Ex Ilva, E-312: ad agosto fu guasto elettrico

 

Il guasto perdurò per mancanza di dispositivi sostitutivi in magazzino: da qui la diffida dell'ISPRA nonostante non vi fu violazione dell'AIA
pubblicato il 27 Aprile 2020, 21:12
23 mins

Il rapporto conclusivo di Ispezione ordinaria effettuata dal 24 settembre 2019 al 27 settembre 2019 da parte dei tecnici dell’ISPRA, chiarisce in maniera molto dettaggliata quanto accaduto lo scorso agosto in merito alle emissioni del camino E-312. Uno dei due eventi finiti nel mirino dell’ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, sospesa nella sua efficaca dal Tar di Lecce venerdì scorso, dopo aver accolto i ricorsi cautelari di ArcelorMittal e Ilva in AS.

In pratica, viene chiarito che in quei giorni ci fu un guasto al sistema elettrico di controllo che perdurò per la mancanza, in magazzino, dei componenti sostitutivi. Il che ha spinto l’ISPRA a diffidare l’azienda, con multa sanzonatoria al prefetto.

Come sempre l’obiettivo dell’ispezione la verifica delle prescrizioni di cui al decreto di AIA DVA-DEC- 2011-000450 del 4 agosto 2011 e del decreto AIA DVA-DEC- 2012-000547 del 26 ottobre 2012 in relazione alle emissioni convogliate e diffuse di inquinanti in atmosfera e alle emissioni nelle acque di scarico, oltre ad una serie di sopralluoghi in alune aree del siderurgico.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/24/222ex-ilva-il-tar-sospende-lordinanza-di-melucci5/)

L’analisi di ciò che accadde al camino E312 lo scorso agosto: il sopralluogo di ARPA

Al primo punto dell’ispezione, la verifica del rispetto dei valori limite di emissione previsti dal provvedimento autorizzativo al camino E312 in relazione alle emissioni anomale comunicate dal Gestore nell’agosto 2019 – Punto di emissione E312 – Presidi di abbattimento delle emissioni (filtri MEEP ed ESP e iniezione carboni attivi).

Nella relazione, nella quale si ricorda l’evento emissivo anomalo occorso nel mese di agosto 2019 e connesso con la rilevazione allo SME del camino E312, afferente all’impianto AGL dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal Italia di Taranto, di 4 emissioni anomale, di cui 3 in tre giorni consecutivi (17-18-19 agosto), vengono riportate le conclusioni di quanto emerso in esito all’analisi della documentazione acquisita nel corso dei sopralluoghi e/o trasmessa dal Gestore, su richiesta di Ispra, nonché del contributo fornito da Arpa Puglia. 

ARPA Puglia ha infatti il 27 agosto 2019 un sopralluogo di approfondimento su mandato dell’Ufficio Ambiente del Comune di Taranto, presso lo stabilimento siderurgico di Taranto e delle comunicazioni del Gestore di rilevazione di valori anomali consistenti nel superamento dei valori limite orari registrati allo SME del camino E312 nei giorni rispettivamente 5 e 17-18-19 agosto. A tale sopralluogo, finalizzato alla raccolta di elementi conoscitivi per l’individuazione di eventuali pericoli per la popolazione, sono intervenuti anche tecnici di ISPRA in veste di uditori.

Da un’analisi preliminare delle informazioni raccolte è emerso che il Gestore aveva provveduto a porre in atto le azioni necessarie per la risoluzione del problema. 

A seguito del sopralluogo, il Dipartimento di Taranto di ARPA Puglia ha ritenuto opportuno segnalare all’autorità giudiziaria la notizia di reato relativa ai superamenti del valore limite orario, comunicati dal Gestore, predisponendo, a supporto di tale segnalazione, una relazione all’Autorità Competente MATTM e ad Ispra.

ISPRA, anche a seguito delle specifiche richieste di chiarimenti formulate dal MATTM, si è riservata di fornire una relazione su quanto accaduto a valle dell’esecuzione della Visita Ispettiva ordinaria e dell’analisi delle relazioni di dettaglio sugli eventi occorsi, trasmessa da AMI Spa in due diverse note. 

