All’isola di San Paolo il ‘Taranto Dolphin Sanctuary’

 

Il progetto prevede la collaborazione tra Comune, Jonian Dolphin Conservation ed il Dolphin Project del premio Oscar Richard O’Barry
pubblicato il 31 Maggio 2020, 12:17
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Negli ultimi anni la città di Taranto ha compiuto passi straordinari verso la tutela dei cetacei, diventando attualmente la sede principale di uno dei più importanti network di ricerca scientifica del Mediterraneo.

L’inaugurazione di Kétos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei a Palazzo Amati e l’avvio dell’iter per la definizione di un’area di tutela e valorizzazione dei cetacei, sono la prova dei risultati raggiunti dalla preziosa attività di ricerca svolta dalla Jonian Dolphin Conservation, che ha potuto contare sul supporto dell’amministrazione Melucci.

Palazzo Amati

“Un altro tassello che mira a completare il progetto di rigenerazione dell’Ecosistema Taranto riferito alla risorsa mare è la realizzazione di un centro di recupero e rieducazione alla ‘libertà’ dei delfini provenienti da delfinari sparsi per il Mediterraneo e l’Europa, nella ipotesi ideale da stabilirsi presso la darsena dell’Isola di San Paolo, ovvero presso il sito che si potrà al meglio allestire secondo le esigenze di questo progetto di respiro internazionale”, commenta l‘assessore all’Ambiente Francesca Viggiano, in una nota.

Proprio l’Isola di San Paolo e la sua valorizzazione rientrano tra le linee di sviluppo tracciate dal sindaco Rinaldo Melucci, che per tale motivo ha già avviato, nell’alveo di un più complesso sistema di permute di aree ancora in capo alla Marina Militare, in generale alla Difesa e al Demanio, le dovute interlocuzioni istituzionali al fine di predisporre un percorso condiviso, per il trasferimento delle stesse in favore del Comune di Taranto e quindi della collettività.

L’idea progettuale alla quale stiamo lavorando è stata redatta con la finalità di indicare interventi rapidi e concreti secondo scelte equilibrate e sostenibili, riguardanti proprio il futuro dell’Isola, da contemperare con ulteriori destinazioni funzionali di un sito ricco di storia, fascino e possibilità.

L’area “ricovero dei delfini” assume un ruolo centrale per lo sviluppo del territorio, non solo in relazione alla protezione della specie tanto amata e dal forte significato identitario e simbolico, ma anche perché favorisce la progettazione di iniziative in grado di sostenere le più disparate ricadute economiche.

In particolare, la ricchezza e l’eterogeneità dei valori naturali e socio-culturali di un’area ricovero per i delfini possono essere considerati come una risorsa integrata fortemente attrattiva, in grado di rispondere positivamente ad una particolare tipologia di domanda turistica.

Non un luogo di detenzione per animali a fini esclusivamente ludici o economici, dunque, ma un centro di studio ed educazione alla sostenibilità ambientale.

Unico centro nel Mediterraneo del genere, il “Taranto Dolphin Sanctuary” rappresenterebbe un punto di riferimento per la tutela e conservazione dei cetacei a livello globale, inserendosi nel processo virtuoso innescato dalle varie azioni intraprese dall’amministrazione Melucci.

Questa condizione agevolerebbe le attività di rieducazione degli esemplari ospitati, aumentandone le possibilità di successo del percorso riabilitativo in caso di rilascio.

Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico privata che vede come protagonisti il Comune di Taranto, la Jonian Dolphin Conservation ed il Dolphin Project di Richard O’Barry, premio oscar per il documentario “The cove”, simbolo indiscusso della tutela dei cetacei in libertà, promotore del progetto gemello realizzato nel 2019 a Bali.

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