Ex Ilva, Patuanelli: “Attendiamo piano. Intervento Stato necessario”

 

Informativa sulla siderurgia italiana questa mattina alla Camera dei Deputati del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli
pubblicato il 26 Maggio 2020, 21:36
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Informativa sulla siderurgia italiana questa mattina alla Camera dei Deputati del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Nel corso del suo intervento, il ministro dello Sviluppo economico ha ricordato le note vicende relative ad ArcelorMittal di Taranto: “Il nuovo piano industriale di ArcelorMittal, questo ha garantito l’azienda, sarà presentato entro il 5 giugno. Mi aspetto, ma tutto il Governo si aspetta, un Piano industriale che sia serio, ambizioso e lungimirante e che non metta in discussione gli accordi presi il 4 marzo. Mentre oggi si apre una conferenza dei servizi che deve esaminare la richiesta presentata dalla stessa azienda e relativa ad una proroga sul rispetto delle prescrizioni previste dall’AIA” (di cui parleremo prossimamente).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/25/ex-ilva-riparte-dialogo-tra-arcelormittal-e-governo2/)

Il piano che dovrà presentare ArcelorMittal, dovrà prevedere il rifacimento integrale degli impianti. Nel dettaglio – ha spiegato Patuanelli – “l’Afo5 deve essere rinnovato, dovrà esserci una forte decarbonizzazione con la presenza di forni elettrici. Il governo dovrà monitorare sulla sostenibilità finanziaria del piano stesso. Il costo dell’energia è un problema serio e bisognerà creare le condizioni affinché sia sostenibile”. Dal momento che sarà “molto difficile trovare un equilibrio tra competitività dello stabilimento, prezzo acciaio finale, tutela ambientale e sicurezza dei lavoratori” Patuanelli ha definito un “passaggio obbligato” quello che vede il Governoaccompagnare, almeno parzialmente, l’impresa privata, il player industriale privato, con interventi di Stato a tutela della sicurezza dell’ambiente”.

ArcelorMittal, ha però detto il ministro Patuanelli, “ha anche chiesto una proroga del pagamento dei canoni, mentre ci risulta che non rispetti i termini di pagamento dei servizi prestati da imprese locali, mettendone a repentaglio la vita stessa”, ricordando poi che la penale di 500 milioni di euro che dovrebbe pagare nel caso decidesse di abbandonare Taranto “sarebbe aggiuntiva rispetto a quelle già esistenti e previste da accordi precedenti“.

“Il settore è caratterizzato – ha detto ancora il ministro come riportato da Teleborsa – da costi più alti, rispetto a quelli che si registrano in Europa e nel mondo, a causa delle normative ambientali esistenti. A questo si aggiungono le problematiche legate alle privatizzazioni, che anche per questo rischiano di determinare effetti negativi sugli investimenti dei gruppi che controllano i siti. Il settore è caratterizzato anche da impianti spesso “datati” e che hanno pagato caro l’impatto del Covid-19, con pesanti cali di produzione e che – ha chiarito Stefano Patuanelli – impiega circa 70mila addetti diretti, che esporta, in tempi normali, il 34% di quanto produce e che ha in quello delle costruzioni il più grande consumatore, con il 36,5% dei prodotti utilizzati, seguito dalla meccanica (20,2%) e dall’automotive (17,1%). Ma che sconta il proprio essere fortemente energivoro, con un consumo di 19 terawattora che rappresenta il 15% consumi industriali totali. Per questo è il momento per pensare ad un piano industriale specifico per la siderurgia“.

Per Patuanelli, quindi, “sostenere il settore è necessario, anche accompagnando con aiuti di Stato i player privati e con una riforma relativa all’uso dei rottami, visto che ormai si va verso una produzione realizzata sempre più con l’utilizzo del forno elettrico. Ma è necessario anche mettere a punto normative incentivanti, l’Ue lo sta facendo, che facciano parte di una strategia nazionale non più “a spot”, ma organica e complessiva” ha concluso il ministro.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/20/sullex-ilva-per-una-volta-dite-tutta-la-verita/)

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