Ferretti a Taranto: quante polemiche!

 

L'impresa nelle mani dei cinesi provoca reazioni e interrogazioni parlamentari
pubblicato il 20 Maggio 2020, 08:46
5 mins

Per favore, fateci capire. Davvero. Perchè mai tutto questo ciarlare attorno all’operazione Ferretti a Taranto? C’è qualcosa di losco sotto che a noi, comuni mortali, non è dato sapere? Ci sono manovre oscure al limite dello spionaggio internazionale che noi poveri cittadini non possiamo e non potremo mai conoscere? E’ quello che qualcuno definisce il ‘piano grillino’?
No, perchè sinceramente non si riescono a capire le levate di scudi di alcune forze politiche sulla possibilità che il gruppo Ferretti, per quasi il 90% nelle mani della cinese Weichai Group, investa sul nostro territorio, e precisamente nell’area dell’ex yard Belleli. Un bell’assembramento di parlamentari di Forza Italia ha addirittura presentato un’interrogazione parlamentare (la potete leggere nel link in coda) chiedendo delucidazioni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro delle Infastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli sull’operazione annunciata da qualche settimana dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco. Un’operazione che è stata definita da qualcuno addirittura una svendita del porto di Taranto al governo del Dragone, nella considerazione che la nostra città sia strategica (sic!) nei piani militari della Nato e pertanto dovrebbe ritenersi immune dalle mire predatorie del colosso asiatico.
Detta così, sembra che l’Italia stia per donare alla Cina un’area così importante da far pensare a una manovra di rottura dell’Alleanza Atlantica (patto che “ha bisogno del porto di Taranto Mar Piccolo e Mar Grande per le infrastrutture militari strategiche”, recita l’interpellanza parlamentare), quindi non già un normale affare fra Stati ma qualcosa che va addirittura oltre la semplice concessione di una piattaforma per la cantieristica nautica.
Dunque, come al solito, quando si tratta di Taranto qualunque visione differente rispetto al presente e soprattutto al passato diventa ‘attentato’ alla strategicità del territorio: strategica è l’ex Ilva, strategica è l’Eni, strategici (ma è ovvio) gli insediamenti militari, strategico è addirittura l’aeroporto (da lì si viaggerà con i razzi verso il cielo…). Insomma, questa città è strategica e quindi non appartiene ai suoi cittadini: è scritto sulla pietra che deve sacrificarsi sull’altare della Patria…
Intanto, ci fa letteralmente scompisciare – passateci la franchezza – il fatto che la Cina abbia bisogno dell’ex yard Belleli per ingigantire la sua smania di espansionismo mondiale: è così presente in tutto il pianeta che oggi fanno ridere queste visioni falsamente patriottiche. Del resto, non si comprende perchè su operazioni di investimento a Trieste e Genova da parte di China Communication Costruction Company, così come di interessi manifestati da parte dei cinesi su Venezia, Ravenna, Palermo, Gioia Tauro e già presenti a Vado Ligure (è scritto nell’interpellanza, non lo diciamo mica noi) ci sia una sorta di silenzio-assenso da parte delle forze politiche. Ah: forse perchè questi scali non sono strategici…
E non vogliamo certo ricordare qui che la Cina ha acquisito negli anni pezzi dell’industria italiana celebri in tutto il mondo (Pirelli, Candy, Berloni e l’elenco è lungo…), così come quote di partecipazione in imprese di grande levatura strategica (Eni, Ansaldo, Enel, Telecom Italia, Generali Assicurazioni), e persino nel calcio (l’Inter).
Quindi, di che parliamo? Ah, già… Taranto è strategica. Lo è così tanto che Yilport (turca, quindi di un paese alleato guidato da Erdogan che non si cura dell’Europa quando interviene in Libia o quando perseguita i curdi) non ha avuto problemi ad acquisire spazi notevoli nel porto tarantino: che vuoi che sia la sua presenza in Italia?
Taranto è così strategica che il colosso ArcelorMittal s’è preso l’ex Ilva: se resisterà, a novembre l’acquisirà del tutto. Eppure, nessuno dei falsi patrioti ha osteggiato l’arrivo del gruppo che ha sede in Lussemburgo, notorio paradiso fiscale. Anzi, s’è pure consumata una quasi tragedia sulla vicenda dello scudo penale. E questi falsi patrioti non aprono bocca se ArcelorMittal si comporta come un despota con la città.
Chissà perchè, in tutti questi ultimi decenni la progressiva deindustrializzazione del Paese sia stata semplicemente terreno fertile per scaramucce politiche ma mai per davvero una reale e concreta difesa delle imprese italiane.
E chissà perchè le lamentele arrivano soprattutto da parlamentari pugliesi… Ma siamo a Taranto, una città strategica che non può disegnare un futuro differente. O almeno semplicemente sperarlo.

Interpellanza Investimenti Cinesi e Porti
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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

4 Commenti a: Ferretti a Taranto: quante polemiche!

  1. Umberto

    Maggio 20th, 2020

    I parlamentari di forza italia(in questo caso la i di Italia dev’essere rigorosamente in minuscolo..) invece di opporsi all’arrivo dell dragone nel porto di Taranto, con sicuro aumento di occupazione,per Taranto,nell’ipotesi di riuscita dell’operazione;dovrebbero stare zitti,visto che sono collusi con lobbysti e finanzieri che speculano e spolpano gli Italiani. ma ovviamente il loro vero lavoro e’ quello che infatti fanno. far si che la disoccupazione aumenti,e lo stato si indebiti con le banche per mantenere in piedi la nazione. invece che siano i cittadini a farlo con il loro lavoro.

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  2. giovanni maraglino

    Maggio 20th, 2020

    È imbarazzante leggere certi commenti da certi politici che ormai da anni non sanno cosa fare per risolvere il problema Taranto.. E ora che una azienda vuole investire su questo maltrattato territorio gridano ad un colpo di stato… Ma questi personaggi fanno gli interessi di chi?… Non certo dei tarantini che negli ultimi 40 anni hanno visto distruggere progressivamente il loro territorio, la loro salute per certi fantomatici interessi di stato.. La verità è che se qualcuno offre una alternativa a Taranto, ostacola i loschi interessi di certi personaggi a cui tutto interessa tranne che il bene di questa martoriata città.. È ora che Taranto ed il suo territorio tornino nelle mani di chi mira alla valorizzazione del territorio e non alla sua distruzione

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  3. Francesco Lotta

    Maggio 20th, 2020

    forse non si e capito ancora che Taranto e al sud e Taranto con tutto il sud deve morire tutto questo grazie proprio ai politici del sud venduti hai nordisti .i cinesi ce li abbiamo dappertutto, se vengono a Taranto e un delitto?

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  4. Giancarlo Pomes

    Maggio 20th, 2020

    Opinioni condivisibili per una città definita sempre strategica per la sua posizione e per le sue potenzialità strutturali e infrastrutturali ma che si trova a dover rilevare tante resistenze di fronte ad investimenti che potrebbero rappresentare uno sviluppo auspicabile del territorio. Porto, retroportualita’, aereoporto, mar piccolo, turismo…è dal 2000 che soffriamo inadempienze politiche. Tutto si riduce a dibattiti da ultima spiaggia se Acelor Mittal resta o va via. Il resto è di una volatilità straordinaria. Tutti contro tutti e una le ntezza decisionale angosciante. Ha ragione Diodato: RUMORE!…ma chi lo fa?

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