Lontano dalla Francia, guarito a Taranto

 

Un cittadino d'Oltralpe lascia il 'Moscati' dopo aver combattuto con il coronavirus: commozione e il ringraziamento ai medici
pubblicato il 05 Maggio 2020, 19:35
6 mins

Lontano dalla Francia, colpito dal coronavirus, guarito a Taranto: è la storia che ha emozionato un po’ tutto il personale sanitario del ‘Moscati’ per un paziente che può tornare a casa e rivedere i suoi cari. La consapevolezza che niente sarà come prima è nelle lacrime che si mescolano ai sorrisi. Perché scendono libere anche se oggi si torna a casa.

Un paziente, guarito da coronavirus, si commuove quando, dopo quaranta giorni d’ospedale, saluta affettuosamente tutti e ringrazia medici e infermieri: “Sono stati come una famiglia”.
E’ così che si conclude la lunga degenza di un cittadino di nazionalità francese, dipendente di un’azienda di trasporti internazionale, che oggi ha lasciato l’Ospedale ‘San Giuseppe Moscati’ di Taranto tra gli emozionanti sorrisi di tutto il personale medico e paramedico.
Giunto in ospedale con il morale molto basso, in condizioni molto critiche e timoroso dell’evoluzione della malattia, il paziente ha affrontato la sua degenza con coraggio e con l’apporto costante del personale medico ed infermieristico del nosocomio. La lontananza dai familiari, e il senso di solitudine provato, è stato combattuto anche grazie al rapporto umano instauratosi con tutto il personale.
Lo stesso paziente, accolto all’uscita da un suo collega, ha chiesto che i suoi ringraziamenti divenissero pubblici: “Ci tenevo a ringraziare tutto il servizio di Pneumologia dell’ospedale ‘San Giuseppe Moscati’, sono delle persone molto professionali che mi hanno salvato la vita cosicché io possa ritrovare mia moglie, i miei figli e i miei nipoti. Sono uomini professionali e di gentilezza estrema, oltre che molto competenti. Ricorderò per tutta la vita questo personale qualificato in questo servizio. Io vi ringrazio dal profondo del mio cuore e potrò ritrovare grazie a voi tutta la mia famiglia. Vi ringrazio veramente dal profondo del mio cuore”.
Il dott. Giancarlo D’Alagni, primario del reparto di Pneumologia, si lascia travolgere dall’entusiasmo del paziente: “Sono lieto della dimissione di quest’oggi. Abbiamo ricevuto quotidianamente segnali di affetto da quest’uomo che ogni mattina ci consegnava bigliettini, scritti in un italiano incerto, sui quali erano impresse le sue emozioni. Ci ringraziava costantemente per il nostro affetto, la nostra vicinanza, la generosità non legata al dovere e il nostro entusiasmo ad ogni segnale di miglioramento del suo stato di salute. Per tutto questo periodo ci siamo umilmente sostituiti alla sua famiglia dandogli conforto e umanità. Ma questo cerchiamo di farlo con ogni ricoverato nei nostri reparti, dando speranza, incoraggiamento, strette di mano e auguri di guarigione”.

Il dott.Soloperto

Il dott. Massimo Soloperto, pneumologo del ‘Moscati’, è uno dei medici che ha avuto un ruolo importante nel percorso di degenza del paziente dimesso: “Quando il paziente pian piano ha cominciato a migliorare e ad avere fiducia in se stesso: questo è stato il momento più esaltante e gratificante per me come medico e come uomo. La condizione di questa malattia è estremamente debilitante, toglie l’energia, svuota completamente, dà una debolezza estrema, un’astenia profonda che arriva sino all’anima. Poi pian piano senti tornare le forze, torna il respiro e, non appena ci si può mettere in contatto con i propri cari, questo è, anche per noi, uno dei momenti più belli”.
L’Ospedale Moscati, diventato ormai da più di due mesi Hub Covid 19, vede diminuire giornalmente il numero dei ricoverati nei propri reparti, costantemente monitorati: dalla pneumologia alla terapia intensiva fino a passare a malattie infettive e medicina. Il lavoro degli operatori continua senza sosta dall’inizio dell’epidemia e, in attesa che la curva dei contagi si blocchi, il saluto commosso di questo paziente acquista oggi un sapore ancora più dolce.

Scende il numero dei ricoverati

L’ASL Taranto, intanto, comunica che il ‘San Giuseppe Moscati’ ospita, a tutt’oggi, 41 pazienti, così distribuiti: 3 presso il reparto di Rianimazione; 20 presso il reparto Malattie Infettive; 11 presso il reparto di Pneumologia; 7 presso il reparto di Medicina Covid.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di pazienti Covid. Alcuni sono in attesa di primo tampone, altri di ulteriori tamponi per la conferma della positività o della negatività al Coronavirus. Alcuni pazienti risultano negativizzati dal punto di vista virologico, ma non guariti dal punto di vista clinico, in quanto presentano patologie pregresse oppure presentano postumi da Covid.
Anche oggi ci sono state delle dimissioni di pazienti Covid guariti.
Il Presidio post acuzie di Mottola ospita ad oggi n. 5 pazienti post-Covid.

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