Fase 2, arriva l’ordinanza di Emiliano

 

Recepisce le indicazioni del DPCM di Conte e detta le norme per la ripartenza in Puglia. Dal 25 riaprono gli stabilimenti balneari.
pubblicato il 18 Maggio 2020, 08:44
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Come previsto, a cascata dopo il DPCM firmato dal premier Conte (leggi qui) iniziano ad arrivare le ordinanze delle Regioni per la ripartenza che inizia oggi. Non fa eccezione la Puglia di Emiliano. Il Presidente affida a due ordinanze (237 e 238) le disposizioni, rispettivamente, per la riapertura delle attività economiche e produttive e per il trasporto pubblico locale automobilistico extraurbano ferroviario.

Attività economiche, ripartenza in due fasi

L’ordinanza di Emiliano delinea un percorso in due fasi per la ripartenza delle attività economiche. A partire da oggi, 18 maggio, riaprono:

  • commercio al dettaglio in sede fissa, le attività mercatali per tutti i settori merceologici alimentari, non alimentari e misti, agenzie di servizi;
  • servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande;
  • servizi alla persona, servizi di bellezza, saloni di acconciatura, attività di tatuaggio e piercing nonché attività dei centri per il benessere fisico ad esclusione delle attività di sauna, bagno turco, bagno di vapore e vasca idromassaggio;
  • attività ricettive alberghiere;
  • strutture ricettive all’aria aperta;
  • campeggi e zoo

Da lunedì prossimo, 25 maggio, invece, ripartiranno:

  • stabilimenti balneari;
  • musei, archivi e biblioteche, nel rispetto delle linee guida regionali;
  • attività sportiva di base e attività motoria, svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, con esclusione attività di sauna, bagno turco, bagno di vapore e vasca idromassaggio.

Vero nocciolo dell’ordinanza, come già per il Decreto del Presidente del Consiglio, sono gli allegati, contenenti le «Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive». Esse ricalcano in massima parte le indicazioni contenute nel protocollo della Conferenza delle Regioni che avevamo già pubblicato ieri (leggi qui). È forse il caso di sottolineare solo quanto viene affermato sul tema delle spiagge libere, che tanto ha fatto (e farà) discutere. A tal proposito il Presidente scrive che «Le Amministrazioni comunali possono consentire l’utilizzo delle spiagge libere a decorrere dal 25 maggio nel rispetto delle indicazioni contenute nelle linee guida regionali» (art. 3.3). Le linee guida sono piuttosto generiche, in proposito, affermando che «si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni sopra riportate». Dal momento che la decisione di consentire l’accesso alle spiagge viene assegnata ai Comuni, è probabile che siano anche loro a dover decidere sulla presenza dell’«addetto alla sorveglianza». Un servizio che, temiamo, potrebbe essere difficile garantire per alcuni piccoli comuni costieri.

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