Un progetto ‘Verde’ ma poco ‘Amico’

 

La Corbelli stoppata dal ministero. La Regione resta a guardare. Il Comune critica ma ha destinato risorse ingenti ad appalti simili
pubblicato il 19 Aprile 2020, 16:06
18 mins

Il progetto ‘Verde Amico‘, finalizzato all’attuazione di interventi e misure volte alla bonifica leggera, riqualificazione ed ambientalizzazione del Mar Piccolo, delle aree ad esso contermini, nonché dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale anche mediante la formazione e il reimpiego di lavoratori provenienti dalla fallita società in house della Provincia di Taranto IsolaVerde (o anche regionali e/o dipendenti di società in house), poteva e può ancora essere salvato.

O, ancora meglio, deve essere salvato. Non soltanto per la sua componente ambientale, ma anche e soprattutto per quella sociale e lavorativa. Per questo in settimana il Commissario incontrerà i sindacati, per fare il punto della situazione e studiare eventuali nuove strade da perseguire.

Come si ricorderà, il mese scorso partì dall’amministrazione comunale di Taranto l’ennesima polemica (sulla scia di quelle iniziate quasi tre anni fa dalla Regione Puglia, in particolar modo da parte dell’ing. Barbara Valenzano) nei confronti del Commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli rea, secondo la tesi del sindaco Melucci, di aver promesso nel mese di dicembre (quando il progetto fu rinnovato) lo stanziamento di risorse che poi non sono state sbloccate, che ha comportato come conseguenza lo stop alle attività per i 145 lavoratori impiegati nel progetto.

Come abbiamo già avuto modo di scrivere a suo tempo, le cose non stanno esattamente così. Affatto. Il progetto si è fermato perché il ministero dell’Ambiente, o meglio la Direzione Bonifiche del ministero, ha posto un veto sull’utilizzo delle economie delle risorse destinate alle bonifiche e in dotazione del Commissario, per quanto attiene il loro utilizzo per progetti diversi rispetto al fine per il quale furono stanziate anni addietro.

Inoltre, nell’accordo di dicembre, Comune e Regione Puglia si erano impegnati nella ricerca di ulteriori fondi onde evitare la fermata del progetto. Cosa che a quanto pare non è poi avvenuta.

Anzi. Noi siamo entrati in possesso di un documento che attesta come il Comune di Taranto lo scorso luglio abbia appaltato per milioni di euro, lavori identici ed in alcuni casi molto simili a quelli previsti nel progetto ‘Verde Amico’: ovvero aree verdi, parco Cimino e manutenzione di strutture comunali.

Perché l’amministrazione comunale non ha destinato quelle risorse al progetto in questione? Ed ammesso che abbia voluto dare lavoro ad altre aziende, perché avendo risparmiato quasi 2 milioni di euro da questi appalti, non ha destinato queste risorse a ‘Verde Amico’? Ed infine: perché di fronte alla proposta del commissario Corbelli di impiegare i lavoratori presso il comune di Statte, possibilità accolta favorevolmente dal primo cittadino del comune ionico, il sindaco Melucci anche in questo caso si è opposto a tale possibilità?

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/20/2stop-progetto-verde-amico-di-chi-le-colpe/)

I 4 milioni di euro impegnati per ‘Verde Amico’

Per completezza d’informazione, è bene sapere che il Commissario Straordinario, con proprio Decreto n. 218 del 02.07.2018, impegnò risorse pari a € 4.000.000,00 (ai sensi della Legge 20/2015) e con Delibera di Giunta Comunale n. 171 del 12.07.2018 fu approvato il progetto tecnico-gestionale denominato “Verde Amico”. Il 19.07.2018, Infrataras S.p.a. procedette all’Avviso Pubblico per la selezione di un organismo formativo accreditato ex art. 25 L.R. Puglia n.15/2002.

Specifichiamo che il progetto è attuato mediante risorse economiche all’uopo destinate anche dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia (per quanto attiene la formazione del personale).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/26/verde-amico-liquidati-i-tfr/)

La fase 1 del progetto

Sempre come riportammo il mese scorso, il progetto consta di due fasi. La fase 1 del progetto (della durata di 15 mesi) ha visto il suo effettivo avvio il 06.09.2018 quando il Comune di Taranto – Direzione Ambiente ed Infrataras S.p.a. sottoscrissero una convenzione per l’attuazione del progetto “Verde Amico” e, successivamente alle visite mediche di idoneità per gli ex dipendenti selezionati, il 13.09.2018 si procedette con l’assunzione del personale selezionato, con start up delle attività previste dal progetto (si è inizialmente proceduto all’assunzione delle prime 109 unità, per le restanti 36 sono state condotte le verifiche di idoneità morale ovvero casellario giudiziale e carichi pendenti e sono stati assunti in data 3 novembre 2018). Inoltre, al fine di consentire l’avvio delle attività, Infrataras S.p.a., mediante l’utilizzo della Piattaforma Me.Pa., il 25.09.2018 acquistò le attrezzature tecniche/macchinari e dei Dispositivi di Protezione Individuali (Dip).

