Piattaforma digitale del MArTA: dai bit all’anima

 

Attendendo il pubblico in presenza il MArTA si dota di una piattaforma digitale per diffondere conoscenza ed invitare tutto il mondo a venire a Taranto
pubblicato il 19 Maggio 2020, 12:34
14 mins

Con grande rullo di tamburi è stata attivata ieri la nuova piattaforma digitale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA che su sette temi e in otto lingue si apre maggiormente ad un pubblico internazionale. Anticipando i tempi, perché il progetto è stato organizzato mesi or sono, la piattaforma rappresenta il momento storico, sociale e culturale che stiamo vivendo.

Terminato il lock down, tutti, in questi mesi, hanno però avuto a che fare con la tecnologia, a volte arrancando verso sia sistemi di comunicazione che sono stati indispensabili per studio e lavoro, sia per contatti sociali e per necessità personali. Il MArTA non era già impreparata alle esigenze di un pubblico virtuale, la direttrice Eva Degl’Innocenti ha sempre guardato oltre una idea di museo statico e così racconta le sue iniziative: “La piattaforma riguarda l’apertura all’innovazione civica che usa moderne tecnologie, è un progetto di punta, onnicomprensivo di parte da quanto stiamo facendo attraverso la digitalizzazione, con archivi digitali, reperti in open data e open source, i nuovi allestimenti, i fablab, le riproduzione in 3D. Questa internazionalizzazione si presenta in 8 lingue. che significa apertura verso il mondo, una connotazione internazionale del museo, che dà valore universale alla Magna Grecia. Non è un caso che abbiamo voluto presentarla nel corso della  Giornata Internazionale dei Musei perché la nostra piattaforma si basa su norme internazionali. Il museo è centro di educazione, formazione di pubblico e staff, ricerca: uno strumento multifunzione. E’ un racconto tra passato  presente e futuro, l’archeologia che dialoga con la contemporaneità. Siamo stati antesignani perché l’idea della piattaforma è nata ben prima del lockdown, volevamo comunicare con contenuti digitali, che il museo dialogasse con il pubblico, soprattutto dei giovani. C’è una sezione dedicata ai contenuti, perché la divulgazione è la cosa più difficile da fare. Ma il MArTA è per tutti e di tutti, passando dalla scienza all’attualità scientifica, alle collaborazioni, diventa strumento anche per l’esperto. Partendo dalla valorizzazione del patrimonio archeologico, lo vuole diffondere in modo da raggiungere i vari target di pubblico. Il virtual tour, consente di curare la visita prima durante e dopo, fidelizza pubblico. La piattaforma è dedicata a chi non può recarsi fisicamente al museo, ma anche ai turisti lontani. Già con MArTAvisione il museo è entrato nelle case di tutti, abbiamo ottenuto tante visualizzazioni, quasi un milione in una settimana. E dai commenti e le esigenze espresse si è realizzata una co-progettazione con pubblico. Stiamo sviluppando anche il merchandising e-commerce con una linea di prodotti firmata MArTA. Il cliente potrà farsi stampare gli ori, per esempio o prenotarli on line. Anche questo nasce da un progetto scientifico e culturale, come motore di sviluppo e ricerca. Un’altra iniziativa è quella della raccolta fondi, per sensibilizzare l’opinione pubblica circa le grandi perdite subite, per i mancati introiti di questo periodo.”

La direttrice ha fatto cenno ad un altro grande tema, condiviso da Paolo Giulierini, direttore del MANN di Napoli: la condivisione degli archivi digitali, che deve superare l’atteggiamento di gelosia tipica di questi ambienti, perché il patrimonio culturale appartiene a tutti. Ora saranno visionabili tutti tesori, anche i reperti inediti, mai visti neanche dagli studiosi: questo museo nascosto favorirà la reinterpretazione dei reperti.

