Vicenda Ferretti, Fratelli d’Italia chiarisce la propria posizione

 

«Nessuna chiusura preconcetta, solo voglia di trasparenza». E il consigliere Vietri chiede: «Chi pagherà la bonifica dell'area?»
pubblicato il 22 Maggio 2020, 13:16
7 mins

Dopo le polemiche di cui vi abbiamo ampiamente reso conto negli ultimi giorni, interviene nuovamente Fratelli d’Italia per chiarire la propria posizione sull’eventualità di un insediamento produttivo del Gruppo Ferretti in città.

Vietri: «Invitare al tavolo Fincantieri»

Il primo a intervenire è il consigliere comunale e provinciale Giampaolo Vietri: «Sull’attenzione nei confronti dell’area ex Belleli manifestata dal gruppo Ferretti è bene riportare l’attenzione sul tema che ci riguarda, ovvero gli interessi del nostro territorio. Il sottosegretario Turco ha fatto buona pubblicità a questo interesse anche se dalle notizie diffuse si evince che non si realizzerà naviglio con carena in ferro, per intenderci quella di maggiore dimensione che garantisce centinaia di posti di lavoro e il ricorso a innumerevoli commesse all’indotto, ma imbarcazioni di più ridotte dimensioni con scafi che vengono realizzati grazie alla colata negli stampi e nei modelli della vetroresina. Rimanendo sui fatti è d’obbligo quindi sapere se esiste un piano industriale dell’investitore per capirne la progettualità ed eventualmente conoscere quando partiranno le assunzioni sul territorio, atteso che l’azienda potrebbe utilizzare proprie professionalità e fare qualche assunzione a chissà quando avendo nel frattempo incassato l’utilizzo della piattaforma. Occorre poi capire se sarà lo stato a pagare o ad aver già pagato la bonifica dell’area, perché se così fosse senza ombra di dubbio l’area andrebbe messa a gara. L’evidenza pubblica, oltre a sanare l’assenza di trasparenza dovuta all’interlocuzione con un solo gruppo privato, consentirebbe, lì dove le autorità hanno deciso di rendere fruibile lo yard Belleli, di raccogliere le migliori proposte progettuali e di scegliere in base alle migliori ricadute economiche possibili per noi tarantini. Al momento, a fronte dell’interesse di una sola società e di un investimento la cui ricaduta occupazionale su Taranto va certificata, vanno verificate tutte le possibilità di investimento che vadano a conciliare l’interesse d’impresa con il massimo beneficio pubblico realizzabile per il territorio. In quest’ottica, inoltre, rivolgo al Sottosegretario Turco, e al Sindaco di Taranto, anche la mia proposta di far sedere al tavolo Fincantieri per realizzare nell’area ex Belleli un polo della cantieristica navale. L’azienda è società italiana, finanziata dal nostro stato, pertanto la presidenza del consiglio non avrebbe difficoltà a coinvolgerla se c’è oggi realmente tutto questo interesse per Taranto da parte del governo. A Monfalcone la cantieristica navale impiega in tutto 10 mila persone per cui si chiami Fincantieri a sottoscrivere un accordo con il territorio per la realizzazione di un polo produttivo che obblighi gli armatori a rivolgersi per le commesse e le manutenzioni alle aziende della nostra provincia; inserendo, infine, il reimpiego nella cantieristica dei lavoratori ex Tct e ex Ilva attualmente in cassa integrazione straordinaria. Si sviluppi su quell’area un progetto complessivo per il recupero dei posti di lavoro andati persi e per nuove opportunità alle imprese locali, valutando attentamente ogni proposta d’investimento, puntando a progetti di riconversione economica di grande respiro e visione strategica per il futuro di Taranto»

Iaia e Pilolli: «Da FdI mai posizioni preconcette»

A seguire, intervengono i coordinatori provinciali di Taranto di FDI Dario Iaia e Giandomenico Pilolli: «Fratelli d’Italia – scrivono – non ha mai espresso posizioni preconcette in merito alla eventuale concessione al gruppo Ferretti dell’area “ex Belleli” del porto di Taranto né relativamente a possibili investimenti stranieri. Non siamo mai stati contrari agli investimenti  nel nostro paese che possono produrre  ricchezza e posti di lavoro. Ma vogliamo che ciò avvenga nella massima trasparenza. Siamo convinti che il porto di Taranto rappresenti uno dei volani più importanti per lo sviluppo della città e di tutta la sua provincia, così come il trasporto merci marittimo uno dei settori economici con più ampi margini di crescita. Tuttavia, l’intento di attrarre investimenti italiani e soprattutto stranieri non deve tramutarsi nella accettazione di tutto e tutti ed a qualsiasi condizione. E’ necessario, cioè, che ogni investimento e concessione venga vagliato per far sì che prevalga sempre l’interesse nazionale e quello del territorio. Per questa ragione non comprendiamo la levata di scudi da parte di chi si allarma del fatto che alcuni nostri parlamentari abbiano chiesto l’accesso agli atti relativamente a questa concessione a Ferretti Group. Volere capire ciò che sta accadendo non vuol dire essere contrari. Ciò che a noi interessa è il rispetto della legalità e che tutto avvenga nella massima trasparenza. Il territorio deve conoscere le condizioni economiche dell’investimento ed il piano industriale del gruppo in relazione all’area che dovrebbe essere attribuita in concessione. Questo perchè noi amiamo il nostro Paese e pretendiamo che i diritti dei nostri concittadini e dei futuri dipendenti siano sempre tutelati.  La nostra provincia ha già dato  a importanti gruppi stranieri che accolti in pompa magna poi hanno tradito tutte le attese (vedi gli indiani nell’ex Ilva): salvatori della patria che avrebbero dovuto risollevare le sorti della nostra terra e che invece si sono dimostrati interessati solo ai propri interessi. Oggi, vorremmo che errori di questo tipo non vengano più commessi. Per questa ragione non comprendiamo perché il partito democratico ed i cinque stelle si siano scandalizzati tanto del fatto che noi vogliamo vederci chiaro. Chiediamo soltanto trasparenza e legalità e loro dovrebbero essere al nostro fianco e non contrari. Per questa ragione nelle prossime settimane Fratelli d’Italia avvierà una serie di confronti con i soggetti economici e rappresentativi del nostro territorio per ascoltare le loro esigenze e rappresentare le idee per lo sviluppo della città che intendiamo portare avanti».

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