Fase 2, non è liberi tutti (e meno male)

 

Restano in vigore quasi tutte le restrizioni. Ripartono alcuni esercizi di commercio al dettaglio e le costruzioni.
pubblicato il 27 Aprile 2020, 11:51
5 mins

È arrivata la Fase 2. O meglio, adesso sappiamo qualcosa in più di come sarà. Con l’ormai consueta conferenza stampa da Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio Conte ha illustrato alla nazione i provvedimenti che regoleranno la fase di «convivenza con il virus». Chi si aspettava un via libera generalizzato alla vita sociale è rimasto deluso. E chi crede che questo via libera ci sia stato, beh, forse dovrebbe leggere quello che scriveremo qui sotto.

Spostamenti solo per necessità

Resta in piedi il caposaldo della fase 1: ci si può spostare solo per comprovati casi di necessità: lavoro, salute, fare la spesa, ecc. Si aggiungono a questi motivi il far visita ai parenti (ma senza assembramenti, quindi scordiamoci le feste di compleanno) e il ritorno al proprio domicilio, che sinora non era garantito. Si tratta, per quest’ultima fattispecie, di un provvedimento che già sta generando aspirazioni di far visita alle seconde case. Il dettato del decreto, in verità, è piuttosto stringato («è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza»), per cui, per trarre conclusioni, sarà forse opportuno attendere le circolari esplicative del Ministero dell’Interno.

Sono leggermente allentate le restrizioni circa l’attività motoria all’aperto, ma resta fermo l’obbligo di garantire la distanza interpersonale. Per essere ancora più chiari, l’attività va svolta da soli, con l’unica eccezione dei minori e delle persone non autosufficienti, per le quali è garantito il diritto ad un accompagnatore. Ferme restando queste restrizioni, si potrà accedere a parchi e giardini pubblici, ma attenzione: i sindaci possono comunque disporne la chiusura nei casi in cui non si riesca a garantirne la vigilanza richiesta.

Commercio al dettaglio, lenta riapertura

Potranno riaprire alcune categorie di commercio al dettaglio (per cui vi invitiamo a prendere visione dell’elenco all’allegato 1 del decreto, che riportiamo in basso). Per quanto riguarda attività come pizzerie e gastronomie, resta il divieto di consumare i cibi sul posto, ma dal 4 maggio potrà riprendere l’attività di vendita da asporto, fermo restando che per l’accesso ai locali ci si dovrà regolare come già si fa con i supermercati: file, mascherine, guanti e distanziamento sociale.

Potranno ripartire, in generale, anche le attività di costruzioni.

Nuove misure per lo sport

Sin dal 4 potranno riprendere ad allenarsi (a porte chiuse) gli atleti delle discipline individuali, sia professionisti che non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dal CIP (il comitato paralimpico). Dal 18, ha preannunciato Conte, potranno riprendere anche gli allenamenti per gli sport di squadra.

Mascherine, pronto un calmiere dei prezzi

Conte ha annunciato, poi, che è in arrivo un provvedimento da parte del commissario Arcuri per calmierare i prezzi di mascherine e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), con un prezzo indicato per le mascherine chirurgiche di €0,50 il pezzo. Questo per arrestare le speculazioni in corso.

Consentiti i funerali, ma…

Allentate anche le restrizioni sulle cerimonie funebri. Saranno ora consentite, ma con la partecipazione di un massimo di 15 persone e, preferibilmente, svolgimento all’aperto. Resta ancora fermo il divieto di altre celebrazioni religiose (fatto che ha causato l’irritazione della CEI e un aspro dibattito nella comunità ecclesiale), per cui è ancora allo studio un protocollo che garantisca la sicurezza sanitaria.

Appello alla responsabilità

Come è ormai consuetudine, la conferenza stampa da Palazzo Chigi ha generato un immediato tam tam sui social, con reazioni fra lo sdegnato, il divertito e il “Ora troviamo un sistema per aggirare i divieti, magari andando a trovare la prozia che nemmeno mi ricordo più come si chiama”. Ci sarebbero fiumi di parole da versare, ma saremo sintetici: dopo 25.000 morti di cos’altro abbiamo bisogno per capire che se non rispettiamo le regole ne va della nostra vita?

 

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[Foto in apertura: governo.it, licenza CC-BY-SA]

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Un Commento a: Fase 2, non è liberi tutti (e meno male)

  1. Fra

    Aprile 27th, 2020

    Quando finirà questa specie di dittatura ,quando ci ribelliamo a questa presa per i fondelli ,il parlamento non decide più nulla ,paghiamo tanti geni e poi si possono permettere task force inutili per il bene del nostro paese .

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