Fase 2, nuovo DPCM con le disposizioni dal 18

 

Raggiunta faticosamente l’intesa con le Regioni. Ecco le norme per la ripartenza.
pubblicato il 17 Maggio 2020, 20:44
4 mins

Arriva, dopo una lunga e complessa trattativa con le Regioni, la firma del nuovo DPCM che regolamenta l’allentamento delle restrizioni da domani, lunedì 18 maggio.

Invero, nulla di particolarmente nuovo rispetto a quanto avevamo già scritto ieri, e cioè: spostamenti fra le regioni (e verso i Paesi di UE e area Schengen) liberi dal 3 giugno, ripartenza delle celebrazioni religiose e ripartenza di alcuni settori di commercio al dettaglio e servizi alla persona, previa valutazione delle Regioni. Proprio su questo punto si è svolto il braccio di ferro fra Esecutivo centrale e Presidenti di Regione, con il distinguo di De Luca che dichiara di non aver sottoscritto l’intesa con il Governo (affermazione che, invero, non si capisce bene quale significato possa avere, al di là di un politico “marcare il territorio”), in quanto scaricherebbe tutta la responsabilità sulle Regioni.

A quanto avevamo già scritto si aggiunge, come annunciato ieri dal Presidente Conte in conferenza stampa, la ripartenza di cinema e teatri a partire dal 15 giugno.

Resta fermo, poi, l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico nonché in qualsiasi situazione (all’aperto o al chiuso) in cui non si possa garantire la distanza interpersonale di un metro.

I protocolli

Funzione principale di questo DPCM è quella di raccogliere e sancire i numerosi protocolli sottoscritti a Palazzo Chigi in questi giorni (radunati negli allegati al decreto stesso), da quelli con le confessioni religiose a quelli con le parti sociali, alle «Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020».

Proprio su quest’ultimo testo, che riportiamo in calce, conviene soffermarsi maggiormente. Esso detta le norme specifiche per la ripartenza di:

  • Ristorazione
  • Attività turistiche (balneazione)
  • Strutture ricettive
  • Servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)
  • Commercio al dettaglio
  • Commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti)
  • Uffici aperti al pubblico
  • Piscine
  • Palestre
  • Manutenzione del verde
  • Musei, archivi e biblioteche

Misure di precauzione comuni a tutte queste categorie sono, ovviamente, la distanza interpersonale di almeno un metro (vera e propria regola aurea che dovremo imparare ad attuare in modo automatico) e l’obbligo di fornire a chi accede il gel idralcolico per le mani. Massima attenzione anche per gli impianti di condizionamento (possibile vettore del contagio, come dimostrano ormai diversi studi), per i quali andrà assolutamente evitata la funzione di ricircolo dell’aria.

Nei negozi, e ovunque sia prevista la presenza di una cassa, questa potrà essere protetta da pannelli in plexiglas. Andrà incentivato l’uso dei pagamenti elettronici (e chissà che non ne benefici, per una volta, anche la lotta all’evasione…).

Per quanto riguarda l’atteso ritorno sulle spiagge, negli stabilimenti balneari dovranno garantire uno spazio di 10 m2 per ogni ombrellone, oltre alla sanificazione di lettini e sdraio dopo ogni utilizzo.

Non prendiamola alla leggera

Perché questa fase 2 funzioni davvero e non si ripiombi nella fase 1 col suo carico di morti e crisi economica (eventualità tutt’altro che accantonata, come abbiamo scritto frequentemente) è essenziale che ci siano responsabilità e buonsenso da parte di tutti. Qui a Taranto finora ci siamo comportati bene, ma si inizia a percepire un certo calo dell’attenzione. Stiamo in guardia.

 

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