Crest on line: La Mattanza, La strada delle tartarughe e L’agnello

 

pubblicato il 05 Maggio 2020, 12:28
4 mins

Proseguono gli appuntamenti teatrali on line di #comequandofuoripiove, il cartellone virtuale del Crest sul proprio canale YouTube con accesso dal sito teatrocrest.it.
I prossimi video, in versione integrale,  disponibili online dal 5 all’11 maggio sono La Mattanza; La strada delle tartarughe e L’agnello. 

LA MATTANZA: testo, scene, costumi e regia Mauro Maggioni, con Pietro Minniti, Francesco Nacca, Francesco Simon, consulenti Guido Carniglia e Gabriele Duma, luci Egidio De Giglio e Vito Marra, produzione Crest (1995), finalista Premio Stregagatto 2000.

Due uomini in una stalla abbandonata in una notte d’inverno. Uno di loro è legato ad una sedia, l’altro continua a parlare. Entrambi sono lontani migliaia di chilometri da casa: uno dalla Tunisia, uno dalla Sicilia. Hanno lasciato i loro affetti e la loro storia per andare a cercare fortuna nella grande pianura industrializzata del Nord Italia. Il primo vende sigarette di contrabbando agli angoli delle strade ed il secondo lava i piatti in un ristorante da signori. Due vite difficili con un sogno in comune: tornare a casa. Sarà proprio questo sogno condiviso ad avvicinare vittima e carnefice, fino a spingere uno dei due al sacrificio supremo per salvare la vita dell’altro.

LA STRADA DELLE TARTARUGHE: testo e regia Maria Maglietta, con Elena Giove, Paolo Gubello, Daniele Lasorsa, Sandra Novellino, Annabella Tedone, Luigi Tagliente, assistente alla regia Barbara Roganti, scene Mario D’Amico, luci Vito Marra, produzione Crest – Teatri Abitati (2009)

Michele, Vito, Sara e Luli. Quattro esistenze, quattro inquietudini, il bisogno di sfidare il mondo e attraversare, rischiando tutto, la maledetta soglia della giovinezza. Il bar di Fosca diventa luogo di ritrovo, un posto dove incontrarsi, parlare, dove scoprirsi diversi, dove sognare la possibilità di tracciare strade oltre la linea dell’orizzonte. Ma le strade sono confuse, si sovrappongono, sbandano fino a portare i giovani viandanti verso un vicolo cieco, dove ci si gioca in un sol colpo tutta la partita del cambiamento e dell’esistenza. La strada sembra correre verso un precipizio e starà a ciascuno di loro trovare un modo per saltare il baratro e salvarsi o definitivamente perdersi.

L’AGNELLO: testo Francesco Ghiaccio, regia Gaetano Colella, con Catia Caramia, Gaetano Colella, Anna de Giorgio, Roberto Marinelli, Damiano Nirchio, spazio scenico e disegno luci Michelangelo Campanale, elementi scenici Pancrazio De Padova, costumi Cristina Bari, cura del movimento Maristella Tanzi, datore luci Vito Marra, produzione Crest – Teatri Abitati (2012)

Un agnello, chiuso in una stalla: non vede l’ora di essere sacrificato. È il suo destino, lo sa e ne è contento. Ogni essere vivente ha un destino, il suo è di essere sacrificato a Dio. Ma nella stalla in cui vive si manifestano strane ombre, visioni di un mondo sconosciuto sembrano volergli comunicare qualcosa. Dapprima incuriosito e poi via via più turbato, l’agnello percepisce che queste ombre vogliono dissuaderlo dal compiere il gesto da lui tanto desiderato. Le visioni, sempre più nitide, sono uomini e donne che, nel sacrificarsi a Dio, hanno perduto tutto, ricavandone unicamente disperazione e morte. La gioiosa determinazione dell’agnello lascia il posto all’indecisione. E, per la prima volta, mette in dubbio il suo destino, interrogandosi sul senso che potrebbe avere la sua vita senza il sacrificio.

Foto: La strada delle tartarughe (Carmine La Fratta); La mattanza (Paolo Ruta); L’agnello (lorenzo Palazzo)

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