Emissioni febbraio, ARPA: riflettori sull’Eni

 

Una nuova relazione dell'Ufficio odori del Centro Regionale Aria dell'ARPA aggiunge alcuni particolari sugli eventi odoroigini dello scorso febbraio
pubblicato il 29 Maggio 2020, 18:09
27 mins

Su cosa accadde tra il 20 e il 29 febbraio scorsi resta ancora oggi un alone di mistero. Anche se adesso possiamo dire qualcosa di più rispetto a dove eravamo rimasti, in merito agli eventi emissivi odorigeni che portarono all’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci del 27 febbraio, attualmente sospesa dal Tar di Lecce dopo i ricorsi di ArcelorMittal e di Ilva in amministrazione strarodinaria. I giudici del tribunale amministrativo si esrpimeranno nel merito soltanto il prossimo ottobre.

La nuova relazione di ARPA Puglia sugli eventi dal 20 al 29 febbraio

Come detto però, possiamo fare un altro passo nell’approfondimento degli eventi in questione. Ripartendo dall’ultima relazione di ARPA Puglia, la seconda delle due prodotte dall’agenzia regionale per la protezione ambientale, in cui veniva rimarcato che “nei giorni 20 e 21 febbraio scorsi, gli uffici dell’Agenzia competenti che effettuano l’analisi dei dati rilevati dalle reti di qualità dell’aria presenti nel comune di Taranto, e dei dati rilevati dai sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni convogliate degli stabilimenti industriali di Taranto, hanno rilevato significativi incrementi delle concentrazioni degli inquinanti gassosi, in particolare ossidi di zolfo (SO2) e idrogeno solforato (H2S), che si ritiene opportuno segnalare ad ISPRA quale Autorità di Controllo“.

La relazione si concludeva con  ARPA Puglia che riteneva “di dover trasmettere comunicazione ad ISPRA quale Autorità di Controllo per le installazioni soggette ad AIA nazionale, rappresenlando la necessità che siano effettuati approfondimenti in merito agli eventi occorsi, alle relative modalità di gestione ed alla gestione dei sistemi di monitoraggio delle emissioni, rappresentando, sin d’ora, la completa disponibilità dell‘Agenzia a fornire supporto tecnico nelle forme e modalità che la stessa ISPRA riterrà opportune”.

(leggii l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/28/emissioni-da-afo1-arpa-attende-lispra/)

Il nuovo tassello che aggiungiamo riguarda un’altra relazione pubblicata da ARPA Puglia, sulla “Valutazione dei dati di qualità dell’aria di Taranto dal 20 al 29 febbraio 2020, acquisiti dalle reti pubbliche e private, in occasione degli eventi emissivi del 20-21/02/2020 e della fermata di alcuni impianti della Raffineria di ENI Taranto“.

E’ bastata la lettura del titolo della relazione, per farci comprendere come l’analisi sugli eventi di quei giorni si fosse arricchita di un elemento in più. Che come corriereditaranto.it avevamo sin da subito ipotizzato, nel silenzio generale, la compresenza delle emissioni della raffineria Eni negli eventi emessivi di quei giorni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/22emissioni-odorigne-arpa-non-chiarisce-dubbi-sulla-raffineria/)

La società petrolifera, dopo averci contattato telefonicamente per avere un confronto sulle nostre dichiarazioni, inviò alla nostra redazione ben due note di rettifica e chiarimento sulle emissioni dello stabilimento nei giorni in questione, in particolare sulle giornate del 20-21-22-23 febbraio.

(leggi qui e qui le note dell’Eni in merito alle emissioni odorigene dello scorso febbraio)

I giorni e le fasce orarie delle molestie olfattive: quattro wind days

La nuova relazione riguarda gli aspetti di competenza dell’Ufficio Qualità dell’Aria di Taranto del CRA ed è in riferimento al periodo 20-29/02/2020.

Preliminarmente, vengono ricordate le fasce orarie delle segnalazioni di molestie olfattive percepite a Taranto: il 20/2 ore 22-23; il 22/2 dalle ore 21 alle ore 23; il 23/2 a mezzanotte, dal mattino alle ore 7 sino a tutta la giornata (le 11, le 12, le 13, le 16, 20, 23, 24); il 24/2 dalle ore 8 alle ore 13; il 29/2 tra le 9 e le 10.