Infatti secondo Giulierini molti musei, ancora fruiti soprattutto da specialisti, molti hanno dati di archivi, come stampe, foto e bisogna mettere tutto a disposizione questi patrimoni variegati e non solo i reperti. Open data è il futuro, ma serve fase di riordino e traduzioni di vecchie catalogazioni precedenti troppo complesse. Con nuovi sistemi di catalogazione si può cooperare e quindi si valorizzerebbe meglio il patrimonio. La ricerca deve progredire grazie a chiunque, così la tutela aumenta, si eliminano i traffici illeciti dei reperti quando l’immagine diventa libera.

Alla conferenza di presentazione in remoto, con la giornalista Maristella Bagiolini a dirigere gli interventi, hanno voluto manifestare la propria vicinanza all’inaugurazione della piattaforma tutte le autorità: il governatore Michele Emiliano, l’assessore regionale al ramo Loredana Capone, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci e l’assessore Fabiano Marti.

Queste le parole di Emiliano: “Vorrei abbracciarvi, ne avrei bisogno, sono seduto da settimane qui, nel centro operazione pandemia. Sarà un caso o un simbolo che il primo intervento pubblico dopo lockdown sia questo, non avevo la certezza che saremmo arrivati in questa data in maniera positiva. Il genius loci Eva Degl’Innocenti è un genio favorevole, nonostante le difficoltà e le preoccupazioni. Non è finita qua la pandemia, bisogna tenere bassi livelli di epidemia, ma il risveglio culturale della città deve continuare. Attorno al Museo ruota l’impegno a tenere duro e ripetere giuramento sulla Costituzione, che riporta l’obbligo alla tutela il patrimonio culturale. Il lavoro quotidiano è duro di ogni giorno a Taranto, ma è pilastro su cui mi sento di poggiare la mia fiducia per il futuro.”

Circa i lavoratori precari, come le guide turistiche, ha aggiunto: “Ci siamo inventati misure rilevanti per figure così difficili da catalogare, se manca qualcosa rimedieremo. Il principio di questo periodo è: meglio feriti che morti. Se si chiede aiuto alla sua comunità, questa lo farà per attutire i danni. Ciò che è immateriale ora sembra in difficoltà, ma il bisogno di bellezza deve risorgere e quando lo farà spero ci siano le persone che vogliono occuparsene per il bene di tutti.”

Secondo l’assessore Capone: “La piattaforma è uno strumento complementare rispetto alla presenza fisica, eventi anche in musei, testimoniano con artisti, non solo archeologia ma dialogo con altre arti e far vedere che questi luoghi siano aperti ed inclusivi. dialogo tra stato e regione, attenti ai musei civici e a gestione provinciali. Ci aspettano nuove sfide, c’è necessità du adottare sistemi nuovi, accanto alla possibilità di godere di manifestazioni culturali in presenza, in rapporto immediato. E’ la cult che ci aiuta a cambiare, come sempre quando c’è tempo di crisi. Dobbiamo stare vicini agli operatori del settore che stanno reinventandosi.

La collaborazione tra l’Amministrazione comunale e il MArTA è stato già suggellato dalla stipula di un protocollo d’intesa. Per cui il sindaco afferma: “La ripartenza avvenga oggi con il varo piattaforma, sono questi gli elementi sui quali fondare il modello di sviluppo di una intera città, che non è estemporanea, ma contiene radici, sulle quali costruire questo. Abbiamo fatto tanto ma bisogna fare altro salto di qualità in questo nuovo percorso e di faticosa ripartenza.”

Fabiano Marti coniugando le sue deleghe allo sport e alla cultura ipotizza che forse l’Atleta di Taranto abbia ispirato affinché i Giochi del Mediterraneo si tenessero a Taranto.  E afferma: “Cerchiamo di mettere in rete cose che ci sono e che i tarantini forse non conoscono, dandoci una mano potremo fare cose più importanti. Unendo sport, cultura, eventi facciamo conoscere Taranto a livello non solo nazionale, dobbiamo lavorare per unire la storia al futuro.”

Con uno slang necessariamente poco popolare, dati i ruoli e gli argomenti e sulla riga dell’innovazione a trecentosessanta gradi che persegue Eva Degl’Innocenti, gli interventi di Gaetano Contento, Ceo di Never Before Italia, e Alberto Mattiello, Head of Future Thinking di Wunderman Thompson Miami.