Nel corso della visita ispettiva, ISPRA ha approfondito la tematica anche alla luce delle note di dettaglio fornite dal Gestore ed ha acquisito ulteriori elementi chiedendo contestualmente la trasmissione di documentazione integrativa.

Il Gestore, su richiesta del GI, ha provveduto a trasmettere rispettivamente, una nota sulle ulteriori misure tecnico/gestionali messe in atto per prevenire il ripetersi degli eventi, e una nota di approfondimento sulle modalità di calcolo dei flussi di massa prodotta dal società “Menerva”, uno stralcio del manuale SME AGL, dove vengono descritte le modalità di computo del parametro T che influenza il minimo tecnico (unitamente alla portata a bilico) e, conseguentemente, lo stato impianto AGL2. 

Il chiarimento del ministero dell’Ambiente: non vi fu violazione dell’AIA

Successivamente la Direzione VA del MATTM, ha chiarito che le emissioni anomale occorse non costituiscono superamenti del valore limite di emissione previsto dall’AIA precisando che il provvedimento autorizzativo non prevede il rispetto di un valore limite orario per le concentrazioni di polveri allo SME del camino E312 ma bensì il rispetto di un limite giornaliero. Il MATTM contestualmente ha chiesto comunque ad ISPRA, in qualità di Autorità deputata al controllo delle AIA di competenza statale, di fornire il proprio contributo per approfondire ulteriormente la questione.

Il successivo sopralluogo e i documenti forniti da ArcelorMittal

ISPRA ha trasmesso la nota di risposta al MATTM, segnalando che erano in corso i necessari approfondimenti, manifestando contestualmente l’intenzione di avviare anche una specifica analisi incidentale, limitata agli aspetti ambientali, anche ai fini stabilire eventuali connessioni tra evento e stato di invecchiamento dell’impianto AGL2. 

A tale scopo, il 29/10/2019 è stata avviato un nuovo sopralluogo congiunto Ispra-Arpa Puglia al fine di acquisire ulteriori informazioni sulle possibili cause delle emissioni anomale dell’agosto 2019.

Il Gestore, in esito alle richieste formulate nel corso di predetto sopralluogo ha trasmesso i dati SME di tutti i camini dell’area a caldo (AGL2, AFO, ACC e COK) da gennaio 2019 a ottobre 2019, i rapporti di prova dei dati relativi ai campionamenti a lungo termine di PCDD/F disponibili da aprile 2019, i tabulati mensili, su base giornaliera, a partire da gennaio 2019 ad ottobre 2019, delle ore in cui l’impianto AGL risulta essere a regime, in transitorio o fermo, i dati di flusso di massa su base giornaliera del camino E312, suddiviso tra quello associato allo stato impianto a regime e quello associato allo stato impianto in transitorio nonché il confronto tra le modalità di calcolo del flusso di massa su base giornaliera, implementate nel software ADAS e quelle utilizzate dal software per la sommatoria dei flussi minuto. Infine il Gestore ha poi trasmesso i report di manutenzione effettuati dalle ditte terze a partire dal 2014 sull’impianto di depolverazione facente capo al camino E312. 

Dall’analisi delle cause degli eventi sopracitati, sulla base delle informazioni tecniche fornite dal Gestore e dei riscontri chiesti al Gestore sia nel corso della visita ispettiva di settembre 2019 e sia nel corso del sopralluogo di approfondimento svolto con Arpa Puglia nei giorni 27 e 28 ottobre 2019, come richiesto da MATTM è emerso quanto segue: 

Il Gestore ha diversificato l’evento occorso il 5 agosto 2019 dagli altri eventi verificatisi rispettivamente il 17-18 e 19 agosto in base a due differenti cause. 

Evento del giorno del 5 agosto

Il Gestore ha ricondotto l’anomalia di servizio, manifestatasi con il superamento del valore limite orario, allo stato di marcia dell’impianto AGL2, per il quale si vengono a creare le condizioni tipiche di un transitorio.

In alcune particolari condizioni (creazione di un solco nel letto di agglomerazione, ad esempio) si creano, accidentalmente e temporaneamente, dei percorsi preferenziali del passaggio di aria che, non partecipando alla combustione che innesca il processo di sinterizzazione, è ricca di ossigeno. Ciò comporta un incremento della percentuale di ossigeno misurata al camino con conseguente aumento della concentrazione equivalente di polveri, per effetto della normalizzazione che, come noto, fornisce una concentrazione equivalente per tener conto anche della diluizione.