Il Commissario Straordinario con proprio Decreto n.298 del 15.10.2018 liquidò € 1.100.000,00 al Comune di Taranto a titolo di anticipazione.

Il 22.10.2018 a seguito delle valutazioni svolte dalla Commissione di merito Comune di Taranto-Infrataras S.p.a. fu individuato l’organismo formativo Formedil Cpt Taranto, ed in seguito, in accordo con quanto previsto dal Programma Operativo, furono svolte le ore di formazione obbligatoria per l’inizio delle attività ai sensi del D.lgs.81/2008 (corso di 16 ore terminato il 24.10.2018) e per l’esecuzione delle attività è stato predisposto, da parte di Infrataras SpA, sia un cronoprogramma con la suddivisione temporale delle varie squadre di lavoratori e delle aree in cui operare e sia un’apposita scheda, da compilare per ciascuna area di intervento, con tutti i dettagli delle attività svolte e della descrizione dello stato ante e post intervento e del personale impiegato.

Le attività di campo furono avviate il 06.11.2018 e gli interventi di bonifica leggera hanno interessato l’area del Parco Cimino e lungo le sponde del Mar Piccolo II Seno, Punta Pizzone, foce del Galeso, Parco Cimino, sponde settentrionali del II Seno del Mar Piccolo, Piazzetta De Curtis, Piazza Giorgis, Piazzetta Via Lago San Giuliano, cantieri Stanisci.

Inoltre, in considerazione dell’azione in corso, il Commissario Straordinario, con nota prot. C.S. 3477 del 17.12.2018, metteva a conoscenza tutti gli Enti preposti, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in merito alla predisposizione e all’esecuzione della attività eseguite e da eseguire. Informazioni che sono state divulgate anche durante gli incontri del CIS di Taranto dell’aprile e giugno 2019.

Infine, il 10.06.2019, al termine della prima fase delle attività di campo, venne avviata la seconda fase delle attività formative, conclusa nel mese di settembre 2019 ed al termine della stessa, il 19.09.2019 ripresero le attività di campo, a loro volta terminate nel mese di dicembre 2019.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/21/verde-amico-i-sindacati-riprendere-subito-il-progetto/)

La fase 2 del progetto

La fase 2 del progetto (della durata di 9 mesi suddivisi in 3 trimestri), una volta concluse le attività di campo della Fase 1, ha visto il Comune di Taranto e la Regione Puglia chiedere al Commissario Straordinario la possibilità di proseguire nelle attività, in considerazione degli altri siti da assoggettare ad interventi.

In seguito a valutazioni tecnico/economiche a cura del Commissario e relativa comunicazione da parte dello stesso al Ministero dell’Ambiente (prot. C.S. n. 2780 del 10.12.2019), il progetto è stato prorogato per una fase 2, tramite un nuovo Accordo di Collaborazione, ai sensi dell’Art. 15 della L. 241/90, siglato appunto il 07.12.2019 tra il Commissario Straordinario, la Regione Puglia ed il Comune di Taranto.

Nel contempo, in considerazione del prosieguo di tale intervento, il Commissario Straordinario, con nota prot. C.S. 2826 del 12.12.2019, ha comunicato alla Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del ministero dell’Ambiente, l’utilizzo di 1.000.000 € da implementare con le risorse economiche derivanti dalle economie della prima fase (circa 500.000 €), ovvero risparmiate.

Come stabilito nell’ambito dell’accordo di collaborazione le attività del primo trimestre della fase 2 sono state finanziate dal Commissario Straordinario mentre, per i restanti trimestri, la Regione si era impegnata a concorrere con le parti “al reperimento delle ulteriori risorse finanziarie necessarie alla esecuzione di quanto previsto per le successive FASI 2.2 e 2.3“. L’accordo medesimo stabilisce altresì che “in difetto di reperimento delle risorse finanziarie di cui al precedente capoverso, le FASI 2.2 e 2.3 non potranno essere realizzate“.

Ad oggi, le attività della Fase 2.1 hanno visto la realizzazione di attività di bonifica leggera con rimozione di rifiuti, nelle seguenti areesponde Mar Piccolo (area antistante Ponte Punta Penna e parco Cimmino); litorale zona Lama-San Vito; Parco Archeologico delle Mura Greche; area limitrofa plesso scolastico scuola “Gabelli”, area di ingresso al Quartiere “Paolo VI”.

Come previsto dall’Accordo di Collaborazione sottoscritto nel dicembre 2019, nel mese di marzo, il Comune di Taranto ha comunicato al Commissario Straordinario, per il successivo utilizzo, la quantificazione delle economie derivanti dalla Fase 1 del progetto e pari a € 1.134.247,16 (nota prot. 36674 del 06.03.2020).

