Sindacati criticano scelta ‘Acanfora’ come sede Tecnopolo

 

Cgil, Cisl e Uil e le federazioni della categoria scuola, scrivono a Melucci per evidenziare la criticità sulla scelta del CIS
pubblicato il 20 Aprile 2020, 17:37
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Le segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil e le federazioni di categoria FLC Cgil, Cisl Scuola e UilScuola RUA, scrivono al sindaco Rinlado Melucci (e per conoscenza al presidente della Provincia Gugliotti e al prefetto Martino) in merito all’individuazione sede della Fondazione Tecnopolo del Mediterraneo pensata dal CIS e proposta nell’ultima riunione di venerdì scorso. Il sito prescelto sarebbe la sede dell’Acanfora, dove però i sindacati ricordano essere presenti classi della scuola Europa-Dante e del liceo Vittorino da Feltre. Che di fatto sarebbero costrette a lasciare quella sede, creando un ulteriore problema al mondo della scuola che già adesso, ed anche in vista del prossimo anno scolastico, risentiranno di una situazione che ancora oggi appare alquanto nebulosa.

“Venerdì abbiamo appreso da agenzie di atampa, la notizia della decisione assunta in occasione dell’ultima seduta del Tavolo Istituzionale Permanente di individuare quale nuova sede per l’insediamento della Fondazione Tecnopolo del Mediterraneo quella dell’I.C. Europa – Alighieri, plesso Acanfora, in luogo di Palazzo Frisini. L’istituto, nel corrente anno scolastico, ospita classi dell’I.C. Europa – Dante, del Liceo Pedagogico “Vittorino Da Feltre”, disponendo di un laboratorio specialistico, di uffici e di due palestre. Lo stesso insiste nell’area urbana con la più alta concentrazione di scuole. Alcune di queste dispongono di plessi decentrati proprio per la impossibilità di accogliere gli studenti in un’unica sede” si legge nella nota congiunta dei sindacati.

“La città di Taranto dispone di un numero di sedi scolastiche “proprie” decisamente insufficiente ed utilizza per lo più sedi adattate all’uso scolastico, alcune delle quali condotte in locazione. In occasione dei recenti accadimenti (collinette ecologiche del rione Tamburi, inagibilità della sede dell’Istituto “A. Righi” di Paolo VI), tale situazione si è manifestata in tutta la sua evidenza allorché si è tentato di porvi rimedio – commentano i sindacati -. Occorre, inoltre, valutare come le classi delle scuole di ogni ordine e grado che insistono in ambito comunale, sono notoriamente sovraffollate. Nel corso del prossimo anno scolastico, dovendo dare attuazione alle norme poste a tutela dei lavoratori e degli studenti (distanze minime di sicurezza stabilite in appositi protocollo nazionale), necessiterà disporre di un numero di ambienti scolastici maggiori rispetto a quelli sino ad ora utilizzati”.

“Sussiste un’ulteriore motivazione di carattere più propriamente tecnico. Le operazioni di mobilità del personale scolastico sono state già avviate e presuppongono un contesto “fisico”, quello delle sedi, definito, peraltro con un dimensionamento scolastico già deliberato dalla Regione. Questo aspetto, proprio a causa dell’emergenza epidemiologica, è stato cristallizzato anche dal punto di visto giuridico, per cui gli organici del personale per il prossimo anno scolastico sono stati riconfermati nella medesima dotazione di quello in corso, prescindendo dalle fluttuazioni demografiche ed anagrafiche – argomentano le organizzazioni sindacali -.Per tali motivazioni, distrarre una sede propria per finalità diverse da quelle scolastiche significherebbe ridurre la capacità ricettiva complessiva. Una scelta che si pone in assoluta controtendenza rispetto alle valutazioni politiche che si stanno compiendo in questo periodo, che tendono a privilegiare proprio l’ambito dell’istruzione con investimenti mirati su infrastrutture materiali e immateriali”.

“Considerando che, pur avendone fatto reiteratamente richiesta, le scriventi continuano a non essere invitate a partecipare alle sedute del TIP, chiediamo un incontro specifico, allargato alla partecipazione delle Categorie della Scuola, per effettuare una valutazione congiunta sulla questione trattata” concludono le segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil e le federazioni di categoria FLC Cgil, Cisl Scuola e UilScuola RUA.

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