblica di proprietà del Ministero dell’Economia sarà il Soggetto attuatore e avrà, in stretto raccordo con l’Autorità, il compito di adeguare la progettazione definitiva e realizzare quella esecutiva, bandire e portare a termine la gara per l’affidamento dei lavori, dirigerli e collaudarli, gestire inoltre l’impianto di trattamento acque di falda (TAF) già in esercizio per i successivi cinque anni.

“Con la convenzione di cui trattasi – afferma il presidente dell’AdSP del Mar Ionio, Sergio Prete – viene dato ulteriore impulso alla bonifica ed alla riqualificazione delle aree portuali per rendere disponibili ed utilizzabili altre infrastrutture destinate ad ospitare attività produttive che contribuiranno alla crescita economica ed occupazionale del territorio”. “Con questa importante convenzione – spiega invece il presidente di Sogesid Enrico Biscaglia – diamo seguito e forza al nostro impegno a fianco del Commissario Prete e dell’Autorità Portuale. In una realtà complessa come quella di Taranto, attraversata da profonde questioni sociali, ambientali e produttive, una risposta concreta – conclude Biscaglia – è creare condizioni di risanamento e di nuova infrastrutturazione che aprano opportunità di crescita”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/18/porto-variante-non-sostanziale-alla-vasca-di-colmata-attesa-per-la-concessione/)

I dati sulla contaminazione dell’area dellex Yard Belleli

Il 15 aprile 2011 la Commissione tecnica di verifica dell’impiatto ambientale VIA – VAS del ministero dell’Ambiente emise il proprio parere sulla non assoggetabilità alla VIA per il progetto in questione.

In quel decreto venivano riportate le indagini geognostiche e l’elaborazione dell’analisi di rischio realizzata nel primo decennio degli anni duemila, accertarono una contaminazione del sito dovuta alla presenza di sostanze cancerogene e non cancerogene nel sottosuolo e nelle acque di falda, e che in particolare i risultati delle simulazioni evidenziarono che i valori di rischio cancerogeno totale e del non rischio cancerogeno totale fossero maggiori dei limiti di accettabilità imposti dalla normativa.

Relativamente al non rischio cancerogeno totale i contributi più significativi derivano dal percorso inalazione di vapori da suolo insaturo e da falda, mentre per il rischio cancerogeno totale i contributi determinanti sono l’inalazione da vapori da suolo insaturo e il contatto dermico e l’ingestione di suolo superficiale.

Le sostanze responsabili del rischio non cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da falda vennero individuate “negli idrocarburi pesanti (rispettivamente HI=29 e HI=260), presenti in maniera diffusa nella falda con concentrazioni elevate, mentre quelle responsabili del rischio non cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da terreno insaturo furono invidividuati negli IPA e il mercurio, diffusi nell’area nord del Sito. Le sostanze responsabili del rischio cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da terreno insaturo sono gli IPA, mentre quelle responsabili del rischio cancerogeno per contatto dermico e ingestione di terreno superficiale sono gli IPA e i metalli”.

Il progetto del primo stralcio della messa in sicurezza della falda

Questo secondo lotto di attività segue in realtà il primo stralcio attuato da Sogesid e rivolto alla messa in sicurezza dei trentasei ettari di falda superficiale: un lavoro considerato funzionale al progetto della realizzazione della cassa di colmata che dovrà circoscrivere nel quinto sporgente portuale un piazzale per il deposito e la movimentazione delle merci, consentendo allo stesso tempo – con l’abbassamento del fondale e il riutilizzo dei sedimenti caratterizzati e dragati per creare la cassa di colmata – il passaggio di navi superportacontainer. Sono responsabili delle attività previste dalla convenzione l’ing. Gaetano Internò per l’Autorità di Sistema Portuale e l’ing. Enrico Brugiotti per la Sogesid.

In merito al progetto di Bonifica falda superficiale in area ex Yard Belleli (1° stralcio), i committenti erano Ministero dell’Ambiente – Regione Puglia – Autorità Portuale di Taranto, per un valore d’intervento pari a 6,4 milioni di euro, Le attività iniziarono il 16/12/2009 con la conclusione prevista il 27/11/2018.

Nel settembre del 2018 è stato avviato l’impianto di trattamento delle acque di falda (TAF), che sarà gestito in via provvisoria dalla Sogesid SpA nel periodo compreso tra il 18.10.2018 ed il 30.1.2019. A novembre sono partite le attività di collaudo che si sono concluse tra marzo e aprile.

Il progetto in questione, denominato “I° Lotto degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda in area ex Yard Belleli, funzionale alla realizzazione della cassa di colmata “ampliamento V Sporgente“, ha come obiettivo finale la “bonifica e protezione dell’acqua di falda presente nell’area mediante il trattamento nell’impianto di Trattamento delle Acque di Falda (TAF) e il marginamento laterale e capping superficiale; riutilizzo industriale dell’area mediante pavimentazione; rimozione del prodotto in fase libera; trattamento delle acque della falda a monte dell’area”.

yard belleli.png

La realizzazione del marginamento della falda è avvenuto con tecnologia CSM lungo l’intero sviluppo del fronte mare arretrato rispetto alla linea di costa, lungo l’intero lato dei canali di scarico ILVA e su una porzione di 100 m lungo il lato del V sporgente ILVA; la trincea drenante è stata realizzata parallelamente al V sporgente, in prosecuzione al marginamento sopracitato, calibrata per l’assetto idrogeologico a quota 0,00 mt. s.l.m.; l’impianto TAF ha invece una capacità di trattamento di 100 m3/h, su due linee da 50 m3/h cadauna; si è anche proceduto con la formazione di piazzole di stoccaggio temporanee per l’abbancamento provvisorio dei terreni provenienti dagli scavi; oltre alla rimozione di 50 metri cubi di surnatante (mediante n. 2 skimmer attivi e n. 1 passivo); il sistema di monitoraggio della falda è invece costituito da una rete di controllo piezometrico; infine sono state realizzate opere accessorie di viabilità, elettriche, impiantistiche.

Nel corso dell’esecuzione dei lavori è stato però necessario procedere ad alcune variazioni al fine di risolvere aspetti di dettaglio.

Speriamo che ora proceda tutto per il meglio e nel più breve tempo possibile.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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