Dalle comunicazioni dei Vigili del Fuoco di Taranto, le segnalazioni di odori si riferiscono alle seguenti fasce orarie: il 20/2 dalle ore 20:45 alle 23; il 22/2 dalle ore 21 alle 24; il 23/2 dalle ore 9 alle ore 12

Dalla nota di ArcelorMittal del 26/2/2020, segnalazione di molestia olfattiva relativa al: 26/2 mattina, percezione di odori di gas in corrispondenza del parcheggio Direzione e Portineria A. 

Nella relazione si fa poi presente un dato che forse in molti ignorano, ovvero che la rete ENI non è gestita da Arpa Puglia e che quindi i dati acquisiti e osservati non sono validati da personale tecnico di Arpa. 

Dagli approfondimenti eseguiti dal Centro Regionale Aria, Struttura Qualità dell’aria BR-LE-TA, sui dati rilevati dalla Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria presenti nel comune di Taranto e sui dati meteorologici registrati all’esterno ed all’interno del perimetro dello stabilimento dalla medesima rete, è emerso quanto segue. 

Dal servizio Agenti Fisici della DS Arpa sono stati confermati come eventi di Wind Days i seguenti giorni: 20, 22, 27 e 28 febbraio 2020. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/26/emissioni-odirgene-arpa-indaga-sulla-fonte/)

Periodo 20-26/02/2020: il ruolo dell’Ilva tra il 20 e il 21

(nota interna CRA prot. n. 13932 del 03/03/2020, note Arpa agli Enti aventi prot. 12369 del 24/02/2020 e n. 13080 del 27/02/2020) 

In riferimento alle giornate del 20/02/2020 (giovedì) e del 21/02/2020 (venerdì), è stato effettuato un approfondimento sia dei dati orari di monitoraggio della qualità dell’aria (benzene, PM10, PM2.5, IPA totali, idrogeno solforato (H2S), benzene, SO2, ozono, NO2 e CO), che di quelli meteorologici registrati nelle ore riferite alle segnalazioni, sia all’esterno che all’interno del perimetro dello stabilimento, che pervengono dagli analizzatori installati nelle reti. 

Si richiama che il giorno 20/02/2020 è stato classificato come Wind Day. 

A partire dalle ore 11.00 del giorno 20/02/2020 (Wind Day) è stato registrato un incremento delle concentrazioni degli inquinanti H2S, SO2 ed anche PM10 sia nelle stazioni della Rete Regionale QA poste sottovento alla zona industriale ubicate nel quartiere Tamburi che nella stazione della Rete di Monitoraggio dello stabilimento AMI, denominata Meteo-Parchi. 

Con particolare riferimento ai Valore Limite di cui al D.Lgs. 13/08/2010, n.155, si segnala che è stato registrato il superamento del valore limite orario per il biossido di zolfo (SO2) alle ore 03.00 del giorno del 21 febbraio presso la stazione RRQA denominata Via Machiavelli, sita nel quartiere Tamburi con valore pari a 363 μg/m3 e, contemporaneamente, un valore pari a 426 μg/m3 presso la cabina della rete AMI denominata Meteo Parchi. Tale condizione costituisce un superamento del limite orario. Il valore limite giornaliero del 21/02/2020 è stato rispettato, avendo registrato un valore pari a 46 μg/m3. 

Com’è noto, per il parametro SO2, il D.Lgs. n.155/2010 prevede che il valore limite orario in aria ambiente e in siti esterni alle aree industriali, pari a 350 μg/m3, non debba essere superato per più di 24 volte nell’anno; il valore limite giornaliero è pari a 125 μg/m3. 

Nella medesima fascia oraria, ovvero tra le ore 03:00 e le ore 04:00 del 21/02/2020, l’Agenzia ha osservato anche variazioni nei trend delle concentrazioni di SO2 rilevate dai sistemi DOAS della postazione denominata Meteo- Parchi di AMI, con incrementi sino a valori di 878 μg/m3 presso la postazione DOAS2 AOR [ore 03:00] e di 116 μg/m3 presso la postazione DOAS2-OR [ore 04:00]. In queste fasce orarie, le 3 postazioni dei DOAS (OR e AOR) di ENI, i cui dati comunque non sono validati da Arpa, mostrano valori massimi che non superano i 20-25 μg/m3, e non si osservano picchi significativi da segnalare, contrariamente a quanto avviene nel caso della rete AMI. 

