ArcelorMittal, consiglio di fabbrica sceglie la mobilitazione

 

Venerdì 22 presidio all'esteno della Prefettura di Fim, Fiom e Uilm
pubblicato il 19 Maggio 2020, 12:33
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Si è riunito il consiglio di fabbrica dell’ex Ilva e le segreterie di Fim, Fiom, Uilm in merito “all’inspiegabile scelta da parte di ArcelorMittal di chiudere tutta l’area a freddo e aumentare il numero di lavoratori in cassa integrazione determinando, di fatto, un rischio per la sicurezza dei lavoratori e degli stessi impianti. Una scelta incomprensibile e con il solito fine ricattatorio nonostante ci siano commesse già in ordine e mai interrotte. È del tutto evidente che l’azienda provi a ritagliarsi uno spazio con il governo per provare a trattare miglior condizioni di favore sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini”.

Fim, Fiom e Uilm “denunciano da tempo uno stato di abbandono degli impianti, oltre che il fermo delle attività previste dalle prescrizioni del piano ambientale. Inoltre, all’interno della fabbrica si vive un clima di paura creata ad arte per intimorire i lavoratori, basti pensare al proliferare di contestazioni disciplinari e licenziamenti. Una situazione divenuta ormai insostenibile e che deve necessariamente essere affrontata dal governo con chiarezza e determinazione. ArcelorMittal è un interlocutore inaffidabile e lo ha dimostrato in molteplici occasioni”.

Pertanto, “in assenza di risposte immediate le scriventi organizzazioni sindacali, osservando tutte le restrizioni in atto previste dal Dpcm ultimo, metteranno in campo azioni di lotta, a partire dalla mobilitazione del 22 maggio con una presidio presso la Prefettura” concludono.

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