Governo-Regioni, le linee guida per la fase 2.1

 

Dal 18 ulteriore allentamento del lockdown. Un nuovo decreto nazionale detta le linee guida per le ordinanze di Regioni ed Enti Locali.
pubblicato il 16 Maggio 2020, 17:24
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Il rimpallo di competenze fra Stato e Regioni è stato uno dei tratti salienti della gestione dell’emergenza Covid sinora, e ciò sarà tanto più vero in questa fase 2, in cui di settimana in settimana ci saranno piccole modifiche alla lista di cosa si può fare e cosa no. Un ulteriore allentamento del lockdown si avrà da lunedì 18, per cui il Governo inizia a definire il quadro entro il quale potranno muoversi Regioni ed Enti Locali con le proprie ordinanze.

Spostamenti fra Regioni solo dal 3 giugno

Per muoversi da una Regione all’altra (fatte salve le fattispecie già note di esigenze lavorative, assoluta urgenza, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza) bisognerà attendere il 3 giugno, data scelta non a caso per evitare “ponti” per la Festa della Repubblica. Queste norme varranno anche per gli spostamenti internazionali, con l’ovvia eccezione di San Marino e Città del Vaticano.

Le possibili “zone rosse”

Come abbiamo più volte sottolineato, l’allentamento del lockdown non esclude affatto la possibilità che in specifiche aree geografiche, se i numeri dovessero suggerirlo, si possano istituire nuove zone rosse. Queste misure potranno essere disposte sia dallo Stato che dalle Regioni, le quali restano comunque obbligate a comunicare ogni giorno i dati al Ministero della salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico.

Ripartono le celebrazioni religiose

Da lunedì ripartono le celebrazioni liturgiche e i riti religiosi, così come da protocolli siglati a Palazzo Chigi. Un commento sul via alle liturgie è arrivato anche dall’Arcivescovo Santoro (leggi qui il testo integrale), che dopo aver rivendicato l’avvenuta sanificazione delle chiese parrocchiali «in tempi di record», ha affermato l’importanza di ritornare alla celebrazione pubblica dei sacramenti, sottolineando, però, che «dalla presa di coscienza della gravita della situazione deve nascere la nostra buona condotta e il nostro rigore nella frequentazione degli spazi pubblici e nel necessario distanziamento sociale».

Attività economiche, chi riparte in Puglia

Per la ripartenza delle attività economiche, il punto di riferimento saranno i protocolli siglati a livello nazionale e regionale.

Nello specifico della Puglia, in virtù delle ordinanze n. 226 e n. 234 del Presidente Emiliano, da lunedì ripartono:

  • servizi estetici (codice ATECO 96.02.03)
  • servizi di bellezza (codice ATECO 96.02.02)
  • saloni di acconciatura (codice ATECO 96.02.01)
  • attività di tatuaggio e piercing (codice ATECO 96.09. 02)
  • servizi dei centri per il benessere fisico (codice ATECO 96.04.10)

Condizioni per la ripartenza sono l’accesso solo su appuntamento, l’obbligo di mascherine (o dispositivi più protettivi, a seconda delle specifiche attività) per clienti, operatori e operatrici, l’obbligo di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, di manutenzione degli impianti di condizionamento e di predisporre distributori di gel disinfettate per la clientela.

Le sanzioni

Il decreto prevede, come è ovvio, delle sanzioni per chi non rispetta le disposizioni, e chi è interessato può recuperarle dal testo. Qui ci limitiamo a chiederci: davvero dopo oltre 31.000 morti abbiamo bisogno di sanzioni per capire cosa è giusto fare?

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