Amici della Musica: buon compleanno Maestro Paisiello!

 

Gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” sabato omaggiano con la visione di tre opere di Giovanni Paisiello in occasione dell'anniversario della nascita
pubblicato il 08 Maggio 2020, 08:00
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Il 9 maggio del 1740 nasceva Giovanni Paisiello, il compositore tarantino che, tra i musicisti italiani del Settecento di scuola napoletana ambiti dalle maggiori corti europee, fu l’unico a servire i più grandi sovrani del tempo, dai Borboni di Napoli a Caterina di Russia, dall’imperatore d’Austria a Napoleone. E sabato, giorno in cui cade il 280° anniversario della nascita del grande operista, gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” rendono fruibili le immagini di tre allestimenti prodotti negli anni scorsi dal Giovanni Paisiello Festival. Si tratta delle opere «Gli Astrologi immaginari», «Il barbiere di Siviglia» e «La serva padrona», tutte composte da Paisiello durante il soggiorno russo.

In ordine cronologico di rappresentazione si parte da «Gli astrologi immaginari», commedia in musica del 1779 su libretto di Giovanni Bertati (successore di Lorenzo Da Ponte quale poeta cesareo alla corte viennese). L’opera venne messa in scena al Teatro Orfeo di Taranto il 10 novembre del 2004, con la direzione di Lorenzo Fico e la regia di Rosetta Cucchi, chiamata a recuperare la vivacità della storia. Petronio (Mauro Utzeri) è un anziano intellettualoide alle prese con le figlie Cassandra (Tiziana Spagnoletta) e Clarice (Stefania Donzelli), il cui fidanzato Giuliano (Donato Di Gioia) si spaccia per un famoso filosofo, gabbando il padre saccente e ottenendo in sposa sua figlia.

Secondo titolo è «Il barbiere di Siviglia», l’opera più famosa di Paisiello della quale gli Amici della Musica ripropongono l’allestimento del 28 settembre 2005, sempre al Teatro Orfeo, diventato tra l’altro un dvd per la Bongiovanni. Anche in questo frangente la regia è di Rosetta Cucchi, mentre sul podio c’è il barese Giovanni Di Stefano con un cast vocale (in parte pugliese) di assoluto valore comprendente Donato Di Gioia (Figaro), Mirko Guadagnini (Conte d’Almaviva), Stefania Donzelli (Rosina), Domenico Colaianni (Don Bartolo), Paolo Bordogna (Don Basilio), Camillo Facchino (Giovinetto) e Graziano De Pace (Lo svegliato). Per la prima volta il personaggio di Berta ha un interprete a parte, il mimo Roberto Recchia. Diverse le novità di questa edizione, con le ricostruzioni filologiche del musicologo Francesco Paolo Russo.

Chiude il trittico il più recente allestimento de «La serva padrona», altra commedia composta durante il soggiorno alla corte di Caterina II di Russia, nel 1781. Le immagini si riferiscono alla messa in scena del 19 aprile 2018, sempre al Teatro Orfeo, con lo spettacolo stile American Graffiti del regista, scenografo e costumista Chicco Passaro. Agli ordini di Sabino Manzo, che dirigeva l’Orchestra Barocca Santa Teresa dei Maschi, c’erano il soprano Valeria La Grotta (la serva Serpina) e il basso Giuseppe Naviglio (l’anziano nobile Uberto), coadiuvati in scena dal mimo Gabriele Salonne (il servo Vespone). Sono, infatti, soltanto due i cantanti previsti nella partitura dell’opera su libretto di Gennaro Antonio Federico, che quasi mezzo secolo prima Pergolesi aveva messo in musica con straordinario successo contribuendo in maniera determinante a far scoppiare a Parigi la celebre Querelle des Bouffons tra italianisti e francesisti.

La visione sarà possibile sulle pagine Facebook del Giovanni Paisiello Festival e degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, oppure sul sito www.giovannipaisiellofestival.it.

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