Gestione Covid-19 in Puglia: botta e risposta Fitto-Lopalco

 

Da registrare la polemica innescata dal centrodestra sull'interpretazione dei dati dell'emergenza in Puglia, con replica del prof.Lopalco e controreplica dell'on.Fitto
pubblicato il 03 Maggio 2020, 15:46
10 mins

E’ polemica tra il centrodestra e la gestione dell’emergenza sanitaria da parte del presidente Emiliano che, dopo le accuse ricevute in particolare dall’on.Raffaele Fitto, lascia la replica al prof. Pier Luigi Lopalco, capo della task force pugliese.
Questa la replica punto per punto alle affermazioni dell’on. Raffaele Fitto.
L’accusa di Fitto: “Stando ai dati ufficiali, la Puglia è l’ultima regione in Italia per guariti (17,83%); è la penultima regione in Italia per tamponi effettuati 1,59 ogni 100 abitanti (peggio di noi solo la Campania 1,73); la replica di Lopalco: “Innanzitutto il numero di tamponi effettuati è proporzionale alla diffusione della malattia. Ci sono intere province in Puglia che sono state appena sfiorate dal virus. Questo dato preso da solo non hanno valore. Anzi, in relazione ai risultati ottenuti, l’aver fatto un numero adeguato di tamponi è segno di efficacia del sistema della prevenzione. In Puglia il contact-tracing funziona molto bene e non è necessario fare tamponi a tappeto. Grazie ad un uso mirato della diagnostica in Puglia ben il 43% dei casi individuati sono asintomatici ed il 21% paucisintomatici. Automaticamente il numero di guariti sembra artificialmente basso, poiché il dato viene registrato sistematicamente per coloro che hanno sintomi, ma lo stesso non avviene certo per gli asintomatici (per i quali, ovviamente, non ci sarà guarigione clinica non avendo proprio sintomi). Pertanto sul 43% dei casi asintomatici, nella piattaforma informatica non sono ancora riportati tutti i dati del doppio tampone negativo che certifica la guarigione di questi casi”.
Altro dubbio di Fitto: “È la penultima regione in Italia per il rischio contagio con valore 0,78 (ultimo il Molise 0,84)”. Ecco cosa afferma Lopalco: “Il fatto che il Molise (la regione meno colpita d’Italia) stia dietro la Puglia è sintomatico del fatto che questo valore (Rt) preso da solo non ha senso. La scorsa settimana il valore Rt della Sardegna era superiore a quello della Lombardia. Nell’ultima settimana solo 198 pugliesi si sono infettati, appena 5 su 100.000 abitanti. Il trend della curva Pugliese è decisamente in discesa dal 11 aprile”.
Poi l’analisi di Fitto sulla mortalità: “Nei giorni scorsi avevo anche lanciato l’allarme su altri numeri, quelli sulla mortalità sia grezza sia specifica e in questi giorni è andata anche peggio: in Puglia si muore di più che nelle altre regioni del Sud, delle Isole, del Lazio e dell’Umbria, vale a dire 1 pugliese ogni 10.000 abitanti (mortalità grezza) e 10,23 decessi ogni 100 casi positivi (mortalità specifica)”; secondo Lopalco “i dati di mortalità grezza non sono confrontabili fra regione e regione. Se si va a valutare il tasso di letalità in ogni fascia di età (numero di morti su numero di casi) si osserva che è ben più basso della media nazionale. La mortalità grezza va quindi standardizzata quando si fanno confronti fra regioni. Inoltre il paragone può essere falsato avendo ciascuna regione sistemi diversi di ricerca dei casi, di diagnostica e di data di inizio epidemia. Il dato andrà valutato ad epidemia conclusa. Quello che possiamo vedere chiaramente è che la proporzione di ricoverati è decisamente più bassa della media nazionale e anche della maggior parte delle regioni meridionali, noi siamo dietro Basilicata, Sicilia, Campania ed Abruzzo”.
Infine, sostiene Fitto: “Peraltro oggi è squillato un campanello d’allarme: ad un numero notevolmente inferiore di tamponi (quasi la metà rispetto a ieri) corrisponde un numero di casi positivi superiore!”, a cui Lopalco risponde: “I campanelli di allarme suonano osservando ben altri indicatori, di certo non la fluttuazione giornaliera di un singolo giorno che è assolutamente fisiologica in un sistema di sorveglianza di questo tipo”.