Nell’impianto di agglomerazione quindi, la concentrazione equivalente di polveri può subire un incremento pur senza un aumento dell’effettivo quantitativo di polveri, ma solo in virtù del calcolo applicato di normalizzazione per effetto della diluizione, e cioè del maggiore afflusso di ossigeno. Peraltro il Gestore chiarisce che in queste condizioni la quantità di polveri trascinate nei fumi subisce in ogni caso un incremento.

Tre superamenti occorsi nei giorni 17, 18 e 19 agosto

Questi ultimi, per il Gestore, sono ascrivibili alla parzializzazione temporanea ed imprevista del sistema di depolverazione primario a causa di un guasto elettrico che ha portato allo stacco dell’alimentazione di uno dei quattro campi, il numero 1, del sistema di elettro filtrazione MEEP (elettro filtro E81).

Nel momento in cui si manifestava il primo valore anomalo medio orario del 17 agosto, l’impianto era in condizione di marcia: linea D a regime, linea E ferma (dall’ora precedente), con le giranti in marcia. Sono state quindi avviate le attività di ispezione volte alla individuazione della causa dell’anomalia, previste dalle procedure con priorità sulla linea D.

Nella notte tra il 17 e 18 agosto il pronto intervento di manutenzione elettrica ha fatto una manovra per resettare un quadro di alta tensione del campo n.1 dell’elettrofiltro MEEP E81 a servizio della linea E. A seguito del reset, sui computer di supervisione impianto si è generato un allarme relativo al campo oggetto di intervento del MEEP E81. Risulta infatti che il segnale del PLC (controllore logico programmabile) relativo alla tensione elettrica del campo n.1 fosse “congelato” su un valore costante prima del reset, l’allarme relativo alla mancanza di tensione si è generato solo dopo il reset. Da allora e sino al 19/08/2019, il sistema di depolverazione ha funzionato senza il campo 1 del filtro MEEP E81. 

Osservando l’andamento della tensione elettrica del MEEP E81 si può osservare il congelamento del segnale della tensione già dal 15 agosto 2019, verosimilmente quindi corrispondente al momento effettivo di inizio dell’avaria.

Si sottolinea, al riguardo, ai fini di una valutazione della efficienza di abbattimento delle polveri, la rilevanza del ruolo del campo n.1. La configurazione dei filtri a servizio del camino E312, infatti, è tale che i fumi in provenienza dall’impianto di agglomerazione attraversano prima gli elettrofiltri ESP (elettrodi captatori statici e pulizia con scuotimenti a martelli) e successivamente gli elettrofiltri MEEP (elettrodi captatori dinamici e pulizia con spazzole rotanti). In particolare l’elettrofiltro MEEP E81 è costituito da 4 campi indipendenti, essendo i campi n.1 e n.3 i primi ad essere investiti dal flusso gassoso, seguiti poi dai campi n.2 e n.4. 

Pertanto i superamenti orari rilevati il 17 agosto e nei giorni successivi al primo (18 e 19 agosto), cessati nel momento del ripristino del funzionamento del campo 1, sembrerebbero imputabili non tanto al guasto in sé del medesimo campo, ma piuttosto al perdurare del suo disservizio a causa del contestuale malfunzionamento del PLC, che ha reso inefficace l’immediata attivazione dei controlli previsti (paragrafo 10 “CONTROLLI STANDARD SUI CAMPI ELETTRICI DEGLI ELETTROFILTRI” della procedura “Piano di Gestione e Monitoraggio Emissioni al Camino E312”). Ciò non sarebbe accaduto in presenza di una configurazione del sistema che avesse previsto la ridondanza dei sistemi di alert o un presidio adeguato della sala quadri. 