Contento parla di una accelerazione digitale a seguito del lockdown, che ha determinato un passo in avanti di cinque anni, anticipando il futuro, da qui una nuova sfida per i musei italiani e addirittura Microsoft ne ha fatto un protocollo. “Siamo partiti per costruire museo digitale inclusivo per far accedere tutti (come recita il mantra della direttrice) realizzando: accessibilità, internazionalizzazione (pochi siti nel mondo in 8 lingue che traducono tutto), contenuti ad hoc per ogni pubblico di riferimento. Le strategie di comunicazione sono al centro delle attività museali, per diffondere al massimo il proprio know how e reperti. La piattaforma dà risposte a chi lo deve visitare, acquistare biglietti o gadget, chi studia, insomma vuole raggiungere l’80% della popolazione che non ci andrà mai al museo, anche grazie a mail e informazioni. Ora bisogna formare il personale per usarla, lo staff deve essere competente, ma già è molto preparato. Inoltre la piattaforma segue la politica di trasparenza della direttrice e quella dei valori da trasmettere. Sarà possibile navigabile anche su mobile ed è suddiviso in 7 macroaree: benvenuto (per pubblici diversi con intenti diversi), informazioni strutturate per pianificare visita, percorsi alle collezioni, storia del MArTA, mostre ed eventi (linee guida per chi ne vuole organizzare), focus dedicato a servizi educativi per percorsi specifici, contenuti news e medioteca.”

Anche secondo Mattiello: “Il futuro è arrivato in anticipo, a causa della pandemia, milioni di persone hanno lavorato da casa con aziende impreparate. E’ cambiato il tempo in cui queste cose sono arrivate. Gli inventori hanno avuto più occasioni e tutti siamo diventati startups. E’ stata una finestra di opportunità per chi ha delle idee e altri se le sono fatte venire, tutti sono stati più aperti ad accettarle e ci sono stati diversi esempi di reinvenzioni di mestieri. Ora prima di tutto si bada alla la sicurezza, ma c’è bisogno di qualcosa di creativo e bello. L’innovazione è chiave per superare difficoltà.”

Gli ultimi due interventi sono stati l’occasione per tracciare un altro punto di vista della città. Michele Riondino che, lasciando la città nel ’97 spenta e addormentata ha visto in Eva Degl’Innocenti la speranza, bel riposta, di creare una visione alternativa. Lo slancio di tutte le nuove attività culturali ed amministrative che stanno cooperando in sinergia lo spingono verso l’ottimismo che gli è proprio visto che è una figura di spicco tra i soggetti che ci stanno mettendo faccia ed energia per ridare volto e dignità culturale alla città.

“Taranto merita la riconversione mentale per cui mi sono fatto promotore. La piattaforma ci fa conoscere nel modo in modo eccellente, servirà a me per accattivare un artista che vive dall’altra parte del mondo. La cultura serve per farci conoscere nel mondo ma anche a far conoscere se stessi. Dobbiamo essere essere ciceroni, raccontare le nostre storie. L’augurio è di vedere oltre piattaforma e il Museo, ma di far vedere, a chi viene in città, le altre bellezza e la nostra storia. Dobbiamo imparare a memoria questo portale, perché noi tarantini non sappiamo valorizzare ciò che abbiamo, siamo vittime di disattenzione della nostra cultura e bellezza. Ma le cose stanno cambiando.”

La diretta si conclude con un’aura di nostalgia per chi ha amato e raccontato Taranto con grazia e lucidità, gradito l’omaggio che Vinicio Capossela fa, attraverso un video fa ad Alessandro Leogrande, leggendo alcune pagine del libro ‘Dalle macerie’. Lo scrittore racconta l’apertura del secondo piano del museo e da qui nascono suggestioni ed un  percorso storico, artistico e sociale di grande valore politico, turistico, culturale ed intellettuale, su quel luogo aperto con cui dialogare e da cui trarre ispirazione. Una lettura accompagnata dalle note di Giovanni Paisiello per questa città spugna.

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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