Taranto FC 1927: Panarelli e De Santis ai saluti

 

Il presidente del club rossoblù ha deciso di non confermare tecnico e direttore sportivo subentrati a stagione in corso. "Il futuro?E' nel grembo di Giove........." (citazione).
pubblicato il 30 Aprile 2020, 17:03
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Dunque ci risiamo. In casa Taranto è in corso l’ennesimo repulisti di fine stagione. Il presidente Giove ha deciso che si affiderà ad un nuovo allenatore e ad un nuovo direttore sportivo. E se per quanto riguarda il responsabile dell’area tecnica Vincenzo De Santis la notizia era nell’aria da tempo (ormai era un separato in casa da circa un paio di mesi tenendo conto che era stato chiamato solo a dicembre), per quel concerne Luigi Panarelli la notizia giunge quasi inaspettata anche se il giovane (44 anni) allenatore tarantino è stato a rischio esonero per ben due volte a febbraio (dopo la sconfitta interna nel derby con il Foggia e la settimana successiva dopo il kappaò esterno di Altamura) nel corso della sua seconda avventura in rossoblù cominciata a ottobre.

Si pensava gli si potesse dare la chance di costruire la squadra già da giugno visto che la prima esperienza sulla panchina del Taranto è stata da subentrante a Cazzarò e la seconda sempre da subentrante a Ragno.  Da sottolineare, inoltre che Panarelli per due volte consecutive è stato estromesso dalla guida tecnica della squadra a seguito di dichiarazioni rilasciate dal massimo dirigente del club senza che vi fosse un comunicato stampa ufficiale. Questo badate bene non è un commento di chi scrive bensì un dato di fatto. Poi si dirà che la stagione agonistica termina ufficialmente al trenta giugno e che quindi c’è tempo per ufficializzare il tutto….

Riportato ciò, aggiungiamo che il presidente Giove ha provveduto a saldare le spettanze sino al 28 febbraio dei calciatori tesserati.

Il futuro? A parte il solito chiacchiericcio acchiappa like che si può trovare in giro nel web, al momento si attende l’ufficializzazione del definitivo stop alla stagione agonistica in corso (giusto così, ma con quali modalità relativamente a promozioni e retrocessioni?). Dopo di che bisognerà capire quando gli stadi saranno riaperti al pubblico per poter pensare ad una delle voci più importanti nell’attivo di una società dilettantistica ossia gli incassi delle gare casalinghe (parliamo in generale perché già immagino qualche tifoso rossoblù che in calce a questo articolo passa ricordarci che il Taranto degli ultimi tempi faceva scarsi 800 spettatori allo Iacovone).

In questo caso si vocifera da tempo che prima del 2021 non saranno disputate gare a porte aperte.

Dunque come si sostenterà il Taranto FC 1927? Il presidente Giove ha detto chiaramente che se la sente ancora di rimanere in sella al club e che sarebbe disposto a cedere le sue quote solo di fronte ad interessamenti di magnati o cordate di imprenditori in grado di investire tanti milioni di euro. Probabilmente sapere di avere in casa un tesoretto (la cessione del difensore under Ferrara, richiestissimo da club di categoria superiore e tra questi il più insistente è il Parma) in grado di portare un buon introito nelle casse, fa dormire sonni tranquilli al proprietario della sodalizio jonico che potrebbe pensare di affidare l’allestimento di una squadra giovane e sbarazzina ad una coppia diesse-allenatore affamata di calcio e con la voglia di imporsi in una piazza complicata come Taranto.

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