Unomaggio: Taranto esempio mondiale del Coronavirus

 

Un docufilm e non un concerto in streaming per l'Unomaggio Taranto, testimonianze per parlare di salute e lavoro con interventi musicali dalle piattaforme del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
pubblicato il 29 Aprile 2020, 17:42
17 mins

Taranto in gemellaggio con il mondo, da quando la pandemia da Coronavirus è scoppiata, perché in questa città da decenni si sta sulla bilancia soppesando salute e lavoro, da tempo nei wind-day si vive segregati in casa, così come gli operai tornando a casa dal siderurgico temono di contagiare la propria famiglia, da sempre si lotta per una sanità che abbia più cura per l’oncologia. Insomma Taranto specchio del paese e del pianeta da tempi non sospetti, per cui oggi la solidarietà, il focus e la cassa di risonanza che può e sta facendo la città sono drammaticamente esemplari.

Questa la sintesi del tema della video conferenza stampa del Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti per presentare l’Unomaggio Libero e Pensante 2020.

Dai membri del Comitato ai direttori artistici la linea rimarcata è stata quella che quest’anno la festa dei lavoratori segue l’onda del rispetto delle vittime e delle persone sofferenti per pandemia, ma non è annullato lo spirito di celebrare l’Unomaggio Taranto nelle forme e nei contenuti in cui si è contraddistinto, dissociandosi da una formula meramente spettacolare.

Gli organizzatori hanno subito scartato l’ipotesi di un concerto in streaming, una scelta deliberata perché la manifestazione ha un carattere fisico ed emotivo insostituibile, perché è arte  e trasmette emozione. Sarà un evento virtuale, nel quale ci sarà il lato artistico che sempre ha accompagnato quello politico, con la tradizionale staffetta.

In questi giorni sui canali social e in quello del Comitato si stanno alternano messaggi, proposte e temi da parte delle realtà che dovevano essere sul palco, anche singoli cittadini che girano intorno alla critica dell’attuale modello di sviluppo che fa dei tarantini le prime vittime, sostengono i rappresentanti dei Comitato, elencando le diverse associazioni anche straniere che proseguono le loro battaglie a difesa di salute ed ambiente.

Michele Riondino, Diodato e Roy Paci, i direttori artistici, entrando ancora più nel dettaglio, sono partiti dallo spirito spregiudicato di ‘un manipolo di pazzi’ con cui è nato l’evento che negli anni ha preso forza.

“E’ cresciuto tanto da ritenersi legittima proprietaria dell’occupazione della giornata dei lavoratori, di solito abitata solo da un evento.” Afferma Riondino. “E una piazza importante perché Taranto è l’emblema delle contraddizioni che quest’anno coinvolgono il mondo intero. Sappiamo cosa significa avere paura di ammalarci e portare a casa la malattia, conosciamo il dramma del diritto alla salute rispetto al lavoro, conosciamo cosa significa perdere i propri cari, così come il dramma di decidere come difendere il diritto di vivere e far vivere i nostri bambini con aria pulita,  o accettare il ricatto occupazionale che permette ad una azienda che fa profitto sulla mancanza  della salute degli altri.

L’attualità riporta il dramma tarantino su scala mondiale, tutti oggi vivono il dramma di Taranto. Non ci rassegniamo e ci stupisce e ci fa piacere che la politica oggi parla un linguaggio simile a quello gridato dal nostro palco, perché non si può che scegliere la vita contro il lavoro. Tutta la politica dice la stessa cosa ed è importante e bisognerà ricordarsi questi concetti alla fine di questa pandemia e noi saremo li controllare i controllori, saremo attenti e informeremo popolazione, perché la partecipazione è la parola d’ordine.”

E prosegue: “gli attivisti che si susseguono nei loro interventi sono i veri protagonisti, gli artisti solo solo il contorno, sono megafono per far arrivare la nostra voce. Musica non è la protagonista, non lo è mai stata e mai lo sarà.”

Infine l’attore conclude parlando del momento drammatico che stanno vivendo tutti gli operatori dello spettacolo, sottolineando che si susseguono gli inviti a restare a casa da parte di attori, cantanti e artisti vari, ma a loro non è riconosciuto da parte del Governo un diritto di riconoscimento, né c’è progettualità per la ripresa del settore. Un argomento che volentieri sarebbe stato lanciato dal palco, con tutto il rispetto per il dramma umano e sociale che vivono le persone strettamente coinvolte nell’emergenza sanitaria.

Simona Fersini presidente del Comitato ha invece dichiarato: “Ci siamo chiesti se avesse senso trovare una formula diversa per l’Unomaggio.” Il nodo è sempre lo stesso, la tutela della salute, come principio costituzionale, che a Taranto non viene rispettato. “Il problema si evidenzia quando l’ago della bilancia tende verso la produzione, quindi si risponde con decreti e atti di intesa che che in realtà difendono profitto e non equilibrano la  bilancia. Conte ha detto: ho fatto patto con la mia coscienza, al primo posto c’è la salute. Quindi l’ipocrisia del Governo terrorizza e criminalizza cittadini, addossando loro colpa, utilizzando il contenimento, ma intanto continua una produzione non necessaria, che fomenta potenziali focolai di contagio. Doveva chiudere tutta la produzione italiana non indispensabile, invece grava su soliti noti, si crea il solito teatrino in cui ci vanno di mezzo quelli che vengono ricattati per esigenze occupazionali.”

