Ex Ilva, camino E312: flusso totale polveri rispettato nel 2019

 

ISPRA ha chiesto di avviare riesame parziale AIA per revisione definizione di minimo tecnico per l’impianto Agglomerazione e condizioni di stato impianto
pubblicato il 28 Aprile 2020, 20:48
14 mins

Il rapporto conclusivo di Ispezione ordinaria effettuata dal 24 settembre 2019 al 27 settembre 2019 da parte dei tecnici dell’ISPRA, affronta diversi aspetti, oltre a quello di cui abbiamo parlato ieri in merito agli eventi emissivi dello scorso agosto dal camino E-312

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/27/2ex-ilva-camino-e-312-ad-agosto-fu-guasto-elettrico/)

Punti di emissione aree a caldo con riferimento alle aree produttive Agglomerato e Cokeria

Con riferimento al Punto A2, l’analisi della documentazione acquisita evidenzia l’opportunità di revisionare le condizioni di minimo tecnico previste dal Gestore nel manuale SME (campionamento in continuo delle emissioni) per le linee D ed E, nonché per l’insieme dell’impianto AGL2 (Agglomerato) in quanto possono influenzare in modo determinante la validità dei dati registrati dal sistema di monitoraggio in continuo e lo loro rappresentatività ai fini del confronto delle concentrazioni medie giornaliere registrate con il VLE (valore limite di emissione) previsto dal provvedimento autorizzativo (AIA).

Di seguito si riportano, estratti dal manuale SME del Gestore:

–  la definizione del cosiddetto minimo tecnico;

–  i criteri che definiscono la condizione nella quale viene considerato l’impianto (“transitorio”, “fermo” o “a regime”) e la conseguente validazione dei dati SME elementari, orari e giornalieri.

Relativamente allo SME del camino E312 la soglia di Minimo Tecnico si considera superata in presenza di una delle seguenti condizioni per entrambe le linee (D ed E): temperatura rilevata nel punto di scarico del materiale sinterizzato dalla macchina di agglomerazione > 70°C per almeno 10 minuti, in caso di marcia con portata di omogeneizzato ≤ 550 t/h; temperatura rilevata nel punto di scarico del materiale sinterizzato dalla macchina di agglomerazione > 120°C per almeno 10 minuti, in caso di marcia con portata di omogeneizzato > 550 t/h.

A riguardo i tecnici ISPRA rilevano che la definizione sopra esposta presenta alcuni aspetti meritevoli di approfondimento.

I due parametri che determinano il minimo tecnico nelle due diverse situazioni di “portata al bilico” (temperatura misurata nel punto di scarico e tempo di permanenza a tale temperatura) risultano effettivamente essere rappresentativi della transizione da stato di fermo a stato di regime. Il raggiungimento lungo la singola linea di agglomerazione (D od E) delle condizioni ottimali di processo e cioè della cosiddetta “curva di agglomerazione”, la quale è indicativa di un efficace processo di sinterizzazione, è strettamente correlato a tali parametri. In particolare, per quanto concerne la temperatura misurata allo scarico, il consolidamento della cosiddetta “temperatura di quarta battuta” per un tempo minimo di 10 minuti, corrisponde al tempo necessario al processo per raggiungere le condizioni ottimali (curva di agglomerazione), partendo da linea d’impianto ferma (D od E).

Diverso è invece il caso in cui i due parametri vengono considerati rappresentativi di una transizione da uno stato dell’impianto di agglomerazione “a regime” ad uno stato “transitorio”, solo per effetto della temporanea assenza delle condizioni di minimo tecnico sopra descritte in una delle due linee (D od E), per cause di varia natura, ed in attesa del rispristino delle condizioni di marcia. In questo caso non è tecnicamente motivata la necessità di dover consolidare per 10 minuti il rispristino delle condizioni ottimali di sinterizzazione per poter riconsiderare l’impianto in stato di “regime”. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/24/222ex-ilva-il-tar-sospende-lordinanza-di-melucci5/)

Gli stati impianto “transitorio”, “fermo” o “a regime” del camino E312

Le norme prevedano che è sufficiente che il 30% del tempo all’interno di un’ora (vale a dire 18 minuti) sia definito in stato di “transitorio” per dover considerare l’intera ora in stato di “transitorio”. Ciò naturalmente anche al fine della non validazione dei dati emissivi per il confronto con i VLE. 

