Ex Ilva, MinAmbiente: ok scenario emissivo a 6 milioni

 

Concluso aggiornamento Valutazione Danno Sanitario: non si rendono necessarie, sulla base dei dati disponibili, ulteriori misure per contenimento emissioni
pubblicato il 23 Aprile 2020, 21:12
5 mins

Ci sono importanti novità in merito alla Valutazione del Danno Sanitario del 2018 predisposto da AReSS, ARPA Puglia e ASL Taranto.

Ricordiamo che il rapporto di VDS è stato finalizzato dicembre 2018 e i dati di natura sanitaria richiamati si arrestavano al 2017 ed in alcune parti antecedenti al 2015. 

Come si ricorderà è in corso un procedimento di riesame AIA previo aggiornamento dei Rapporti di Valutazione del Danno Sanitario (VDS) avviato dal Ministero dell’Ambiente su istanza del Sindaco di Taranto presentata ai sensi dell’art. 29 quater comma 7 del D.Lgs. 152/06, ritenendo sussistenti criticità di natura sanitaria.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/20/il-riesame-dellaia-passato-sotto-silenzio2/)

Il Ministero dell’Ambiente, con nota prot. 27936 del 23 ottobre 2019 ha fatto presente proprio al Sindaco di Taranto che “con tutte le cautele del caso, tale scenario (lo scenario emissivo attuale dello Stabilimento pari a 6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno) già da ora sembra fornire elementi di rassicurazione in quanto i valori emissivi ivi contenuti appaiono radicalmente inferiori (per taluni inquinanti di un ordine di grandezza) a quelli presi in passato a riferimento dai medesimi Enti per elaborare i rapporti di VDS che hanno suscitato l’allarme del Comune”.

Informazione che fu resa nota durante la riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale (ex art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale di Taranto ArcelorMittal Italia S.p.A. ex ILVA S.p.A. in AS) svoltasi lo scorso 24 ottobre, a Roma.

Inoltre lo stesso Ministero dell’Ambiente, con nota prot. 21158 del 25 marzo 2020 ha concluso, per lo scenario emissivo a 6 milioni di tonnellate attualmente autorizzato, il procedimento di aggiornamento della Valutazione del Danno Sanitario, dando atto che non si rende necessaria, sulla base dei dati ad oggi disponibili, l’adozione di ulteriori misure per il contenimento delle emissioni.

In ogni caso, nel merito, il rapporto di VDS del 2018 confermava il rispetto di tutti i parametri emissivi previsti dalla normativa in materia di qualità dell’aria di cui al D.Lgs. 155/10 nel periodo 2014-2017. Tra l’altro, in attuazione dell’articolo 1-bis del d.l. 207/2012, l’art. 1, comma 7, del d.l. n. 61/2013, poi convertito in legge n. 89/2013, ricordiamo che fu disposto che i rapporti di valutazione del danno sanitario non potessero unilateralmente modificare le prescrizioni dell’AIA.in corso di validità, ma legittimassero soltanto la regione competente a chiedere il riesame ai sensi dell’articolo 29-octies, comma 4, del d.lgs 152/2006. Nel caso di specie, la VDS conclude, a seguito dell’analisi di primo livello svolta sui dati emissivi, che non vi sono stati superamenti dei valori previsti dal D.Lgs. 155/10 e dunque “la valutazione si arresta a questo stadio”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/07/riesame-aia-ex-ilva-arcelormittal-ricorre-al-tar/)

Ma anche in questo caso c’è una novità importante: sempre nella nota del Ministero dell’Ambiente, nell’ambito del riesame si sta valutando l’opportunità di procedere al monitoraggio del PM10, PM2,5, naftalene, Hg e Cu, inquinanti per i quali non sono attualmente previste procedure di monitoraggio concordate con gli enti di controllo.

Già nel Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario 2018 veniva indicata l’opportunità, per l’ex Ilva, di una riduzione del 10% delle emissioni di benzene e del 34% delle emissioni di benzo(a)pirene. Così come certamente finiranno sotto la lente d’ingrandimento le cokerie, il cuore nero del siderurgico tarantino.

In base agli esiti del rapporto di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto, con gli esiti dell’ultimo “Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario (VDS) stabilimento ILVA di Taranto ai sensi del Decreto Interministeriale 24 aprile 2013” – dicembre 2018, e del Rapporto di “Valutazione del Danno Sanitario ai sensi della L.R. 21/2012 per lo stabilimento siderurgico ex ILVA S.p.A. di Taranto – Scenari emissivi pre-AIA (anno 2010) e post-AIA (anno 2016)”, elaborati da ARPA Puglia, AReSS Puglia e ASL TA, fu evidenziato un rischio residuo non accettabile per la popolazione anche a valle del completamento degli interventi previsti dal decreto di riesame dell’AIA del 2012 dell’allora ILVA di Taranto.

Restiamo in attesa di conscere gli ulteriori aggiornamenti sui vari studi in atto (Valutazione Danno Sanitario, Registro Tumori, Studio Sentieri, Studio IESIT).

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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