Si sottolinea inoltre, che l’avvenuto “ripristino” del campo 1 non è la conseguenza di una riparazione della componentistica elettrica del relativo di alimentazione (quadro 1), ma semplicemente un’operazione di switch tra un quadro di alimentazione danneggiato e uno funzionante di alimentazione. Dall’analisi dell’ordinativo lavoro relativo a tale intervento, si evidenzia, infatti, che il guasto al quadro 1 sia stato generato da alcune schede e SCR danneggiati e per le quali non erano disponibili le parti di ricambio. Il Gestore quindi, ha dovuto fronteggiare l’avaria alimentando provvisoriamente il quadro di comando del campo 1 con il quadro del campo 2. Quest’ultimo ha quindi cessato di funzionare fino al 6 settembre 2019, giorno in cui sono stati sostituiti i componenti danneggiati ed è stato ripristinato il normale funzionamento dei campi n.1 e n.2 (ordinativo lavoro Nr: 180ISP). 

Vengono poi segnalate, parallelamente alle indagini di ricerca del guasto ed alle soluzioni poste in atto dal Gestore, alcune altre anomalie verificatesi nella giornata dell’evento emissivo del 17 agosto. Nel rapporto del turno dell’operatore al sinottico del 17 agosto 2019, viene indicato, per la linea D, un problema al campo 4 del MEEP D81, il quale si è “fermato molto spesso” a partire dalle 17.59 del 17 agosto 2019 per poi rivelarsi essere in corto alle 22:37. 

A seguito di controlli effettuati successivamente, il Gestore ha dichiarato, nella risposta alle richieste integrative formulate dai tecnici di ISPRA il 29/10/2019, che il campo 4 era risultato essere in marcia non costante e che per ripristinarlo è stata infatti necessaria una taratura dei parametri di riferimento di minima tensione. Il Gestore ha dichiarato altresì che non si può escludere che tale irregolarità di marcia possa aver contribuito all’aumento di concentrazione di polveri al camino E312.

Per quanto attiene invece lo stato di manutenzione dei componenti elettrici relativi al sistema di depolverazione, il Gestore aveva svolto in data 24/06/2019 “manutenzione, pulizia e serraggio delle connessioni agli 8 quadri di comando dei campi MEEP” e la successiva manutenzione era prevista a 8 mesi di distanza da questa (come riportato nel “Piano di Manutenzione Preventiva AGL – Rev. 4 del 19/02/2017). 

I rilievi dell’ISPRA e le indicazioni ad ArcelorMittal

In sintesi, dall’analisi degli eventi, è stato rilevato quanto segue: 

l’assenza di una ridondanza nella configurazione dei sistemi di alert o assenza di un presidio adeguato della sala quadri che hanno determinato l’attivazione delle procedure di controllo solo a valle del primo evento emissivo anomalo occorso il 17 agosto;

– il ritardo nel ripristino del funzionamento completo dell’impianto di depolverazione a causa dell’indisponibilità nel magazzino della componentistica di ricambio. Questo ha comportato il ripristino provvisorio del campo 1 effettuato con una manovra “non procedurata” (switch
quadro 2 su campo 1 e indisponibilità del campo 2) prolungatosi poi per oltre 15 giorni;

Il Gestore, su richiesta del Gruppo Ispettivo (ispezione di settembre 2019), ha comunque provveduto a mettere in atto immediate azioni correttive prevedendo di adottare le seguenti contromisure preventive, consistenti in: implementazione, in aggiunta agli attuali controlli da supervisione (sinottico di livello 1), di un avviso di notifica (pop-up) che segnalerà valori di “varioout” “congelati” derivanti da un segnale di corrente proveniente da un campo elettrico MEEP o ESP il  cui valore numerico risulterà costantemente fisso; controllo in campo, da parte dell’operatore ad ogni turno di lavoro, del corretto  funzionamento dei quadri elettrici asserviti agli elettrofiltri; tale attività sarà regolamentata da una istruzione di lavoro in fase di divulgazione.

L’Ispra, in data 24 dicembre 2019 ha chiesto al Gestore ulteriore documentazione integrativa per verificare l’applicazione o l’efficacia delle procedure di gestione di approvvigionamento e del magazzino al fine di fronteggiare nell’immediato rotture impreviste di componenti rilevanti e la loro sostituzione, nella fattispecie le schede e l’SCR danneggiate. 

