Consiglio Comunale, è scontro sulle partecipate

 

Fa discutere la nuova governance, che secondo le opposizioni escluderebbe il controllo da parte del Consiglio. Ma la maggioranza rassicura: «È garantito per legge»
pubblicato il 26 Maggio 2020, 19:00
4 mins

Si riunisce ancora una volta al Teatro Fusco il Consiglio Comunale di Taranto. Di fatto solo due i punti effettivamente discussi: la rinegoziazione dei mutui e prestiti contratti dall’ente e il nuovo regolamento sull’in-house providing, che tradotto significa la gestione di quelle che una volta si chiamavano società partecipate; nel caso del Comune di Taranto AMIU, AMAT e Infrataras.

Mutui rinegoziati per un milione di euro

La rinegoziazione dei mutui contratti dagli enti pubblici è una possibilità prevista dal decreto Cura Italia per far fronte all’emergenza determinata dalla pandemia. Nel caso del Comune di Taranto, fra quelli interessati da questa proposta di delibera e altri finanziamenti, la rinegoziazione dovrebbe garantire una disponibilità immediata di circa un milione di euro, come spiegato in aula (pardon, in platea) dal presidente della Commissione Bilancio Dante Capriulo. Sul modo in cui questi fondi saranno utilizzati si accende il primo scontro di giornata. Dalle opposizioni (in particolare per voce della consigliera De Gennaro) arriva la critica circa la difformità fra le decisioni del Comune e l’indicazione dei revisori dei conti di prevedere un accantonamento di risorse per far fronte al prevedibile calo degli introiti dal prelievo fiscale. Una opzione che, però, incontra le critiche della maggioranza, che rivendica (forte anche del sostegno espresso in questo dal Direttore Generale Imperio) il diritto della politica di gestire come utilizzare i fondi. Essi finanzieranno gli interventi già messi in campo dall’Amministrazione a sostegno della cittadinanza e del tessuto produttivo (ne avevamo parlato qui), operazione per cui sarà necessario passare da una variazione al bilancio di previsione.

Società in-house, chi controlla?

Il dibattito esplode con forza sul nuovo regolamento per la gestione delle società in-house. La miccia è un accorato intervento del consigliere Vietri, che denuncia come, a suo giudizio, il nuovo regolamento non preveda alcuna possibilità, per il Consiglio Comunale, di controllare l’attività delle società. Tutto sarebbe spostato, infatti, nelle mani del sindaco, che agirebbe sia come azionista, in nome dell’Ente, sia come controllore, in quanto membro di una commissione di controllo composta anche da dirigenti e assessori, essi stessi di fiducia del primo cittadino.

La maggioranza ribatte compatta. In particolare i consiglieri Capriulo e Blé affermano che il controllo non può essere sottratto al Consiglio Comunale da nessun regolamento, in quanto garantito dalla legge (in particolare in virtù dell’istituto del “controllo analogo”, per il quale le partecipate sono in tutto e per tutto assimilabili, dal punto di vista della gestione, a veri e propri uffici dell’ente che ne detiene la proprietà).

Un rinvio “politico”

Dopo l’approvazione del punto e di un riconoscimento di debito fuori bilancio arriva la proposta, da parte del consigliere Blé, di aggiornare l’intero Consiglio al 4 e 5 giugno, saltando anche la seconda convocazione che era prevista per domani, 27 maggio. In precedenza, sempre il capogruppo del PD aveva chiesto il rinvio a fine seduta (fine seduta che, ovviamente, non si è raggiunto) dell’approvazione del piano industriale AMIU. Il rinvio (per motivi non tecnici ma politici, si precisa) viene approvato, fra le proteste vibranti dell’opposizione e le rivendicazioni della maggioranza, in un clima, per l’ennesima volta, da stadio. E dato che tutti quanti, quasi come un ritornello, invocano lo streaming, speriamo che qualcuno rivedendolo si vergogni di come il dibattito non riesca mai a svolgersi per intero in modo pacato e civile.

 

Qui il link per vedere la diretta streaming.

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