Agromed, salta l’incontro al Ministero: intesa lontana

 

Sindacati e società Agromed restano su posizioni distanti sul piano occupazionale e industriale oltre che su gestione capannone di Castellaneta ex Miroglio
pubblicato il 19 Maggio 2020, 09:00
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Al contrario di quanto annunciato venerdì scorso in conferenza stampa dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il senatore Mario Turco (che si era sbilanciato nel dire che “sono certo, diciamo al 90%, che martedì si firmerà l’intesa”), oggi non sarà firmato l’accordo quadro occupazionale in merito al progetto ‘Agromed‘ da realizzare presso il capannone di Castellaneta dell’ex Miroglio.

Come anticipato la scorsa settimana infatti, nonostante la mediazione della Task Force regionale per l’occupazione e del ministero dello Sviluppo economico, la società e i sindacati di categoria sono molto lontane dal raggiungere un accordo, come evidenziato dal tavolo in call conference di giovedì scorso. Le parti, che hanno continuato a dialogare anche nel weekend, hanno continuato a manifestare esigenze e posizioni diverse.

Peraltro già palesatesi nelle tre riunioni, lo scorso 23 aprile convocata dalla Prefettura mentre il 30 aprile dalla Task Force regionale per l’occupazione, sempre in call conference, e in quella di giovedì scorso convovata dal MiSE.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/14/il-progetto-agromed-a-castellaneta-soluzione-lontana/)

Per questo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil ieri hanno scritto al MiSE (e per conoscenza alla Task Force, alla società Agromed ed ai comuni Castellaneta e Ginosa interessati dalla vertenza) chiedendo il rinvio dell’incontro odierno. “In riferimento all’oggetto e sulla base delle comunicazioni intervenute a mezzo e-mail in questi giorni, comunicano la necessità dello spostamento della convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico previsto per i prossimi giorni”. “Tale esigenza – scrivono i sindacati – nasce dalle valutazioni relative alle posizioni espresse in tali comunicazioni che sottolineano, a nostro avviso, una distanza tra le parti, e conseguentemente, la difficoltà nel traguardare la sottoscrizione di un accordo quadro in tempi brevi“. 

“Crediamo quindi sia necessario un ulteriore momento di valutazione e verifica da parte degli enti amministrativi, nell’interesse complessivo di tutte le parti presenti al tavolo – concludono le organizzazioni sindacali -. Consapevoli che il lavoro svolto fin ora dalla Task Force all’occupazione di Regione Puglia sia fondamento per il prosieguo del confronto, siamo disponibili già da ora a qualsiasi interlocuzione, purché propositiva e che possa avvicinare le parte nell’obiettivo di concludere la vertenza“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/13/il-progetto-agromed-allo-snodo-decisivo/)

La società Agomed (controllata al 100% dalla Camera di Commercio e che ha un capitale sociale interamente versato pari ad euro 75.000,00) ha ribadito ancora una volta l’assoluta necessità di ottenere sin da subito la proprietà, a titolo gratutio, del sito ex Miroglio di Castellaneta per fare impresa e immettersi sul mercato. Confermata l’assunzione iniziale di non più di 20 lavoratori dal bacino dei 58 ex dipendenti dell’impresa tessile piemontese, senza ammortizzatori sociali dal 2016 e senza un lavoro dal 2004, anno di chiusura del sito, per arrivare a quota 28 unità entro la prima fase operativa del progetto. Con la possibilità di aumentare ulteriormente il numero nel corso degli anni attingendo dal bacino di crisi ex Miroglio.

I sindacati restano invece ancorati alla loro posizione iniziale. In primis che l’immobile è di proprietà dei lavoratori (per scelta dell’azienda piemontese quando lasciò la provincia ionica), ma soprattutto che il futuro di quel capannone è vincolato alla riassunzione a tempo indeterminato degli ex miroglini. E che la vertenza, come già sostenuto da Leo Caroli, responsabile della Task Force regionale per l’occupazione nella riunione dello scorso 30 aprile, deve seguire lostesso iter intrapreso anni addietro per la ricollocazione e la riconversione economica del sito ex Miroglio di Ginosa. Per la vertenza è unica e non può essere scissa.

Per questo la base minima per proseguire la trattativa sono 28 assunzioni subito, garantendo per i lavoratori un piano di ammortizzatori sociali e un piano di formazione professionale adeguato alle mansioni che dovranno andare a svolgere. Di fatto i sindacati chiedono chiarezza sul cronoprogramma di un piano industriale che al momento non poggia su basi solide e chiare. Visto che ancora non è chiaro quali attività dovrebbero svolgere i lavoratori ex Miroglio, e quindi le conseguenti qualifiche. 

Altra questione la proprietà del capannone. Che potrà essere concesso soltanto in comodato d’uso a fronte della garanzia delle assunzioni di cui sopra.

Come detto i sindacati, così come la Task Force regionale sull’occupazione, hanno fatto presente che l’iter da seguire deve essere lo stesso applicato per il sito di Ginosa. Ad esempio, come già riportato, un periodo di un anno per la verifica effettiva del progetto e della sua sostenibilità: soltanto in quel caso potrebbe verificarsi la cessione della proprietà dello stabilimento. O come il vincolo occupazionale, che per Ginosa è di minimo 15 anni a far data dal momento dell’assunzione. Con pagamento di penali a favore dei lavoratori qualora gli accordi non vengano rispettati.  

Come previsto, la vicenda Agromed presso il sito di Castellaneta è tutt’altro che in discesa. Staremo a vedere.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/10/22agromed-e-distrpark-riconversione-economica-o-interessi-di-bottega3/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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