Il gestore ha trasmesso una nota nella quale descrive le procedure applicabili in caso di previsione di acquisto di beni e servizi (RdF richiesta di fabbisogno) e di acquisto vero e proprio (RdA) in ambito Salute, Sicurezza, Ambiente. Dalla sintesi fornita dal Gestore emerge che le procedure applicabili coprono le esigenze beni e servizi relative a problematiche di manutenzione ordinaria e straordinaria programmate ma non si evince un meccanismo procedurale che preveda:

l’acquisto in emergenza di componenti/strumentazione in avaria in deroga alle procedure normalmente applicate;

– la presenza come scorta in magazzino di tali componenti/strumentazione immediatamente disponibili per la sostituzione in caso di avaria; ciò ad integrazione delle Richieste di Fabbisogno (RdF) normalmente emanate in caso di necessità di componenti in quantità diverse dalle normali condizioni di esercizio e di scorta.

Le mancanze di ArcelorMittal e la diffida di ISPRA

Quanto sopra ha messo in evidenza che i meccanismi procedurali del sistema di gestione ambientale SGA messi in atto dal Gestore non si sono rivelati adeguati per garantire un pieno controllo delle emissioni e fronteggiare tempestivamente le anomalie di funzionamento occorse.

Il Gestore ha infatti provveduto a porre in atto misure tecnico-gestionali compensative atte a prevenire gli eventi emissivi anomali occorsi solo a valle delle richieste esplicite formulate dal Gruppo Ispettivo nel corso della Visita Ispettiva. Le carenze procedurali evidenziate avrebbero potuto innescare, nella fattispecie in esame, emissioni incontrollate in atmosfera di inquinanti risolte con manovre non previste dalle procedure.

Per tale ragione Ispra ha ritenuto proporre formale diffida al MATTM e procedere con la sanzione amministrativa al prefetto ai sensi dell’art. 29-quattordecies c. 2) con nota del 9/03/2020.

Con tale atto, Ispra ha ritenuto anche opportuno proporre al MATTM di diffidare il Gestore che provveda ad integrare le procedure del sistema di gestione ambientale SGA adottato, con dei meccanismi procedurali, oltre a quelli già messi in atto e comunicati con DIR 576/19 del 23/10/2019, volti a:

garantire l’acquisto in emergenza di componenti/strumentazione in avaria, in deroga alle procedure normalmente applicate;

assicurare la presenza, come scorta in magazzino, di componenti/strumentazione immediatamente disponibili per la sostituzione in caso di avaria; ciò ad integrazione delle richieste di fabbisogno normalmente emanate in caso di necessità di componenti in quantità diverse dalle normali condizioni di esercizio e di scorta.

Ispra ha ritenuto inoltre necessario segnalare all’Autorità Competente MATTM l’opportunità, al fine di rendere efficace e immediata l’azione di vigilanza in sito esercitata da Arpa Puglia attraverso il l’applicativo software di controllo in remoto dei dati delle misure in continuo degli SME dei camini dell’impianto siderurgico, di mettere in atto le azioni di competenza affinché tale sistema di comunicazione dei dati SME (sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni) venga aggiornato con l’implementazione di specifici sistemi di alert come, ad esempio, l’invio automatico di messaggistica (mail o sms) non appena si è in presenza di un trend anomalo degli inquinanti o, nella fattispecie, in caso di superamento di determinate soglie di concentrazione prestabilite (cd. soglie di alert).

Verosimilmente tutto questo incartamento sarà inviato dall’ISPRA al Tar di Lecce, che ha chiesto all’ente di controllo e al ministero dell’Ambiente di inviare una serie di documenti che possano chiarire gli eventi emissivi dello scorso agosto (oltre che dello scorso febbraio), oltre allo stato di attuazione delle prescrizioni previste dal Piano Ambientale.

(leggi tutti gli articoli sul camino E312 https://www.corriereditaranto.it/?s=camino+e312&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Ex Ilva, E-312: ad agosto fu guasto elettrico

  1. Fra

    Aprile 28th, 2020

    Possiamo avere i cassonetti per buttare le cose ,ormai qualsiasi cosa viene buttata per terra ,complimenti al rispetto dell’ambiente .alcuni ormai lasciano pure la propria spazzatura per terra ,fate qualcosa .

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