Ma oggi è arrivata la controreplica del co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli d’Italia: ““Domani, 4 maggio, inizia la Fase 2 e l’obiettivo è esclusivamente quello di ripartire, ma in sicurezza. Per questo ho posto degli interrogativi utili a comprendere cosa stia accadendo in Puglia. Ma dopo aver letto la replica che il presidente Emiliano ha affidato al suo consulente, professor Lopalco, la sensazione è che quest’ultimo abbia messo in evidenza più doti da politico che da scienziato. I numeri ai quali ho fatto riferimento non sono miei dati personali ma, sono i dati contenuti nel Bollettino che la Regione Puglia dirama quotidianamente e che poi vengono comparati con quelli delle altre Regioni. Tant’è che Lopalco non li smentisce anzi li conferma. Compito della Scienza non è quello di dare rassicurazioni opinabili affinché si possa credere per fede, alla Scienza si aderisce per evidenze. Il politico guarda numeri trasmessi giornalmente dai bollettini ufficiali regionali e nazionali, li analizza in comparazione tra situazioni omogenee e pone questioni nell’interesse della comunità. Sta allo scienziato formulare ipotesi, verificarle e parlare con le evidenze scientifiche. E veniamo nel merito. Sui tamponi: Lopalco afferma che il numero è proporzionato alla malattia, ma sempre le classifiche ci dicono che le Regioni che fanno più tamponi sono quelle che registrano più guariti (per esempio: Veneto, Friuli, Emilia…). Siamo sicuri che invece in Puglia non si siano fatti i tamponi perché per esempio manca una rete di laboratori? Perché mancano i reagenti? E’ emblematico proprio il caso di ieri al ‘Perrino’ di Brindisi dove i tamponi vengono rinviati per mancanza, appunto, di reagenti. Ma ci sono stati casi in vari ospedali (alcuni esempi: della Murgia, di Putignano, di Castellaneta) dove medici e operatori hanno dovuto attendere diverse settimane prima di ricevere il risultato. Sarebbe interessante conoscere il parere ‘scientifico’ di Lopalco sulle dichiarazioni di Emiliano che invitava i turisti a venire in Puglia garantendo tamponi per tutti mentre non sono garantiti agli operatori sanitari. E ancora nel merito: Lopalco afferma che la bassa percentuale di guariti (ribadisco, la Puglia è ultima in Italia) si spiega nell’inserimento dei dati nella piattaforma. Cosa significa? La Puglia segue regole diverse da quelle delle altre Regioni? E perché? E, quindi, se i sistemi di rilevazione Regione per Regione sono diversi… Lopalco ci sta dicendo che i dati nazionali non sono attendibili? Che i grafici che vediamo (compresi quella della Protezione civile) non fotografano davvero la realtà? Non solo, ma la contraddizione delle contraddizioni Lopalco la raggiunge quando afferma: ‘Quello che possiamo vedere chiaramente è che la proporzione di ricoverati è decisamente più bassa della media nazionale e anche della maggior parte delle regioni meridionali’. E allora perché Lopalco non si interroga sul perché la Puglia che ha più casi in isolamento domiciliare (quindi meno gravi) ha, poi, la più alta mortalità specifica tra tutte le Regioni meridionali e insulari (Lazio e Umbria comprese)? E’ sulla mortalità, infatti, che Lopalco compie un vero e proprio capolavoro di politichese: abbiamo precisato più volte che l’indice fa riferimento (tasso di mortalità grezzo) alla Puglia se comparata alle altre Regioni del Sud, delle Isole, Umbria e Lazio che sono andate in lockdown insieme. Certamente non abbiamo mai sostenuto che la Puglia avesse il più alto indice di mortalità anche rispetto alla Lombardia! Non siamo scienziati, ma nemmeno stupidi! Spiace poi che Lopalco gongoli sui dati delle province pugliesi meno sfiorate dal Covid e non dica nulla sulla provincia di Foggia che ha un indice di mortalità del 21,5 ogni 100mila abitanti, praticamente lo stesso della Toscana (23,1) o sulla provincia Bat che pure avendo una popolazione che ha 1/3 della provincia di Bari registra un indice di mortalità 8,9 (sempre per 100mila abitanti) praticamente uguale a quello della provincia di Bari (9,2). L’indice di mortalità pugliese sono giorni che ormai viaggia a 2 cifre: 10,41. Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Molise, Basilicata, Lazio e Umbria oscillano fra 4,4 e 8,4. Questi sono i fatti oggettivi. Continueremo nei prossimi giorni a segnalare anomalie, ed eventuali ritardi ed errori, perché essere responsabili, di questi tempi, non vuol dire stare zitti. Infine, al professor Lopalco un suggerimento: parli da tecnico con obiettività basandosi sui numeri che lui stesso ci fornisce e non si faccia coinvolgere dalla politica”.

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