Palazzo Frisini: “Tempi certi per riqualificazione. Ritardi altrui”

 

Il consigliere del PD Azzaro ricostruisce il punto di vista della Provincia sulla vicenda dell'ex-sede del Ferraris, di cui si attende ancora la riqualificazione
pubblicato il 21 Aprile 2020, 15:30
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Continua la vicenda di Palazzo Frisini, noto ai più come la storica sede del Liceo Ferraris, da molti anni chiuso e al centro dei progetti presentati dalla Provincia di Taranto al Tavolo CIS, come sede del Tecnopolo del Mediterraneo. Tuttavia, come aveva reso noto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco, nel corso dell’ultima riunione del tavolo CIS è stata assunta la decisione di insediare il Tecnopolo non più a Palazzo Frisini, ma presso l’ex scuola Acanfora, destinando l’ex sede del Ferraris ad ospitare il centro di ricerca sulla prevenzione delle malattie del lavoro, promosso da Inail e CNR, e che da collegare alla istituenda Facoltà di Medicina e Chirurgia di Taranto (leggi qui per approfondire).

La decisione di rivedere la futura sede del Tecnopolo aveva suscitato perplessità (leggi qui quelle dei sindacati). Oggi, per bocca del consigliere Gianni Azzaro, interviene la Provincia di Taranto.

«Ok cambio sede, ma solo con tempi certi per Palazzo Frisini»

«Accetterei la decisione di cambiare la sede per il futuro “Tecnopolo del Mediterraneo” solo a condizione che mi vengano assicurati tempi certi per la ristrutturazione di Palazzo Frisini. Respingo, inoltre, con forza ogni tentativo di scaricare sugli enti locali responsabilità altrui e tengo a rimarcare che la presunta accelerazione del Cis ancora non si è vista. Anzi. Sembra che la macchina stia pericolosamente rallentando».

«Premesso che i dubbi manifestati dalle organizzazioni sindacali vanno ascoltati con attenzione e rispetto, non ho fatto le barricate proprio perché mi sforzo sempre di ragionare nell’interesse generale e non personale. E, in questo senso, non potevo certo ostacolare – assicura l’esponente del Partito democratico – un’iniziativa che comunque consentirà di raddoppiare nella nostra città il numero dei centri di ricerca. Infatti, in base alle nuove indicazioni, all’Acanfora verrà insediato il Tecnopolo in cui troveranno posto centri di ricerca e spazi per far sviluppare le start up dei giovani mentre a Palazzo Frisini – ricorda Azzaro – verranno allestiti laboratori di ricerca di medicina per permettere all’Inail lo studio sulle malattie professionali, oltre a quelli del Cnr nel settore ambientale e merceologico».

Azzaro, però, respinge ogni tentativo di scaricare sugli enti locali e, in questo caso, sulla Provincia di Taranto responsabilità che, a suo giudizio, sono addebitabili ad altri. «Pur confermando il mio senso di responsabilità istituzionale e ribadendo la mia volontà di non voler, soprattutto in questa fase così drammatica per il Paese, fare polemiche, vorrei comunque lanciare una sorta di avviso ai naviganti. È molto semplice. Nessuno  deve permettersi di affermare più o meno esplicitamente che il Tecnopolo non si realizzerà più a Palazzo Frisini per i ritardi della Provincia. Chi lo facesse, direbbe una falsità».

Azzaro aggiunge: «Ricorderei, infatti, che il tavolo del Cis Taranto si è riunito dopo otto mesi (24 giugno 2019 – 5 marzo 2020) e che, in questo periodo, c’è stato non solo il cambio di Governo, ma anche il passaggio del coordinamento del Contratto dal ministero dello Sviluppo economico alla presidenza del Consiglio dei ministri. E, nel caso specifico, senza l’approvazione formale da parte del Tavolo l’Amministrazione provinciale non avrebbe potuto certo proseguire con la progettazione esecutiva e definitiva e comunque anche se l’avesse fatto il Governo (precedente e attuale) era consapevole che erano necessari degli interventi di ristrutturazione per trasformare quell’immobile, abbandonato da vent’anni, in un centro di ricerca con laboratori moderni. In altre parole, il Governo sapeva che era impossibile rendere agibile il palazzo già per quest’anno tant’è che aveva già dato il via libera e comunque se i tecnici della Provincia – conclude Azzaro – avessero avuto il via libera dal Governo magari nello scorso autunno avrebbero già indetto il bando di gara per i lavori. E, invece, così non è stato. Per questo, le responsabilità (e i ritardi) vanno ricercati altrove».

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