MES, siderurgico di Taranto: “Giù la facciata, e fuori le vere intenzioni”

 

pubblicato il 10 Maggio 2020, 11:15
4 mins

Torna a parlare della situazione dell’ex Ilva il MES (Movimento Europeo Socialista). Ecco l’intervento.

Una volta superata l’emergenza sanitaria – si spera al più presto – si prospetta una crisi economica, probabilmente la peggiore dal Dopoguerra ad oggi, ed in queste situazioni quello che serve è chiarezza, trasparenza e progettualità. Tre concetti, ci spiace dirlo, che non hanno mai albergato al cospetto del più grande stabilmento siderurgico d’Europa.
A questo punto bisogna chiedere a tutti gli attori di questo teatro di dire chiaramente cosa vogliono, come intendono procedere, a cosa puntano le loro iniziative, le parole dette e non dette, perché questa “mascherata” rischia di far affondare definitivamente un territorio.
La prima chiamata a dire la verità è proprio ArcelorMittal: dica chiaro e tondo, Taranto è ancora nel suo futuro? Intende andare via o no? Quali sono le prospettive, i piani per il polo siderurgico? C’è bisogno di numeri, di quantificare una volta per tutte i tagli al personale e la quantità di acciaio prodotta, oltre ovviamente al piano ambientale.
La questione appalto sia affrontata con chiarezza, l’ad Morselli renda noto se c’è stata davvero un’indagine interna che ha portato alla luce una situazione molto poco limpida nell’indotto. Si dica una volta per tutte quali sono le criticità, e si faccia seguire un risanamento generale, favorendo l’ingresso di altre società del territorio e nazionali, solide, sane e dotate di standard produttivi di alto livello, per anni tenute fuori non si sa per quale motivo.
Subito dopo è il turno della politica locale, su tutti il sindaco Melucci: ci faccia sapere, perché ArcelorMittal è il “male supremo”? In oltre un anno ha dato vita ad una battaglia contraddittoria contro la multinazionale – perché non è chiaro se il suo obiettivo sia mandarla via o costringerla a restare a determinate condizioni – fatta di ordinanze che non hanno portato mai a nulla. Il primo cittadino dica se la sua è una cristallina vocazione ambientalista o se c’è altro, se ci sono delle motivazioni importanti dietro.
Ma soprattutto – e qui l’appello va a tutti quelli che continuano a ripeterlo – quali sono i progetti per Taranto? Quali sono le alternative, quali sono le soluzioni? E soprattutto in un panorama come quello attuale, sull’orlo di una profonda recessione, la riconversione economica per il territorio ha fondamenta solide?
Concludiamo con Confindustria Taranto e il presidente Marinaro: perché ArcelorMittal deve andare via? Perché l’associazione degli industriali è in aperta guerra contro una consociata? Quali sono i “delitti” dei nuovi gestori del siderurgico? E perché lo Stato dovrebbe tornare al timone?
Siamo sinceramente interessati a sapere cosa Marinaro abbia in mente perché, diciamoci la verità, un gran numero di industriali tarantini deve la propria sussistenza alla grande fabbrica, nello specifico ad ArcelorMittal. Non lo diciamo noi, ma i fatti, basta un pagamento in ritardo a mandare in crisi società – che per anni hanno lavorato nel siderurgico a condizioni favorevoli – che si dicono costrette a scaricare tutto sui lavoratori. Quindi se si arriva a chiedere di “abbattere la grande balena”, consapevoli degli effetti sui “pesci piccoli”, la motivazione sarà seria e meritevole di essere resa pubblica.
Ma soprattutto, perché è auspicato il ritorno a pieno regime dei Commissari? Quali sono le differenze tra l’Ilva di Stato e ArcelorMittal?
Tante domande, anzi troppe. Attendiamo risposte.

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2 Commenti a: MES, siderurgico di Taranto: “Giù la facciata, e fuori le vere intenzioni”

  1. Fra

    Maggio 10th, 2020

    Perché avete spodestato i Riva ? Perché non dare mai per scontato che la più grande azienda d’Europa è una discarica ,buia e desolata ,perché vi sono ancora le collinette di loppa ? Perché non avete mai sanificato l’intera zona ? Perché non fate altro che esprimere incertezza ? Perché i progetti per Taranto sono più utili come carta igienica ? Perché non volete la privatizzazione dello stato ? Perché avete voluto i Mittal ? Tutte risposte che vorremmo da un governo ,magari composto da esponenti scelti dal popolo ,quando possiamo votare e scegliere i nostri rappresentanti, quando sarà scelto un presidente della regione Tarantino ? Troppi quesiti e pochissime risposte in un paese gestito da incompetenti .

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  2. Fabio

    Maggio 11th, 2020

    Guarda io ci lavoro in questo stabilimento ma sinceramente s lo chiudono non mi dispiace proprio, perché in queste condizioni non sene può più, altri paesi o nazioni vivono senza Ilva e stanno bene quindi lo possiamo fare anche noi, abbiamo tutto il necessario per poter andare avanti, tipo il mare e i campi per coltivare, sinceramente a mio riguardo e la giusta occasione per cambiare vita e mestiere.

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