Scatti. Che fermano il vuoto

 

Quelli di Cosimo Calabrese, reporter freelance, che in tasca possiede esperienze con giornali italiani e internazionali
pubblicato il 24 Aprile 2020, 14:20
3 mins

Scatti. In tempi difficili. Al tempo del Covid-19. Scatti, che fermano il vuoto. Quello di una città che fa i conti con l’austerità dell’aria, del tempo, del vivere quotidiano. Manette ideali ma necessarie: perchè questo ci chiede l’oggi. Altrimenti, si rischia grosso.
Scatti. In giro per Taranto. Quelli di Cosimo Calabrese, reporter freelance, che in tasca possiede esperienze con giornali italiani e internazionali come ‘Der Spiegel’, ‘The Guardian’, ‘El Pais’, ‘Corriere della Sera’, ‘Het Nieuwsblad’, ‘Information DK’, ‘Repubblica’. Nella sua città vuol cogliere l’attimo, per raccontarla e viverla. Sì, anche in quest’atmosfera desolante, surreale. Complicato da digerire.
Nei luoghi che s’affollano, nel centro solitamente denso. Eppure, svuotato da un avversario invisibile, aggressivo, feroce. Però, è Taranto e certi angoli colpiscono così come sono. Anche con piccole storie.
Come quella di Giovanni, portiere di uno stabile in Corso Roma che s’incuriosisce della presenza del nostro Calabrese e s’avvicina per raccontargli come in questi giorni si riesca a vedere perfettamente il cielo e della sua passione per il cinema. Già forse le restrizioni di queste settimane hanno reso più forte l’esigenza di instaurare un dialogo con altre persone, anche sconosciute.
O come in Via D’Aquino, il salotto della città. Le uniche persone presenti, oltre a qualche residente che porta il cane fuori, sono i senza fissa dimora. Uno di loro, E., «mi racconta di quanto questo periodo sia, per chi non ha una casa, ancora più duro. Nonostante si siano moltiplicate le iniziative di solidarietà, è per loro molto difficile trovare un posto sicuro dove dormire. La richiesta di pasti è aumentata: le Caritas e le associazioni faticano a soddisfare le richieste. Il suo pasto quotidiano consiste spesso in un paio di panini. Coloro che ricevono il RDC riescono a trascorrere qualche notte al mese in alberghi o B&B, ma non riescono a prendere una casa in affitto. E. mi dice che, come tutti, ha paura del virus. La sua situazione lo porta a stare a contatto con altre persone e difficilmente ha accesso a controlli sanitari. Non è forse il caso di censire e verificare il suo stato di salute e quello dei suoi compagni di strada per evitare che si crei un focolaio?».
E poi le chiese, il loro silenzio. Dove non si celebra. Qualcuno si raccoglie in preghiera, in pensieri inviolabili, intimi. E si riesce appena a capire quel che prova un prete affacciandosi alla balaustra: uno sguardo oltre una messa, una confessione, l’incontro quotidiano con i fedeli.
Diventerà storia tutto questo, se ne parlerà a lungo. Già, perché ci resterà dentro per sempre.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

TESTO DI MARCELLO DI NOI – FOTO DI COSIMO CALABRESE

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Articolo Successivo

School. Is connecting

Commenta

  • (non verrà pubblicata)