Ordinanza ex Ilva, attesa per decisione del Tar

 

I giudici della sezione di Lecce del Tar Puglia, depositeranno domani la decisione sul ricorso di ArcelorMittal contro l'ordinanza del sindaco
pubblicato il 22 Aprile 2020, 17:10
5 mins

Sarà depositata domani, o comunque non più tardi del weekend, la sentenza del Tar di Puglia sezione di Lecce sul ricorso presentato dai legali di ArcelorMittalcontro l’ordinanza del 27 febbraio scorso del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, che imponeva alla multinazionale e all’Ilva in As di individuare e risolvere entro 30 giorni (termine che scadeva il 28 marzo) le cause delle emissioni dello scorso febbraio, che secondo il Comune ed in parte ARPA Puglia, erano derivanti dalla produzione dello stabilimento siderurgico.

L’udienza si è svolta quest’oggi a Lecce.

(leggi il ricorso di ArcelorMittal al Tar di Lecce https://www.corriereditaranto.it/2020/03/27/arcelormittal-ricorre-contro-ordinanza-melucci4/)

L’impugnativa di 38 pagine per “la declaratoria di nullità nonchè l’annullamento, previa sospensione in via cautelare” dell’ordinanza sindacale contingibile e urgente è stata presentata dall’azienda tramite gli avvocati Francesco Gianni, Antonio Lirosi, Elisabetta Gardini e Valeria Pellegrino. Il ricorso è contro il sindaco di Taranto, il Comune di Taranto, l’Arpa Puglia, e il Dipartimento provinciale Arpa di Taranto e come controinteressati nei confronti del Ministero dell’Ambiente, della Prefettura di Taranto e dell’Ispra. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/28/emissioni-da-afo1-arpa-attende-lispra/)

Il ricorso, profondamente arrticolato, smontava pezzo dopo pezzo l’ordinanza del Sindaco e mette in forte dubbio che le emissioni dello scorso febbraio fossero da addebitare all’attività produttiva del siderurgico, e quindi ponendo un forte punto interrogativo sulle indagini di ARPA Puglia. Riportando all’interno del ricorso la posizione del ministero dell’Ambiente che di fatto chiedeva un approfondimento anche nei confronti della raffineria Eni, come avevamo riportato come corriereditaranto.it in assoluta solitudine.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/22emissioni-odorigne-arpa-non-chiarisce-dubbi-sulla-raffineria/)

Il giorno dopo il ricorso presentato da ArcelorMittal, arrivava anche quello preannunciato dei Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria. Nella nota inviata al Comune di Taranto, i Commissari scrivevano che il ricorso si spiega con il fatto che l’ordinanza dello scorso 27 febbraio è “ineseguibile da Ilva in AS, atteso che la gestione dello stabilimento per quanto attiene l’attuazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, dal 1 novembre 2018 fa capo alla società Arcerlor Mittal“.

(leggi l’articolo sul ricorso di Ilva in AS https://www.corriereditaranto.it/2020/03/28/anche-ilva-in-as-ricorre-contro-lordinanza-di-melucci/)

Inoltre, anche i Commissari evidenziavano come l’ordinanza “presenta vizi di legittimità sia in relazione alla carenza del potere esercitato (in violazione tra l’altro della competenza ministeriale in materia di AIA), sia con referimento all’intesistenza di alcun superamento dello standardi di qualità dell’aria ai sensi del D. Lgs. 155/2010″.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/26/emissioni-odirgene-arpa-indaga-sulla-fonte/)

Di contro, il Comune di Taranto attraverso i suoi legali, lo scorso 16 aprile aveva depositato la sua memoria difensiva. Memoria nella quale, oltre a chiedere di “respingere la domanda di sospensione avversaria; nel merito, rigettare integralmente il ricorso principale e i motivi aggiunti di AMI,  in quanto inammissibili e infondati“, si evidenzia come “la sospensione dell’ordinanza sindacale che arrecherebbe un enorme pregiudizio all’interesse pubblico, finendo per vanificare la stessa ratio dello strumento sindacale ex artt. 50 e 54 TUEL, che è appunto quella di fronteggiare situazioni imprevedibili e urgenti che devono essere affrontate nell’immediatezza”. 

Ricordiamo che ad inizio aprile, il presidente Pasca aveva rigettato il ricorso per motivi aggiunti, depositato in data 01/04/2020), con cui ArcelorMittal Italia aveva impugnato la Comunicazione del Sindaco di Taranto prot. n. 173/2020 del 29 marzo 2020, con cui si rammentava che il decorso del termine degli ulteriori trenta giorni fissato con la presupposta ordinanza (provvedimento contingibile ed urgente oggetto di impugnazione con il ricorso principale) e finalizzato – ove necessario – alla sospensione delle attività ricollegabili agli impianti ritenuti causa del pericolo di danno sanitario decorre dal 29 marzo 2020.

Il perché era dovuto al fatto che con il ricorso principale è stata avanzata istanza cautelare ordinaria, ai sensi dell’art. 55 c.p.a. e dell’art. 84 del D.L., la quale – in ragione della necessaria osservanza dei termini minimi previsti dal combinato disposto di cui agli artt. 55 c.p.a. e 84 D.L.n.18/2020, non potrà essere trattata nella forma del decreto ex art. 56 c.p.a. prima della data del 15 aprile 2020.

Domani conosceremo la decisone del Tar.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/05/ordinanza-melucci-il-22-aprile-udienza-al-tar/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Ordinanza ex Ilva, attesa per decisione del Tar

  1. Umberto

    Aprile 23rd, 2020

    ma non ho capito? stamattina i giudici che dovranno accettare o no il ricorso, si faranno un giretto da quelle parti per sentire da dove arriva la puzza? ironia a parte mi chiedo cosa ha fatto di tanto male Taranto per trovarsi in questa penosa situazione.siamo alla merce’ di avvocati,giudici,e cialtroni di ogni genere. forse la nostra colpa e’ che non facciamo abbastanza come collettivo. e forse forse ce la meritiamo sta miserevole e disgraziata situazione.

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