Fase 2, si va verso un allentamento “senza stravolgimento” del lockdown

 

Si va verso un allentamento del lockdown a partire dal 4 maggio. Le prime deroghe partiranno dal 27 aprile e saranno modulate su base regionale
pubblicato il 23 Aprile 2020, 17:21
9 mins

A partire dal 4 maggio si darà ufficialmente avvio alla fase 2 che comporterà un progressivo alleggerimento delle misure restrittive per il contenimento del Coronavirus. Si partirà, come è noto, con le imprese e, in una seconda fase, con i cittadini. Saranno nuovamente garantiti gli spostamenti  ma solo all’interno di ogni singola regione. Tra le ipotesi sul tavolo del Governo vi sarebbe, infatti, quella di permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle singole Regioni a partire dalla predetta data.

La giornata di oggi, 23 aprile, si è rivelata essere propizia per il lancio della fase 2. In mattinata c’è stato l’incontro con la maggioranza che ha dato il via libera al Governo. In serata si è avuto l’incontro tra esecutivo ed i componenti della cabina di regia, preceduto dalla videoconferenza con le parti sociali, nel corso della quale Vittorio Colao ha illustrato il lavoro della task force di Palazzo Chigi.

Quest’ultima prevede un lento e progressivo ritorno alla normalità, senza che vengano stravolte le attuali disposizioni sul lockdown. Nel documento si prevede, inoltre, il ritorno alla mobilità pubblica e privata a livello locale. Si consiglia, al riguardo, un aumento delle corse giornaliere al fine di evitare picchi, soprattutto durante le ore di punta, del flusso giornaliero di lavoratori.

Le imprese che dovrebbero riaprire sono quelle del comparto meccanico, con il gruppo Finmeccanica in primis, quelle delle costruzioni e del settore manifatturiero, le imprese che operano nel settore dell’estrazione dei minerali, le aziende immobiliari, dei noleggi e servizi di supporto alle imprese ed il commercio all’ingrosso.

Secondo le prime stime, dovrebbero ritornare al lavoro circa 2,7milioni di italiani. Solo in una successiva fase dovrebbero rientrare anche i negozi (per i quali sarebbe prevista la riapertura l’11 maggio). Una volte che tutte queste imprese saranno tornate a regime, si prevede un coinvolgimento di circa 3,8milioni di lavoratori.

Quanto a bar, ristoranti e alberghi, dovrebbero essere gli ultimi a riaprire ma non si esclude l’ipotesi di un’eventuale riapertura più ravvicinata, fatto salvo il rispetto delle norme in materia di distanziamento sociale e di sicurezza sanitaria dei dipendenti e dei consumatori. Dimentichiamoci, quindi, luoghi affollati, ristoranti e bar affollati da turisti; appartengono ad un passato che, forse, non tornerà per un bel po’ di tempo.

Come dichiarato dal primo ministro italiano nel corso della videoconferenza di questa mattina alla presenza dei ministri e della task force, il piano per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus a cui sta lavorando il Governo “prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento” (fonte: Askanews).

In occasione della videoconferenza il capo della task force voluta dal premier Conte, Vittorio Colao, ha, al riguardo, presentato una relazione a Palazzo Chigi nella quale proponeva che in questa prima trance non fossero inseriti i lavoratori più esposti ai rischi inerenti al contagio da Coronavirus, ovvero gli over 60. La predetta ipotesi non è stata però presa al vaglio dell’Esecutivo.

«Nella videoconferenza di stamattina, presieduta da Conte e alla presenza dei ministri, la task force ha presentato al governo una relazione contenente le indicazioni per l’organizzazione della fase due, con particolare riguardo alla riapertura delle attività produttive. Queste indicazioni sono state condivise nelle riunioni che Conte ha poi avuto prima con le parti sociali – Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confapi, Confimi, ReteImprese, Alleanza Cooperative, Ance – e a seguire con la cabina di regia (Regioni e Enti locali).Queste indicazioni, insieme a quelle che presenterà anche il Comitato tecnico-scientifico, rappresentano la base che il governo utilizzerà per definire il piano della fase due, che verrà annunciato entro la fine della settimana, chiariscono le fonti», conclude la nota di Askanews.

È infatti in previsione un nuovo Dpcm che disciplini la fase 2 e quanto sarà annunciato a fine settimana dal Governo. Dalle prime dichiarazioni trapelate dalle autorità governative le prime deroghe partiranno dal 27 aprile e saranno modulate su base regionale. A tal riguardo, come dichiarato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, è in previsione un piano governativo che contenga una “exit strategy”, confermata, come detto, anche dal premier Giuseppe Conte. Quest’ultimo, durante l’incontro di ieri con i rappresentanti di categoria, non ha escluso che alcune imprese di rilevanza nazionale possano riaprire già dal prossimo lunedì. Ci riferiamo alle imprese che risultano in possesso dei protocolli di sicurezza conformi a quelli sottoscritti dai sindacati il 14 marzo. Nei predetti rientrano anche i dispositivi di protezione individuale per i lavoratori (mascherine, guanti, prodotti igienizzanti ecc.) nonché le misure atte al rispetto delle norme sul distanziamento sociale tra i dipendenti, con la conseguente rimodulazione delle aree lavorative.

Va comunque precisato che riaprire tutto e subito, a giudizio del primo ministro, sarebbe da irresponsabili. Per quanto riguarda i criteri con i quali si procederà con il riavvio delle attività nella fase 2 saranno calibrati sulla base di tre princìpi: la situazione epidemiologica, l’adeguatezza del sistema sanitario locale, e la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale.

Ciò, però, potrebbe non bastare e rendere vani tutti gli sforzi attuati fino ad ora. Per tali ragioni il governo starebbe lavorando ad un piano ben articolato che preveda una fase 2 dilazionata nel tempo, al fine di valutare gli eventuali riscontri epidemiologici di queste progressive riaperture. «Dobbiamo  valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di queste imprese genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità», ha specificato il primo ministro italiano nel corso dell’incontro con le parti sociali.

Sarà inevitabile che l’aumento dei flussi giornalieri comporterà un incremento della curva dei contagi. Tale ipotesi è stata messa già a preventivo dal Governo nel corso dell’incontro con le parti sociali. È un rischio che, a giudizio dell’Esecutivo nazionale, non si può non correre per evitare una crisi economica ben peggiore di quella sanitaria. Aspettare che la curva dei nuovi contagi scenda, come indice, ad un valore prossimo allo zero (quello auspicato dai componenti del Comitato tecnico-scientifico come condizione ideale per una riapertura in sicurezza) comporterebbe, secondo le dichiarazioni del premier, “un costo sociale ed economico insostenibile”.

Come riportato sul sito Corriere.it, l’obiettivo del Governo è quello di riaprire progressivamente le imprese mantenendo sotto controllo la curva dei contagi, dando per inevitabile che essa risalga. «Dobbiamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica, – si legge sul sito del Corriere.it – evitare che si risalga oltre una certa soglia e soprattutto predisporre dei meccanismi predeterminati su cui sta lavorando il comitato scientifico», per porre eventuali rimedi, a livello locale, nelle località in cui dovesse risalire la curva dei contagi attraverso un «intervento mirato solo in quell’area che torna a mostrare criticità».

Il Governo chiede inoltre agli enti locali di collaborare in questa delicata fase per lo Stato italiano. In merito a ciò, Palazzo di Città ha già programmato la fase 2, chiedendo all’Esecutivo un’accelerazione sul fondo da 3 miliardi per i Comuni, ed “un’urgente iniziativa per ampliare la pianta organica della Polizia Locale” (leggi qui).

 

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