Tra le ore 23.00 e le ore 24:00 del 20 febbraio, è stato, contemporaneamente, rilevato un evidente picco di valori di H2S, superiore rispetto alla soglia olfattiva pari a 7 μg/m3, anche presso le seguenti stazioni site nel quartiere Tamburi: 

−  stazione denominata Via Archimede con valori massimi registrati pari a 31 μg/m3;

−  stazione denominata Via Orsini con valori massimi registrati pari a 21 μg/m3.

Per quanto attiene la rete ENI, non sono emerse, nelle giornate del 20-21/02/2020, livelli di concentrazione di H2S e di SO2 particolarmente critiche da segnalare, né apprezzabili variazioni rispetto ai normali trend e non sono stati rilevati superamenti dei limiti previsti dal D.Lgs.n.155/2010 per gli altri inquinanti monitorati nelle centraline della RRQA (esterne all’area industriale) nelle giornate oggetto di analisi. Per l’H2S, rilevato nella rete ENI, le concentrazioni orarie sono risultate piuttosto contenute e al di sotto della soglia olfattiva.

La segnalazione ISPRA sulla torcia Eni del 20 febbraio

Nel documento redatto dall’ARPA Puglia, si fa poi riferimento alla relazione predisposta da ISPRA in relazione alla ispezione in ENI (prot. Arpa n. 18822 del 25/03/2020), in particolare per quanto attiene il paragrafo F.Torce e riportato anche al paragrafo 3. Risultanze e relative azioni da intraprendere, quanto segnalato da ISPRA sull’evento di torcia Blow Down 1 del 20/2/2020 dalle ore 18 alle ore 20, con invio di quantità specifiche di H2S ed SO2, che però “non trova riscontro nei dati relativi alle ricadute in aria ambiente, rilevate sia attraverso i DOAS, che con le 8 centraline di H2S e nelle 4 cabine complete ENI1-ENI4, andando ad analizzare attentamente i dati delle ore serali del 20/2 e delle prime ore del mattino del 21/2, non si registrano livelli elevati di H2S e di SO2, neanche mediante i DOAS, i cui valori sono significativamente più bassi di quelli rilevati dai DOAS di AMI nelle stesse ore. Per quanto riguarda le misure di H2S, rilevate dalla rete ENI, le concentrazioni orarie sono risultate piuttosto contenute e al di sotto della soglia olfattiva”.

(leggi tutti gli articoli sull’ISPRA https://www.corriereditaranto.it/?s=ispra&submit=Go)

Il calo degli eventi inquinanti nel pomeriggio del 21 febbraio

Dalle ore pomeridiane del 21/02, il fenomeno di inquinamento osservato nelle ricadute in aria ambiente rilevato ai Tamburi, per i composti gassosi, è rientrato; sono stati verificati dei trend in netta diminuzione per SO2 e H2S, anche nelle stazioni della rete AMI, ad eccezione del benzene nella centralina Cokeria che il 21 febbraio ha registrato concentrazioni medie orarie e giornaliere elevate, con un picco orario di 153 μg/m3 alle ore 22.00.

Le medie giornaliere di Benzene il 20 e 21 febbraio u.s. in via Orsini-Tamburi e in Via Machiavelli ai Tamburi, siti esterni all’area industriale, sono risultate rispettivamente inferiori al valore limite annuale di 5 μg/m3. Per quanto attiene il PM10, le medie giornaliere il 21 febbraio sono risultate più elevate rispetto a quelle del giorno prima, anche se non si rilevano superamenti del limite giornaliero di 50 μg/m3. Le concentrazioni di PM10 solo nella cabina Meteo-Parchi ha raggiunto i 330 μg/m3 nelle ore del mattino del 21/2, anche verosimilmente a causa del cantiere attivo; nella stessa fascia oraria le concentrazioni dello stesso inquinante c/o Cokeria e via Orsini-Tamburi non hanno mostrato picchi così netti.

