“Volley sport più contagioso? Da non credere!”

 

L'ex centrale della nazionale azzurra (medaglia d'argento ad Atene 2004), Paolo Cozzi, commenta lo studio commissionato dal Coni al Politecnico di Torino. E poi ci parla del suo passato e del suo presente in una delle città più contagiare dal Covid-19.
pubblicato il 05 Maggio 2020, 18:50
6 mins

Uno studio del Politecnico di Torino dal titolo “lo Sport in Sicurezza”, commissionato dal Coni, consegnato al Governo e reso pubblico qualche giorno fa ha fatto sorprendentemente emergere che lo sport più a rischio di contagio da Covid 19 è la pallavolo, mentre il calcio avrebbe una pericolosità piuttosto bassa e risulterebbe addirittura più sicuro di sport come la scherma o il curling. Sono state analizzate ben 387 discipline sportive “…fornendo indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa agonistica dopo il lockdown”. I giudizi sono stati espressi su quattro diversi ambiti: impianto sportivo, campo di allenamento, gara (solo campo) gara (campo e pubblico).

Devo dire che questo studio mi ha lasciato a bocca aperta, soprattutto perchè è stato condotto con la collaborazione di una università” – esordisce al telefono da Milano, Paolo Cozzi, 40 anni ex centrale di Milano, Cuneo, Modena (è stato anche a Taranto nella stagione 2009/2010), 104 presenze con la nazionale azzurra, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004, campione d’Europa nel 2003 e 2005, con il quale abbiamo chiacchierato di questa notizia ma anche di altri argomenti.

Credo ci sia stata molta leggerezza nel pubblicare una tabella così, dove sport prettamente di contatto vengono considerati meno pericolosi della pallavolo. Mi fa accapponare la pelle anche vedere che gli spogliatoi del volley vengano visti come un crogiolo di batteri e quelli di altri sport come dei saloni areati e puliti….”.

A più di qualcuno sui social è venuto il dubbio che tale studio sia stato condotto per far emergere un minor indice di contagiosità del calcio per farlo ripartire, visti gli interessi economici alle sue spalle. Che ne pensi?

Spero proprio che non sia cosi, però sicuramente qualcosa non torno nella tempistica dell’articolo. Che il calcio non sia sport ma business è acclarato e non mi sconvolge ma non si possono mandare al massacro gli atleti così. Certo sono il primo che spera che lo sport possa ripartire ma non con sotterfugi e imposizioni, bensì nelle condizioni migliori per la sicurezza di tutti.

Come hai vissuto da milanese e lombardo questi due mesi circa di clausura imposta dalla necessità di evitare il contagio?

Questi due mesi a Milano, sono stati davvero complicati, abito nei pressi di un ospedale e nel silenzio di marzo sono arrivato a contare anche cinquanta ambulanze in un solo giorno. Ora la situazione sembra migliorare, ma il Covid 19 è entrato di prepotenza nelle nostre vite e tutti hanno avuto amici o parenti contagiati.

Parlaci della tua vita post pallavolista. Sappiamo che tempo fa hai aperto un negozio di articoli sportivi e che ora ci potrebbero essere difficoltà a ripartire…

Da quando ho appeso le ginocchiere al chiodo, ho aperto un negozio di Pallavolo in centro a Milano, si chiama Primo Tempo Sport e vendiamo scarpe da volley e abbigliamento tecnico sia per i singoli atleti che per le società sia in negozio che online… Riapriremo come da decreto legge il 18 maggio, ma con lo sport bloccato fino a settembre….sarà un bel buco nero per noi…. Mi sto facendo tante domande in questo periodo, dato che il commercio al dettaglio, è sotto gli occhi di tutti, si troverà a gestire una situazione difficile……ma occorre essere fiduciosi. Non ho abbandonato definitivamente il mondo del volley, sino a qualche tempo fa mi sono allenata con una squadra di serie B delle mie parti (Vittorio Veneto Milano) e di tanto in tanto mi chiamano a commentare in tv le competizioni internazionali della Nazionale (Rai ed Eurosport, ndc).

Qual’è il più bel ricordo della tua carriera pallavolistica?

Sicuramente la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene nel 2004, è stata una scarica di adrenalina pazzesca, una emozione seconda solo alla nascita di un figlio. Ricordo poi con piacere un Italia – USA del 2003 valida per le qualificazioni Olimpiche, una gran bella partita. Ma porto sempre con me soprattutto il ricordo delle tante persone speciali che ho incontrato in 16 anni in giro per l’Italia e per il mondo.

Dieci anni fa hai giocato a Taranto. Che ricordi hai di quell’esperienza, tra l’altro hai fatto parte della squadra che ha disputato l’ultimo campionato di A/1 proprio un decennio fa?

Taranto è una piazza che conoscevo da molto tempo prima, quando nel 1999 con Milano ci siamo giocati il primo posto in serie A2 per salire. Era una bella realtà dove si poteva fare bene in un palazzetto bello e capiente come il PalaMazzola. Mi è spiaciuto che il presidente Bongiovanni non sia riuscito a portare ulteriormente avanti il progetto. Per quanto riguarda quella stagione, il cambio di schiacciatore straniero a campionato in corso ha fatto saltare molti equilibri e indebolito la squadra, peccato perchè avevamo grandi potenzialità. A Taranto forse non tutti hanno compreso la fortuna di poter ammirare in quegli anni tra i più grandi campioni della pallavolo di quel momento e non solo. Una realtà, quella pallavolistica tarantina, troppo presto caduta nel dimenticatoio. Peccato perchè il movimento pallavolistico pugliese è sempre stato di buon livello. Basti ricordare Castellana Grotte, Gioia del Colle o anche di recente Alessano.

*credit foto: pagina facebook Paolo Cozzi, Renato Ingenito, semplicemente pallavolo

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)