“In effetti solo i dati medi validi e associati al funzionamento “a regime”, quindi sopra la soglia di minimo tecnico precedentemente descritta, vengono ritenuti validi ai fini del confronto con i valori limite di emissione – sottolineano i tecnici di ISPRA -. I dati associati allo stato impianto “fermo” e “transitorio”, sono registrati dal “SI”, ma non considerati ai fini del confronto con i valori limite di emissione”.

Ricordando che l’impianto di agglomerazione presenta due linee di agglomerazione separate che afferiscono ad un medesimo ed unico camino denominato E312, si completa la definizione dello stato globale di impianto di agglomerazione nella sua interezza, correlandola alla combinazione degli stati delle singole linee D ed E di agglomerazione.

Infine, secondo il manuale SME AGL, i dati registrati dallo SME vengono registrati e computati secondo i seguenti criteri, distinti per “dati istantanei”, “dati medi orari” e “dati medi giornalieri”: i dati istantanei sono validi se: non sono stati acquisiti in presenza di segnalazioni di anomalia dell’apparato di misura tali da rendere inaffidabile la misura stessa; i segnali di risposta dei sensori non sono al di fuori di tolleranze definite nell’Istruzione Operativa DP 02-05 Criteri di validazione dati SME previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i.; lo scarto tra l’ultimo dato istantaneo acquisito ed il valore precedente non supera una soglia massima fissata dall’autorità competente per il controllo; per la definizione delle soglie, relative agli scarti tra l’ultimo dato istantaneo acquisito ed il valore precedente (rif. Istruzione Operativa DP 02-05 Criteri di validazione dati SME previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i). Il dato istantaneo viene validato come misura e successivamente associato alle condizioni di esercizio dell’impianto.

I dati medi orari sono invece validi se il numero di dati istantanei validi che hanno concorso al calcolo del valore medio orario non è inferiore al 70% del numero dei valori teoricamente acquisibili nell’arco dell’ora; il massimo scarto tra le misure istantanee è compreso in un intervallo definito nell’Istruzione Operativa DP 02-05 Criteri di validazione dati SME previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i.. Inoltre, i valori medi orari calcolati, sono utilizzabili nelle elaborazioni successive ai fini della verifica dei valori limite se, oltre ad essere validi relativamente alla disponibilità dei dati istantanei, si riferiscono a ore di normale funzionamento, vale a dire se ad essi è associato lo stato impianto a regime.

I dati medi giornalieri sono validi se le ore di marcia regolare dell’impianto sono almeno 6 e il numero di dati medi orari validi, che hanno concorso al calcolo del valore medio giornaliero, non è inferiore al 70% del numero dei valori teoricamente acquisibili nell’arco del giorno, considerando solo il periodo di normale funzionamento. 

Per quanto sopra detto si rileva una problematica riconducibile sia alla definizione stessa di minimo tecnico, sia alla condizione per la definizione dello stato impianto “transitorio”, che comporta, nel caso una linea sia in produzione (a regime) e l’altra in transitorio, che molti valori di concentrazione, pur validi relativamente alla disponibilità dei dati istantanei, non concorrano al calcolo delle medie orarie e giornaliere. 

Dalla considerazione del quadro esposto, “si può ragionevolmente affermare che il peso relativo delle ore di marcia in “transitorio” risulta essere rilevante e che i valori di concentrazione di polveri considerati validi ai fini di una verifica del rispetto del valore limite giornaliero (VLE) autorizzato in AIA risultano essere solo parzialmente rappresentativi dell’autocontrollo del Gestore” sottolineano i tecnici di ISPRA nella loro relazione. 