I valori orari di PM10 del 21/2 in via Machiavelli non hanno superato i 40 μg/m3 mentre in via Orsini i massimi delle concentrazioni biorarie sono risultate pari a 55 μg/m3 nelle ore mattutine.

(leggi tutti gli articoli sull’ARPA https://www.corriereditaranto.it/?s=ARPA&submit=Go)

Dal 23 al 26 febbraio incremento H2S e Benzene da Eni per fermata impianti

In riferimento alla nota di AMI prot. Arpa n. 12779 del 26/02/2020, che segnala odori presumibilmente legati a gas” nelle vicinanze di Portineria A e di Direzione, per quanto riguarda la giornata del 26 febbraio 2020, si fa presente che il vento prevalente proveniva da S-SO, con velocità del vento oraria tra 4 e 7 m/s; in particolare, si fa presente che c/o la cabina ENI2 (a nord-est rispetto a Eni) per quanto riguarda l’idrogeno solforato (H2S), il massimo orario si è registrato alle ore 13 del 26/2/2020 con 21 μg/m3 e con valori orari sopra la soglia olfattiva a partire dalle ore 8. 

Per quanto attiene la rete ENI, a partire dal 23 e sino al 26/02/2020, si è registrato un incremento delle concentrazioni di alcuni inquinanti, quali benzene e H2S, rispetto ai normali trend osservati, verosimilmente legato alle varie fasi di fermata impianti di Eni indicate nella nota RAFTADIR 47 del 13/02/2020, al protocollo Arpa n. 9444 del 13/02/2020 e nel verbale della ispezione del 3-4/03/2020.

Il Benzene nella rete ENI ha mostrato valori significativi c/o ENI3, il 24 e il 26 febbraio con massimi di 27 μg/m3; i valori delle concentrazioni orarie di benzene nella stessa giornata del 26/02/2020 sono risultati ovviamente più elevati nella cabina Cokeria (rete AMI) con massimi di 160 μg/m3; le Cokerie sono accertate sorgenti emissive di benzene. Le concentrazioni orarie di benzene registrate presso la centralina Direzione (rete AMI) sono risultate significative il 25/02/2020 con valori di 44 μg/m3 alle ore 6. 

Presso la cabina denominata Meteo Parchi (rete AMI) considerando il periodo 20-26 febbraio, il massimo orario di benzene è stato registrato il 23/2 con 40 μg/m3. 

Numerosi valori orari maggiori della soglia di 7 μg/m3 nella rete Eni sono stati registrati nei giorni dal 23 al 25/2, in particolare in ENI3, ma anche in misura minore in ENI4 ed ENI2. 

Il 26/2 si è osservato un incremento di H2S nella centralina Cokeria alle ore 17, poi rapidamente diminuito. 

(leggi tutti gli articoli sulla raffineria ENI https://www.corriereditaranto.it/?s=raffineria&submit=Go)

I picchi di H2S nei giorni 22-23-24 febbraio

Riassumendo, osservando il periodo 20-26 febbraio 2020, per quanto riguarda i siti esterni all’area industriale, ai quali com’è noto, si applicano i limiti previsti dalla normativa, dai dati che acquisiamo attraverso la RRQA, i picchi di H2S sopra la soglia olfattiva sono stati rilevati in siti esterni posti ai Tamburi, nelle ore serali del 20 febbraio 2020 e alle ore 6 del 23 febbraio 2020.

Dal report dell’Ufficio Odori del CRA prot. 19351 del 27/03/2020, emerge che i giorni e le fasce orarie in cui si concentrano il maggior numero di segnalazioni odorigene a Taranto sono prevalentemente il 22/2 (ore serali dalle ore 20), il 23/2 (ore serali) e il 24/2 (tra le ore 8 e le 9). In tali fasce orarie relative alle segnalazioni, non si registrano valori orari di H2S nelle cabine esterne denominate Via Orsini e Via Archimede superiori alla soglia olfattiva di 7 μg/m3 (cfr. Allegato 2 – Pag. 26/46).

