Ex Ilva, Federmanager: “Basta tensioni, si riapra tavolo di confronto”

 

pubblicato il 24 Aprile 2020, 22:20
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«Basta alimentare ulteriori tensioni, ora è il momento di riattivare un confronto serio e costruttivo sul futuro dell’ex Ilva». Questo il commento di Michele Conte, presidente di Federmanager Taranto, a seguito dell’udienza del Tar di Lecce depositata oggi e che accoglie il ricorso presentato da ArcelorMittal Italia e Ilva SpA in AS contro l’ordinanza del sindaco di Taranto del 27 febbraio scorso. L’ordinanza comunale oggi invalidata dalla pronuncia del giudice amministrativo imponeva alle due società, nelle rispettive competenze, di individuare e risolvere le criticità delle emissioni prodotte dallo stabilimento e, in difetto di adempimento, di fermare gli impianti dell’area a caldo.
«Dopo oltre un anno di incertezze, chiediamo a tutte le componenti istituzionali, politiche ed economiche della città di attivare un tavolo di confronto allargato a tutti i soggetti interessati alla riconversione del più grande sito siderurgico d’Europa e strategico per la produzione italiana», prosegue Conte, denunciando che «il coinvolgimento dell’amministrazione comunale è ciò che è mancato al negoziato che ha condotto alla firma del preaccordo del 4 marzo scorso tra l’Ad Morselli e i Commissari straordinari di Ilva, non capendo che questo costituisce il presupposto indispensabile per la realizzazione del piano di rilancio progettato dal Governo».
«In rappresentanza del management dell’azienda, abbiamo da tempo denunciato i rischi connessi alla mancanza di investimenti in manutenzione e sicurezza da parte di AM Italia, che espongono i nostri colleghi a gravi responsabilità personali dopo l’eliminazione dello scudo penale previsto per i gestori degli impianti», aggiunge il vice presidente regionale di Federmanager Puglia, Piero Conversano chiarendo che «ora serve un atto di responsabilità di tutte le parti coinvolte nella vicenda per agevolare la continuità della produzione nello stabilimento di Taranto nelle migliori condizioni possibili, senza peggiorare le cose e compromettere il futuro di Ilva».
«Non c’è molto tempo per definire il nuovo piano industriale. Il 30 novembre prossimo scade il termine per siglare il contratto di investimento, previsto dal preaccordo tra AM Italia e Governo, e non è una data lontana», ricorda il presidente nazionale dei manager dell’industria, Stefano Cuzzilla, sottolineando che «l’avvio della fase 2 dell’emergenza Covid-19 implica l’adozione da subito di nuovi modelli di impresa che, tanto più sono urgenti quando il risanamento e il rilancio industriale coincidono con il ripristino delle condizioni ambientali e di sicurezza pubblica».
«Federmanager da questo punto di vista è pronta a scendere in campo da protagonista», assicura Cuzzilla, anticipando la pubblicazione di un documento di proposte di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento tarantino, curato da un gruppo di manager di Genova e di Taranto, che verrà a breve messo a disposizione delle istituzioni e di tutti gli stakeholder interessati.

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