Amianto e Vittime: a Taranto record di esposti

 

28 Aprile Giornata Mondiale delle Vittime di Amianto. L'appello di CONTRAMIANTO: "Bonifica e sorveglianza sanitaria"
pubblicato il 27 Aprile 2020, 17:23
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“Nella Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto Taranto si dimostra purtroppo ancora una volta città dell’amianto. Nella provincia jonica vi sono stati l’80% degli esposti amianto dell’intera Puglia”. L’associazione CONTRAMIANTO conferma “che a Taranto e provincia sono state oltre 53.000 le richieste per curriculum amianto con il rilascio di 35.000 certificati di esposizioni all’amianto. Lavoratori esposti all’amianto e vittime dell’amianto”.

Le attività maggiormente colpite dalle fibre killer di amianto quelle siderurgiche, metalmeccaniche, cantieristica navale, Arsenale e Marina Militare.  A Taranto sono stati almeno 570 i casi di mesotelioma, una proiezione di CONTRAMIANTO “che trova conferma nell’andamento costante dei casi registrati nel corso degli anni e che rappresenta il 40% del numero complessivo dei mesotelioma della Puglia. Il mesotelioma, il cancro di certezza correlato all’amianto, ha ucciso di più a Taranto e nella sua provincia colpendo prevalentemente operai Italsider/ILVA, Arsenale e Marina militare. Ma l’amianto killer ha colpito anche mogli e figli dei lavoratori. Numerose le morti per mesotelioma dei famigliari uccisi per aver respirato le polveri mortali che contaminavano le tute di lavoro. A Taranto non solo mesotelioma ma anche altre patologie tumorali legate all’amianto: cancro polmonare, tumore alla laringe, cancro gastrico, tumore ai reni, vescica, prostata e colon, dati che risultano confermati in RETE CONTRAMIANTO“.

“Per Taranto e Provincia negli ultimi 5 anni sono state oltre 5000 le possibili malattie da lavoro, 64 i casi di mesotelioma professionali e 300 casi lavorativi di tumori maligni dei bronchi e del polmone. Un trend significativo di morti e malattie legate all’amianto che da solo o in sinergia con altri cancerogeni ha colpito a Taranto lavoratori e cittadini. CONTRAMIANTO con la Rete di Supporto Sociale ha ad oggi archiviato per il territorio jonico oltre 400 casi vittime dell’amianto e altre sostanze cancerogene e tossico/nocive. Amianto presente nella grande industria tarantina con migliaia di tonnellate di fibre cancerogene che hanno contaminato per decenni i luoghi di lavoro. Amianto che ha imbottito il naviglio della marina e che è stato usato nelle Officine Arsenale con gravi conseguenze sulla salute. Nella base della Marina di Taranto tra navi militari e reparti di lavoro Arsenale risultano rimosse oltre mille tonnellate di amianto compatto e friabile. Ma l’amianto ha inquinato anche scuole, case e edifici. L’Eternit il cemento-amianto continua a essere presente in molte coperture edilizie, cassoni d’acqua, tubazioni. Rimane incerta anche la situazione delle condotte in cemento amianto dell’acquedotto. In Puglia i dati relativi alle tubazioni dell’acqua potabile in cemento amianto sono ancora frammentari come incompleti i monitoraggi dei possibili livelli di fibre di amianto presenti nell’acqua” si legge nella nota dell’associazione.

“Taranto città dell’amianto, Taranto città contro l’amianto. L’Appello di CONTRAMIANTO è bonifica amianto e controllo sanitario per gli ex esposti amianto e cancerogeni garantendo l’effettivo diritto alla salute in un quadro di generale eliminazione dell’amianto dal nostro territorio. AMIANTO ZERO RISCHIO” concludono dall’associazione.

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