Ospedale di Mottola, M5S: «Quale futuro?»

 

pubblicato il 13 Maggio 2020, 17:23
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«Perché l’ex Umberto I di Mottola continua a essere vuoto al 90%, nonostante i 40 milioni spesi per la sua conversione in PTA?»

Lo chiedono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Marco Galante e Antonella Laricchia in una interrogazione urgente al presidente/assessore alla Sanità Emiliano sulla situazione per presidio territoriale assistenziale di Mottola per sapere come si intende valorizzare al termine dell’emergenza Covid-19 il PTA di Mottola e quali saranno le tempistiche di realizzazione degli interventi previsti, dal momento che ad oggi i 60 posti letto indicati negli atti regionali risultano ancora  “da attivare”.

«Da piano di riordino, da anni avrebbero dovuto esserci un hospice da 20 posti e RSA R1 ad alta intensità assistenziale da 40 posti. Invece una struttura nuova continua a essere sottoutilizzata e in piena emergenza Covid si è preferito trasferire i pazienti oncologici del Moscati in cliniche private, invece che nel presidio. Nel piano ospedaliero regionale Coronavirus il PTA è stato destinato ad ospitare i pazienti post Covid. Cosa succederà dopo? Per quanto tempo la provincia di Taranto dovrà attendere l’aumento del numero di posti letto, dal momento che il previsto nuovo ospedale San Cataldo è ancora solo poco più che un progetto?»

«L’emergenza sanitaria – sottolineano i consiglieri – ha messo ancor più in luce la necessità di rivedere le scelte fatte a livello regionale al momento dell’approvazione del piano di riordino ospedaliero, che ha tagliato posti letto e pensato solo ai bilanci, senza tener conto in alcun modo del fabbisogni dei territori. Sono stati chiusi ospedali  in nome di nuovi nosocomi, mentre i CPT non sono stati attivati  e PTA come quello di Mottola che funzionano solo parzialmente, mentre potrebbero rispondere ai bisogni di salute della provincia, evitando ai cittadini viaggi della speranza inutili e costosi. Il potenziamento dei presidi territoriali è oggi ancora sulla carta, in particolare nel territorio tarantino, che conta un numero di malati oncologici molto elevato. Per questo chiediamo – concludono i pentastellati – l’immediata valorizzazione del presidio di Mottola, nonché di conoscere i dati epidemiologici, quelli relativi ai bacini di utenza, all’indice di occupazione, alle soglie minime di volumi di attività specifiche delle liste d’attesa e alla mobilità passiva delle strutture di Taranto, rilevati sia al momento dell’emanazione del piano di riordino sia attualmente. Vogliamo avere inoltre una ricognizione delle strutture sanitarie pubbliche esistenti nell’ASL Taranto con analisi dei dati. Il PTA di Mottola non può rimanere un monumento allo spreco di denaro pubblico».

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