Va all’origine di tutto Raffaele Cataldi, operaio Ilva in cassa integrazione dal 2018: “Ci siamo inventati un megafono per far arrivare la verità sul palco, quando il 2 agosto del 2012 cittadini e operai presero la parola davanti a sindacati, che lottavano sì per lavoro, ma a seguito del sequestro degli impianti che, invece, portano morte ed inquinamento e che non si sono mai fermati e producono tuttora. Volevamo parlare per far conoscere la verità, perché le istituzione e i sindacati sono complici, così come un certo tipo di stampa. Continua il ricatto occupazionale tra lavoro e salute, tra pane e veleno, perché gli operai sono schiavi della busta paga. La soluzione noi ce l’abbiamo: è la chiusura fabbrica, per Covid-19 invece non c’è.”

Circa lo spirito del Comitato si esprime Virginia Rondinelli: “Vogliamo svegliare le coscienze: questo è il nerbo del Comitato. Dal palco di lotta oggi possiamo aprire piccole finestre ma la nostra lotta non si ferma, perché sarà un palco virtuale più affollato che mai con compagni uniti contro lo stesso nemico che minaccia la nostra esistenza. C’è un lavoro preciso e costante per la costruzione dell mondo che vogliamo trovare quando usciremo dalla pandemia, temiamo la costruzione di un mondo peggiore di prima. Sono quindi due le cose per noi imprescindibili: il principio dell’antifascismo e l’affermazione del libero pensiero contro il libero mercato.” Il pensiero si ferma poi ai malati oncologici e le battaglie fatte per il reparto a loro dedicato all’ospedale Moscati, che adesso cura i pazienti contagiati dal virus.

La questione sanitaria e la linea governativa che negli anni ha prediletto tagli alle strutture pubbliche a vantaggio di quelle private è stato il fulcro dell’intervento di Gino Strada, fondatore e direttore esecutivo di Emergency: ” Non è possibile che la salute sia una cosa privata, ma deve esser collettiva per essere tutelata. Oggi i tra i politici non c’è ripensamento una sanità che va verso il privato. Le mascherine, non ci sono ospedali, sono stati tagliati posti ai medici, ma non ai privati. Il pubblico sempre più indifeso e paga in termini di salute, come succede a Taranto. Vi siamo vicini e vi sosteniamo fino in fondo. Quest’anno peccato che non si possa essere insieme ma solo video. Speriamo ci sia ripensamento da parte della politica per il dopo, ma non come eravamo prima, visto che ha prodotto i disastri che stiamo vivendo. L’augurio per l’Unomaggio di Taranto è che qualcosa deve cambiare.”

Non poteva che partire dalla sua canzone ‘Fai rumore’ Diodato, che è diventato un degli inni cantati dai balconi di tutta Italia: “La vittoria a Sanremo l’ho voluto dedicare a Taranto, in cui bisogna fare rumore. Quest’anno era più importante non stare in silenzio, tutti noi stiamo vivendo dramma tra salute e lavoro e i governi del mondo lo affrontano. La nostra manifestazione non poteva andare in streaming come se ne sono viste tanti, abbiamo voluto coinvolgere qualcuno che potesse far rimanere questi contenuti, sono giunti testi di associazioni e cittadini che hanno deciso di far parte di questo movimento.”

Fulcro dell’evento sarà in particolare un docufilm che è un esperimento unico, nel quale si avvicendano situazioni che esprimono come si sta usando il tempo di questi giorni ma anche come si vive questo periodo. “Le parole arriveranno più lontano possibili dall’Unomaggio,” conclude Diodato “gli artisti si sentiranno meno soli, più visibili e più forti e come sempre parteciperanno gratuitamente, alcuni sono vecchie presenze dell’evento ed alcune nuove.”

E ancora sulla struttura concettuale dell’evento il terzo direttore artistico Roy Paci: “Il Covid è come lIlva, è spietato. Un lavoratore è stato denunciato perché ha rappresentato la situazione all’interno senza presidi di sicurezza. I lavoratori sono prigionieri e questo può essere indicativo per il mondo dello spettacolo. Abbiamo scelto di evitare di trasmettere un concerto in streaming, perché rifiutiamo lo spreco inutile anche di denaro. Ingiusto sprecare risorse da parte di chi soffre e i lavoratori dello spettacolo stanno in miseria. Il decreto relativo al settore dello spettacolo è complesso, non tutti ne godono del contributo, soprattutto gli intermittenti. Circa il docufilm, è stato fatto in maniera egregia grazie al contributo di amici che conoscono bene la realtà di Taranto e sono stati sempre vicini a noi. Un lavoro che avrà vita propria e  continuerà nel tempo, perché con l’appoggio di La7 lo porteremo avanti perché la battaglia non solo per l’Unomaggio. Caso TA importante ma Ta può esser qualsiasi parte del mondo. Tra i musicisti che interverranno ci sono: Vinicio Capossela, Piero Pelù, i Subsonica, senza batter ciglio hanno sposato l’1 maggio, perché sanno che è in questa situazione che è racchiuso il senso della giornata: il lavoro.”

