2 giugno: fa festa la Repubblica e pure il MArTA

 

Fine del lockdown, sicurezza, fiducia e coesione su questi temi è stata celebrata stamattina la Festa della Repubblica concomitante alla riapertura del MArTA
pubblicato il 02 Giugno 2020, 12:19
8 mins

Non poteva che essere tricolore il nastro tagliato per la riapertura del MArTA, dopo una chiusura durata tre mesi. Infatti erano presenti quasi tutte le autorità che hanno, successivamente, presenziato alla cerimonia di piazza della Vittoria per la Festa della Repubblica. Un doppio festeggiamento a cui hanno fatto riferimento tutti nel corso della prima manifestazione.

“Un museo sicuro al 100%. Abbiamo voluto attendere per poter offrire un museo con tutti i dispositivi di sicurezza.” Così annuncia la direttrice Eva Degl’Innocenti. “E riapre con’intensa attività culturale come MArTA on demand. Finalmente non dobbiamo più concentrarci sui numeri, ma possiamo finalmente prenderci il tempo per dedicarci alle varie tipologie di pubblico e anche alla qualità. Valorizzeremo i tesori mai visti dei nostri depositi che sono tra i più ricchi al mondo, tra quelli archeologici. Tre volte alla settimana ci sarà una conversazione con i curatori del museo. Ci sarà una programmazione per bambini, il FabLab, il laboratorio digitale creativo che si terrà due fine settimana al mese, in maniera gratuita. Partono anche gli abbonamenti: family, per ragazzi, individuale, seniores. Gli ingressi saranno contingentati con prenotazione prevalentemente on line, su piattaforma o telefonando al numero fisso del servizio biglietteria o ancora via email. E’ una forma di tutela perché il nostro motto è: “Ognuno tutela tutti!”

Allarga l’orizzonte il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sen. Mario Turco durante la cerimonia. “Una giornata simbolica che ci dà segnali di normalità, quella normalità che abbiamo perso in questi lunghi mesi. I sacrifici saranno tanti perché la risalita sarà molto lunga, però uniti riusciremo a superare questa ulteriore sfida. Essendo oggi la Festa della Repubblica, andiamo ad associare questa riapertura al ricordo della festa del ’46 e che allora, come oggi, viviamo con una tristezza dentro che è quella del passato e con una speranza per un futuro che sta a noi tutti, con comportamenti responsabili per riconquistare posizioni e ricostruire.”

E circa un’atteggiamento politico nazionale che non va nella direzione della coesione, così si è espresso il senatore: “C’è stato un forte appello ieri da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Oggi dobbiamo soprattutto riconquistare l’unità, sappiamo che le perdite economiche e sociali saranno incolmabili da coprire con risorse governative e qualsiasi governo avrà risorse insufficienti per riequilibrare le perdite. L’Europa e l’Italia hanno dato segnali positivi, adesso sta a tutti i cittadini avere comportamenti responsabili proprio quelli che hanno permesso ai nostri nonni di vincere la costruzione che abbiamo effettuato dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’unità è l’ingrediente essenziale per poter vincere questa battaglia contro un nemico invisibile e sconosciuto.”

Non poteva mancare il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, al taglio del nastro che ha commentato le due cerimonie. “Il 2 giugno è stato un momento di riconciliazione per tutti noi, di ricostruzione dopo la guerra e di ripartenza e oggi è una giornata che non è solo di festa e di memoria perché, dopo la pandemia, il fatto che si riparta dalla cultura è veramente un segno di riconciliazione per questo territorio, di fiducia per i giorni che ci aspettano. Siamo pieni di criticità, di problemi che dobbiamo affrontare, però investendo nella cultura e in questo simbolo identitario per la città che sta nella riapertura del MArTA proprio oggi è veramente un bel segnale. Mai come in questo momento abbiamo compreso, con la pandemia, che le istituzioni democratiche, il nostro vivere, tutto sommato nel benessere, nella pace, non sono fatti scontati. La democrazia non è un fatto acquisito per sempre, perché basta poco per dividersi, per andare in crisi ed avere difficoltà a rialzarsi: questo deve esserci di monito. Forse è incompiuto questo processo democratico, questo nostro essere repubblica, a cominciare dal Sud e dai fatti che ci riguardano Taranto. Dobbiamo ancora dimostrare di essere entrati in una fase nuova del nostro essere comunità. Per cui l’augurio per tutti è che da Taranto cominci una Repubblica-2.0 di questo paese.”

Essendosi insediato all’inizio dell’anno il Prefetto di Taranto, S.E. Demetrio Martino non ha avuto modo, a causa del lockdown di visitare il polo museale cittadino, ha quindi varcato solo oggi le porte del MArTA e ha così salutato questo momento di riapertura: “Il giorno che è stato scelto è stato sicuramente indovinato perché c’é una forte connessione tra questo luogo di arte e cultura e la celebrazione dei valori della nostra Repubblica, che soprattutto quelli contenuti nella Carta Costituzionale. Anche da MArTA vogliamo dare un segnale positivo insieme a tutti i cittadini di fiducia e di speranza nel futuro perché noi siamo certi che la ripresa nel nostro Paese ci sarà perché apparteniamo ad una grande nazione. Abbiamo dimostrato coesione e unità nel momento più difficile, quella della malattia e la stessa unità e coesione dobbiamo ritrovare insieme ai valori della Costituzione per ottenere la ripresa economica, che ovviamente non deve essere fine a se stessa, ma orientata sempre verso il raggiungimento del maggior grado di benessere per tutti i cittadini, evitando, in un momento di difficoltà come quello attuale, l’acuirsi delle distanze e delle differenze sociali, una ripresa che deve essere guidata in maniera da essere più veloci per riportare alla normalità questo paese, insieme al resto dell’Europa e del mondo.”

In piazza della Vittoria intanto c’erano, anche i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, per la cerimonia della deposizione della corona di alloro, insieme all’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro che dedica queste parole alla Festa della Repubblica: “Il sacrificio che hanno fatto in passato per giungere alla proclamazione della Repubblica è frutto di un lavoro di insieme, di un incontro tra varie culture, per far dare un gran passo avanti alla democrazia. E’ lo stesso che dobbiamo fare nel presente: un’unità di intenti, avendo come obiettivo il bene della gente. Soprattutto per affrontare quella grandissima crisi in cui, particolarmente i più poveri e anche la classe media si trova, quindi serve un’unità di intenti per mantenere gli ideali che hanno dato origine alla nostra Repubblica e poi noi siamo sempre patrioti, speriamo in meglio, lavoriamo per il meglio, uniti perché questa difficoltà sia un’occasione di crescita nella dignità, nella democrazia e nella libertà.”

 

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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