Coronavirus, Fase 2: “Si, ma con prudenza”

 

Insieme al comandante provinciale dei Carabinieri, Luca Steffensen si è tracciato un bilancio complessivo del lavoro eseguito dai militari e abbiamo parlato degli scenari possibili che si intravedono nella "fase 2"
pubblicato il 23 Aprile 2020, 16:34
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Ci apprestiamo ad uscire dalla prima fase dell’emergenza Coronavirus. A poche ore dall’annunciata “Fase 2”, che prevede – anche se non ne conosciamo tempi e modalità – una graduale riapertura di attività commerciali e una conseguente maggiore mobilità dei cittadini, facciamo il punto sulla questione con il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Taranto, colonnello Luca Steffensen, per tracciare un bilancio dell’operato dell’Arma e per cercare di capire quello che ci aspetta dopo.

Com. Prov. Carabinieri Col. Luca Steffensen

Stiamo per uscire dalla fase 1. Quali considerazioni si possono trarre di questo periodo di emergenza e come proseguono i lavori del coordinamento provinciale?
Il coordinamento ha funzionato e sta funzionando molto bene. Con il Questore, con il quale ci “incontriamo” in videoconferenza, negli ultimi giorni siamo scesi di più sui dettagli tecnici e su come organizzarci per effettuare i controlli su tutto il territorio che è molto vasto, 29 comuni, 550 mila abitanti. Ci siamo suddivisi delle zone da sorvegliare. La Polizia, da prassi, ha un controllo più intensivo, più massiccio sulle città più popolose, Taranto, Manduria, Grottaglie e Martina Franca. Mentre l’Arma dei Carabinieri che da secoli è “polverizzata” su tutto il territorio e ha appunto 29 presidi quasi in tutti i comuni della provincia Jonica, si è occupata delle zone e dei paesi più piccoli. Sono state suddivise delle griglie di servizi che abbracciano 24 ore.
Servizi che, devo dire, dopo un periodo di assestamento ha registrato un miglioramento da parte della cittadinanza nel seguire le regole disposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonostante ci siano eccezioni. All’inizio, soprattutto nei fine settimana, si prevedeva un clima più caotico. Invece c’è stata una certa disciplina. Per quanto riguarda l’Arma, che ha cominciato questi controlli intorno al 10 Marzo, fino ad oggi abbiamo fermato circa 24mila persone elevando, fra l’articolo 650 (sanzione penale) e poi le contestazioni dell’articolo 4 del DPCM 25/03/2020 (sanzione amministrativa), circa 2500 infrazioni, circa il 10% circa dei cittadini trovati in strada senza una valida giustificazione. Una cifra della quale, tutto sommato, siamo soddisfatti e che fa capire il comportamento della cittadinanza, sostanzialmente accorto e rispettoso.

Per la fase due è prevedibile una rimodulazione dei protocolli operativi. Ci saranno attività mirate – e dove – visto che aumenteranno le occasioni di mobilità dei cittadini?
Premetto una cosa. La fase due sarà molto più delicata dell’attuale perché veniamo da due mesi di “isolamento” e quindi il desiderio delle persone di uscire, di riprendere una vita normale sarà molto forte e questo contrasterà con quelle norme che verranno dettate e che costringeranno in tanti casi non solo al distanziamento sociale ma anche a girare probabilmente con le mascherine. Quindi, per il momento, dobbiamo aspettare le nuove direttive che ci verranno date dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. In questo fine settimana dovrebbe essere elaborato un protocollo per spiegare a tutti come entrare e come comportarsi in questa fase 2. Ritengo che ci saranno cambiamenti sullo svolgimento dei servizi e di conseguenza sui controlli. Se, come è stato annunciato, intorno al 4 Maggio, per la Puglia forse l’11 Maggio, ci sarà la possibilità di uscire, sicuramente i servizi saranno rimodulati in tal senso e i controlli saranno più mirati a evitare assembramenti e al controllo delle distanze di sicurezza, più che verificare se le persone possono o non possono circolare.

Non sembra un ritorno ad una piena normalità. L’attenzione dei cittadini sarà ancora indirizzata al rispetto delle distanze sociali?
Direi di si. La distanza sociale insieme all’uso delle mascherine. Anche se capisco che è un sacrificio per chi vive in questa terra, ma il discorso si può estendere per tutto il Sud Italia, dove le persone sono spontaneamente portate all’abbraccio, al contatto fisico a stare insieme. Bisogna capire che tutto questo non sarà così per sempre e per pochi mesi bisognerà rispettare le distanze ed evitare i contatti tra noi. Tutto questo anche per non vanificare i numeri del capoluogo Jonico, quello meno colpito nella regione Puglia e di questo siamo particolarmente contenti. Se non ci fossero stati i focolai nei nosocomi di Castellaneta e di Villa Verde qui a Taranto, i numeri sarebbero ancora più bassi. La distanza sociale sarà un sacrificio, ma è fondamentale per tenere questa situazione sotto controllo e non far scoppiare ulteriori focolai che sarebbero senz’altro molto pericolosi.

Avete riscontrato, grazie ai tanti controlli eseguiti e per la presenza fissa sul territorio, casi o circostanze di particolare disagio sociale?
Abbiamo riscontrato qualche caso di anziani impossibilitati a muoversi, ma non di particolare degrado. Questa volta, tramite i servizi sociali dei Comuni o mediante i vicini di casa, che finalmente non hanno voltato la testa dall’altra parte, le segnalazioni di queste situazioni sono arrivate in tempo e quindi siamo riusciti ad affrontare le problematiche. C’è stata una evidente e tangibile solidarietà diffusa.

In questi giorni abbiamo conosciuto tante storie di uomini delle forze dell’ordine che si sono prestati a risolvere piccoli e grandi problemi, soprattutto di persone anziane o in particolari difficoltà economiche. Al contrario, Lei può riferirmi di cittadini che hanno espresso riconoscenza nei confronti dei Carabinieri?
Dico sempre che ricevere una medaglia è importante fino a un certo punto, è più importante ricevere un grazie da una persona che aveva bisogno di aiuto. Noi siamo stati sempre a disposizione delle fasce deboli. In questo periodo, ad esempio, abbiamo stretto un protocollo d’intesa con le Poste Italiane per poter ritirare le pensioni alle persone anziane che non possono o hanno timore di recarsi nell’ufficio postale. Questo è già operativo in parecchi comuni della provincia. Il carabiniere si reca a casa del pensionato e tramite il tesserino va a ritirare la pensione dell’anziano che attende a casa. Ci sono poi stati interventi per la distribuzione dei pacchi viveri, dei buoni spesa, dei medicinali. L’Arma da sempre è vicina alle comunità e lo abbiamo fatto con particolare attenzione in questo periodo. Fa parte del nostro know-how.
Abbiamo ricevuto tanti segnali di apprezzamento da privati cittadini che non solo ci hanno ringraziato in occasione di particolari interventi, ma anche per i nostri pattugliamenti, per la semplice presenza sul territorio. Da questo punto di vista siamo molto grati alla gente. Ci sono stati davvero molto vicini e il loro grazie – forse l’ho già detto – vale più di una medaglia.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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