Ma vediamo come funzionerà questa giornata.

La pagina facebook (FB @liberiepensanti) e tutti i profili social del comitato (FB e IG @unomaggiotaranto TW @liberiepensanti) diventeranno una piazza virtuale nella quale si alterneranno interventi e proposte concrete di cambiamento da parte di persone, attivisti e associazioni che condividono un sentimento forte di ribellione ad un modello di sviluppo fondato sul ciclo estrazione, produzione, consumo, sulla concentrazione di immensi profitti e la socializzazione dei costi ambientali e sociali.

Tra le associazioni e i movimenti che hanno aderito all’iniziativa ricordiamo: No Tav, No Tap, No Triv, No Grandi Navi, Fuori dal Fossile, Rete Stop Biocidio, Casa delle donne Lucha y Siesta, Associazione Bianca Guidetti Serra, Comitato Salute e Vita Salerno, Fridays for Future, A Sud Onlus, Comitato Donne di Manfredonia, Mamme NoPfas, Non Una di Meno Napoli, Insurgencia Napoli, Ende Gelände (Movimento tedesco di disobbedienza civile per la giustizia climatica e l’abbandono del fossile in Europa).

Interverranno inoltre Andrea Segre, Chef Rubio, Cosimo Argentina.

Tutti i contributi di questa edizione virtuale 2020 saranno riuniti nella rubrica “Voci dei Territori” su www.liberiepensanti.it , contribuendo al dibattito dell’#unomaggioliberoepensante.

La giornata culminerà con il docufilm “Liberi e pensanti – uno maggio Taranto” prodotto da Pulse Films in collaborazione con Indiana Producton e realizzato da Giorgio Test, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera che andrà in onda su La 7 come spin off di Propaganda Live.

Se i registi Test e Zippei sono romani, è invece tarantino Fichera che sottolinea il doppio conflitto vissuto nel dover raccontare la realtà drammatica e la bellezza della città. Contestualmente ha evidenziato il miracolo della collaborazione: “Mettere insieme tante persone è straordinario, così come il loro tempo prezioso. Utilizzare questo tempo ci ha fatto immedesimare di più nel corso della realizzazione. Se non ci fossimo trovati in questo periodo non avremmo ottenuto stesso risultato.”

Zippel conclude: “Ora conosciamo la totalità di ciò che è accaduto a Taranto. Per questo docufilm c’è stata una ridiscussione continua di metodi di lavoro, la situazione la imponeva, ne abbiamo ottenuto ricchezza nello scambio, contributi generosi e sorprendenti, abbiamo strutturato qualcosa che all’inizio non sapevamo come sarebbe andato a parare.”

Il docufilm vede anche la partecipazione straordinaria di ELIO GERMANO, CAROLINA CRESCENTINI, ZEROCALCARE, GHEMON, VINICIO CAPOSSELA, PIERO PELÙ, BRUNORI SAS, SAMUEL, MANUEL AGNELLI, RODRIGO D’ERASMO, NICCOLO’ FABI, NEGRAMARO, ELISA, COMA_COSE, MAMA MARJAS, GABRIELLA MARTINELLI, FABIO RONDANINI e tutto il comitato CITTADINI E LAVORATORI LIBERI E PENSANTI

E’ stato realizzato con il contributo artistico di DONATO SANSONE, ALESSANDRO VITTI, SIMONE CECCHETTI, COSIMO BRUNETTI, GALATTICO STUDIO, LORENZO UGO, ANTONIO PETTINELLI, CHIARA FAZI, DUCCIO BRUNETTI, FRANCESCA ZAMBELETTI, EMANUELA ZAGO, GIORGIO ANGELICO, FRANCESCO VITALITI, GIUSEPPE SANSON, LUCIANO CINA, ENRICO ASCOLI, PAOLO PISANELLI, GIORDANO GUARINI, MASSIMO FONTANELLI, ANTONELLO CAFAGNA, JONIAN DOLPHIN, LUCA BRIGANTI

Supervisione alla fotografia e direzione LUCA CIUTI e CHRISTIAN MANTUANO, post VIDEO M74, montaggio LUCA PREVITALI, suono DANIELE ‘IL MAFIO’ TORTORA

Una produzione PULSE FILMS powered by INDIANA PRODUCTION

Produzione esecutiva MARTINA ZAMBELETTI

Alcune scene contenute nel docufilm sono tratte dal film BUONGIORNO TARANTO (Italia,2014, colore e b/n, 84’)
Regia di Paolo Pisanelli, montaggio Matteo Gherardini, produzione OfficinaVisioni, BigSur

Foto: Christian Mantuano

 

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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