Per l’inquinante SO2, non sono state osservare altre criticità successive a quella registrata c/o Meteo Parchi (Rete AMI) e Via Machiavelli (RRQA) il 20-21/2/2020. In relazione alla rete di ENI, si osservano apprezzabili incrementi delle concentrazioni orarie di SO2 in ENI2 e ENI1 a partire dal
24/2/2020
, ma comunque con valori orari massimi non elevati e sino a 24 μg/m3 (si rammenta che il valore limite orario in siti esterni ad aree industriali è pari a 350 μg/m3.) 

Le medie giornaliere di Benzene ai Tamburi nel periodo in oggetto, in siti esterni all’area industriale, sono risultate sempre inferiori al valore limite annuale di 5 μg/m3. 

Per quanto attiene il PM10 non si rilevano superamenti del limite giornaliero di 50 μg/m3. 

Anche gli altri inquinanti monitorati nel periodo 20-26 febbraio (ad esclusione dell’SO2) non hanno mostrato superamenti dei limiti previsti dalla normativa D.Lgs. 155/2010. 

Il wind day del 28 febbraio e l’SO2 dalla zona industriale

Si rappresenta che, per quanto riguarda il 28 febbraio (Wind day) il vento prevalente, dopo le ore 12, proveniva da NO, con velocità del vento oraria compresa tra 2 e 10 m/s. 

Alle ore 17.00 del giorno 28/02/2020 è stato registrato un apprezzabile incremento delle concentrazioni dell’inquinante SO2 sia nella stazione denominata Via Machiavelli della Rete Regionale QA, posta sottovento alla zona industriale e ubicata nel quartiere Tamburi, che nella stazione della Rete di Monitoraggio dello stabilimento AMI, denominata Meteo-Parchi. 

Con particolare riferimento ai valori limite di cui al D.Lgs. 155/2010, si segnala che non sono stati registrati superamenti del valore limite orario per il biossido di zolfo (SO2). Com’è noto, per il parametro SO2, il D.Lgs. n.155/2010 prevede un valore limite orario in aria ambiente e in siti esterni alle aree industriali, pari a 350 μg/m3, che non deve essere superato per più di 24 volte nell’anno; il valore limite giornaliero è pari a 125 μg/m3.

Il valore massimo orario registrato alle ore 17.00 del giorno 28 febbraio presso la stazione RRQA denominata Via Machiavelli, è risultato pari a 52 μg/m3 e, contemporaneamente, presso la cabina della rete AMI denominata Meteo Parchi si è osservato un valore massimo di 81 μg/m3, alle ore 17. 

Nella medesima fascia oraria, l’Agenzia ha osservato anche variazioni nei trend delle concentrazioni di SO2 rilevate dai sistemi DOAS delle stazioni denominate Meteo-Parchi con incrementi dei valori orari sino a 79 μg/m3 presso la postazione DOAS2-AOR [ore 17:00] e a 40 μg/m3 presso la postazione DOAS2-OR [ore 17:00]. In queste fasce orarie, le 3 postazioni dei DOAS (OR e AOR) di ENI, i cui dati comunque non sono validati da Arpa, mostrano valori massimi che non superano i 10-13 μg/m3, e non si osservano picchi significativi da segnalare, contrariamente a quanto avviene nel caso della rete AMI. 

Si mette in evidenza che tale situazione di inquinamento diffuso da SO2, verificatasi il giorno 28/2, è simile a quella del 21/02/2020, dal punto di vista della fenomenologia che della meteorologia. Non si osservano incrementi delle concentrazioni di SO2 nella rete ENI nelle stesse 2 giornate. 

I dubbi del ministero dell’Ambiente sull’Eni e il ruolo storico della raffineria sull’H2S

Come si può dunque facilmente evincere da quest’ultima relazione, seppur in parte, anche Eni in quei giorni avrebbe contribuito ad immettere nell’aria composti gassosi che provocarono non pochi problemi ai cittadini del rione Tamburi e del Borgo.

Del resto, il ministero dell’Ambiente con una nota del 27 febbraio 2020 chiedeva informazioni circa possibili anomalie di esercizio non solo ad AMI ma anche alla raffineria presente nell’area industriale. Addirittura lo stesso ministero rispondendo alla segnalazione del Comune di Taranto in merito alle emissioni di quei giorni di febbraio, con riferimento agli eventi emissivi, sosteneva che non era possibile comprenderein che modo sia stato possibile attribuirne l’origine allo stabilimento siderurgico”.

