Boss scarcerati, lo sfogo di Lucia Magli: “Che cosa sta succedendo”

 

Lucia Magli si sfoga su Facebook: "Non attacco le Istituzioni ma sono cresciuta senza padre"
pubblicato il 10 Maggio 2020, 17:05
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Consegna il suo sfogo su Facebook, Lucia Magli la figlia di Carmelo, l’agente ucciso nel novembre 1994 mentre rientrava dal suo turno di lavoro nella casa circondariale che ha preso il suo nome. Francesco Barivelo, condannato all’ergastolo per l’assassinio di suo padre è ora agli arresti domiciliari dopo aver scontato 20 anni di carcere.

(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2020/05/08/libero-lassassino-di-carmelo-magli-la-denuncia-del-sappe/)

Scrive, come riporta l’Ansa: “Con il cuore che mi si contorce e le lacrime che scendono giù, mi chiedo perché?” (…) “Che diritto ha questa persona di vivere in libertà quando mi ha privato di mio padre, ha tolto a me, mia madre e mia sorella la possibilità di essere felici?”. “Ho 27 anni e da tutta la mia vita vivo senza sapere cosa significa avere un padre perché 26 anni fa lo hanno ucciso, me lo hanno portato via. Sono stati dei criminali, gente senza scrupoli che ha deciso di rovinare la vita di una famiglia per sempre. Ora, dopo così tanto tempo, mi ritrovo questa notizia: scarcerato, a piede libero, ritorna a casa. Non voglio dare la colpa a nessuno, non voglio attaccare le istituzioni, voglio solo capire cosa sta succedendo”.

Barivelo fa parte di un gruppo di circa 50 detenuti pugliesi che hanno ottenuto i domiciliari o i servizi sociali nel periodo dell’emergenza Coronavirus, appartenne negli anni Novanta al “clan Perelli”, opposto al clan rivale Martinese.

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