Rispettato il flusso di massa totale di polveri dal camino E312

Quindi, sebbene dall’analisi svolta da Arpa Puglia sui dati SME relativi ai periodi settembre-ottobre 2019 emerga che l’incidenza delle ore di marcia in transitorio, in termini di valori di concentrazioni di polveri rilevate su base giornaliera sia inferiore, o dello stesso ordine di grandezza delle concentrazioni rilevate a regime, si constata come il loro contributo, ai fini di garantire la piena rappresentatività del monitoraggio delle emissioni di polveri, debba essere rivalutato. Ciò anche al fine di minimizzare l’impatto di eventuali emissioni rilevanti generate durante una fase di transitorio attualmente non prese in considerazione ai fini della verifica di conformità al valore limite giornaliero previsto dall’AIA. 

Ciò detto, sempre ISPRA evidenzia come gli aspetti sopra evidenziati, viceversa, non risultano rilevanti ai fini della verifica del VLE autorizzato in AIA per quanto attiene il flusso di massa totale di polveri emesso su base annua dal camino E312. Ciò in quanto il Gestore provvede, per tale calcolo, a considerare anche i dati a cui è associato lo stato “transitorio”.

Sulla base di un confronto condotto sui dati forniti dal Gestore, si evince infatti che, per l’anno 2019, il flusso di massa totale di polveri (a regime e in transitorio), calcolato attraverso la somma dei flussi mensili aggiornati ad ottobre 2019 rilevati allo SME del camino E312, pari cioè a 185,27 tonnellate, risulta al di sotto del limite autorizzato in AIA (pari a 596 tonnellate/anno). 

La richiesta di riesame parziale AIA

Per quanto sopra, con la presente relazione conclusiva, Ispra ha chiesto all’Autorità Competente MATTM di valutare l’opportunità di avviare un procedimento di riesame parziale dell’AIA finalizzato alla revisione della definizione di minimo tecnico per l’impianto di Agglomerazione e delle condizioni di stato impianto (“regime” e “transitorio”).

Inoltre, ISPRA ha acquisito i test di sorveglianza settimanale dei camini dell’area di agglomerazione (E324 – E325 – E314B ed E315B) e dei camini dell’area cokeria (E424 – E426 – E428) durante la visita ispettiva. Facendo seguito alla nota ARPA Puglia (prot. 0012929 – 32 – 27/02/2020) contenente le osservazioni in merito alle attività della Visita Ispettiva dei giorni 24-27 settembre 2019, e per i camini dell’area a caldo, si confermano le richieste formulate da ARPA: 

Condizione n. 1: Si chiede al Gestore di inviare, ove non già provveduto, entro 30 gg dal ricevimento della presente relazione la seguente documentazione: 

Per il camino E424 l’ultimo report di QAL2 dell’NOx, effettuata in data 31/10/2019; 

Per il camino E426, evidenze in merito all’evento che ha determinato la necessità di programmare una nuova QAL2 per il parametro SOx, citata nelle note DIR 615/2019 e DIR 524/19, ed il report QAL2 medesimo;

Per il camino E314b, il report QAL2 eseguito per il parametro PTS (citata nella nota DIR. 555/19 del 11/10/2019) ed evidenza della successiva implementazione a sistema dei parametri della nuova retta di taratura QAL2;

Per il camino E315b il nuovo report di QAL2 effettuato in data 25/10/2019 per i parametri NOx, SOx e PTS.

Per i restanti camini E324, E325 ed E428 non si riscontrano criticità nell’analisi dei test di sorveglianza settimanale acquisiti durante la visita ispettiva. 

(leggi tutti gli articoli sul camino E312 https://www.corriereditaranto.it/?s=camino+e312&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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