Del resto la stessa ARPA nella relazione del 24 febbraio 2020, precisava come “gli accertamenti per individuare le cause” fossero ancora in corso. 

Del resto, storicamente, in particolar modo l’H2S è stato responsabile di moltissimi eventi odorigeni che negli anni abbiamo denunciato (sin dal principio sulle colonne del ‘TarantoOggi‘) e che la stessa ARPA Puglia ha sempre addebitato alle operazioni della raffineria dell’Eni. Anche attraverso il progetto Odortel negli anni 2013-2016 individuando la raffineria come specifica fonte delle emissioni odorigene nell’area industriale di Taranto. Progetto che fu poi inspiegabilmente messo da parte dalla stessa ARPA e dalla Regione nel 2016.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/11/27/si-chiude-linchiesta-sui-vel-eni-le-emissioni-odorigene-cinque-indagati-anche-della-hidrochemical/)

Inoltre, anche nel rapporto di Valutazione del Danno Sanitario del 2018, con riferimento alle emissioni di H2S si afferma: “data la tipologia degli inquinanti rilevati e le condizioni meteo climatiche, Arpa ritiene che tali eventi siano ascrivibili verosimilmente, per la maggior parte, alle emissioni odorigene della raffineria ENI”. 

(leggi tuttti gli articoli sul progetto Odortel https://www.corriereditaranto.it/?s=odortel&submit=Go)

Le nostre conclusioni

Il ministero dell’Ambiente ha osservato, sempre nella nota del 27 febbraio 2020 che in merito agli eventi emissivi di febbraio segnalata dal Comune di Taranto “non si comprende se si tratti di emissioni atmosferiche, odorigene, acustiche, idriche o di altro tipo” e “in che modo è stata apprezzata la loro singolarità rispetto agli eventi tipici ordinari, tipici dell’attività industriale previo specifico procedimento autorizzativo, cui anche codesta amministrazione comunale ha contribuito”. 

Ora. In attesa delle decisioni del Tar nel merito dell’ordinanza dello scorso febbraio, è fin troppo evidente che vi siano delle differenze di vedute e di giudizio tra ARPA Puglia (le cui prime due relazioni sugli eventi odorigeni hanno poi indirizzato il Comune di Taranto nella stesura dell’ordinanza), ISPRA e ministero dell’Ambiente. La speranza è che i documenti che tutte e tre queste istituzioni dovranno inviare entro fine giugno al Tar di Lecce come richiesto dai giudici amministrativi, possa portare gli stessi a delineare un quadro chiaro su quel che accadde lo scorso febbraio.

Nella speranza che almeno in questo caso si riesca a fare chiarezza, senza lasciare ombre e dubbi come invece tante volte è accaduto su altri episodi similari. O sulla diffusione di dati su episodi inquietanti di inquinamento ambientale sui quali mai è stata fatta chiarezza fino in fondo (vedi casi picchi diossina degli anni passati di cui torneremo presto ad occuparci).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/24/222ex-ilva-il-tar-sospende-lordinanza-di-melucci5/)

Altresì vogliamo ancora una volta sottolineare come la questione ambientale in questo territorio continui ad essere profondamente complessa. E che la risoluzione di problemi pluridecennali provocati dall’inquinamento ambientale (sia esso prodotto da emissioni diffuse e fuggitive di idrocarburi cangerogeni, sia esso derivante da emissioni odorigene di composti gassosi o rifiuti, sia esso prodotto da infiltrazioni nel suolo e nelle falde superficiali e profonde) non possa che riguardare tutte le aziende della grande industria ancora presenti e attive.

Così come resta fondamentale la conoscenza approfondita, documentata, accertata, seria e totale di tutto quel che accade sul nostro territorio. Onde evitare fughe in avanti e clamorosi scivoloni, che non fanno altro che arrecare ulteriori danni al tortuoso percorso che porta ad una riconversione economica che sarà inevitabilmente anche e soprattutto ambientale, sanitaria e sociale. Ad maiora.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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