Ma il 26/02/2020 (prot 419CS) è pervenuta al Commissario Straordinario, una nota da parte della Direzione RiA del Ministero dell’Ambiente (prot. 13309 del 25/02/2020), con la quale la Direzione, ha rappresentato che le risorse economiche che si intendeva destinare al finanziamento del progetto “Verde Amico” non risultavano in linea con le finalità originarie per cui erano state stanziate.

A quel punto il Commissario Straordinario, in data 03.03.2020 ha inviato una nuova nota alla Direzione RiA, fornendo chiarimenti in merito alla coerenza tra i fondi assegnati con le finalità del progetto Verde Amico, fornendone successiva comunicazione anche al Comune di Taranto; ma la Direzione RiA del MATTM in data 24.03.2020 ha ribadito quanto già rappresentato con la precedente nota n. prot. 13309 del 25/02/2020.

Tutto questo sia l’amministrazione comunale che la Regione Puglia lo sanno perfettamente. Stranamente però, quando si lanciano in invettive contro l’operato del commissario (come si evince da quanto scritto fin qui non è assolutamente vero che gli interventi di bonifica, in questo come in altri settori siano fermi o in ritardo, tutt’altro) stranamente dimenticano di dirlo ai cittadini.

I lavori appaltati dal Comune a luglio

Lo scorso luglio sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, viene pubblicato l’avviso di aggiudicazione d’appalto, da parte del comune di Taranto, per l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria delle aree verdi del Comune di Taranto a ridotto impatto ambientale.

L’appalto è suddiviso nei seguenti lotti:

lotto A: sono ricompresi a titolo indicativo e non esaustivo gli edifici scolastici, quali istituti comprensivi, scuole elementari e medie di primo grado, gli asili, oltre che immobili di competenza comunale, le sedi di uffici comunali; comprende altresì i giardini comunali, alcuni dei parchi cittadini e strutture per cui l’intervento si configura di competenza del C.E.

lotto B: sono ricompresi a titolo indicativo e non esaustivo le specie arboree, arbustive, le aree a verde, le isole spartitraffico, le aree estensive complesse, oltre che il verde spontaneo e infestante presente lungo i cigli, nelle cunette, scarpate, compreso nel confine stradale, verde di pertinenza di parcheggi e verde di pertinenza di edifici pubblici.

Il lotto A è stato affidato all’ATI Consorzio Stabile Terra soc. cons. a r.l. capogruppo (con sede a Ravenna), ed alla BITELLA S.r.l., mandante (con sede a Ginosa), per un valore totale del contratto d’appalto/del lotto: 4.553.704.95 euro (rispetto al valore totale inizialmente stimato del contratto d’appalto/lotto di 5.203.575.27 euro).

Il lotto B è stato invece affidato alla  Verdidea S.r.l., con sede a Taranto, per un valore totale del contratto d’appalto/del lotto pari a 5.237.215.25 euro (per un valore totale inizialmente stimato del contratto d’appalto/lotto pari a 6.735.078.72 euro).

Per quanto riguarda invece l’appalto inerente il servizio di custodia, pulizia e manutenzione del Parco Pineta Cimino, il cui valore sfiora i 700mila euro e la cui durata è prevista in 36 mesi, i servizi relativi alla custodia e pulizia del Parco Cimino, i lavori riguardavano in particolare: apertura e chiusura del Parco; informazione al pubblico; assistenza al pubblico; pulizia ordinaria di tutti i locali in uso, le pertinenze e i servizi igienici; custodia. controllo e sorveglianzamanutenzione ordinaria del Parco Cimino. Ed inoltre la manutenzione ordinaria dei percorsi pedonali; la manutenzione delle staccionate in legn. delle recinzioni. dei cancelli e degli arredi e la manutenzione del laghetto artificiale, dell’impianto antincendio e dell’area giochi.

Sull’Albo Pretorio del Comune siamo riusciti ad inviduare l’assegnazione di tale appalto. E’ avvenuta lo scorso 25 luglio, a favore dell’azienda Servizi Integrati srl, che tra l’altro nell’offerta economica ha presentato un ribasso del 100%, ma la stessa non è stata giudicata anomala dalla commissione giudicatrice né al RUP.

(leggi il link https://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:335690-2019:TEXT:IT:HTML&tabId=1#id5-VI.)

Le nostro conclusioni

Perché tutti questi lavori non sono stati assegnati al progetto ‘Verde Amico’? Forse qualcuno al Comune sperava di poter usufruire a vita delle risorse economiche del Commissario Straordinario? O di ottenerne altre da Roma tramite il CIS? Perché quando si raccontano ai cittadini eventi di questo tipo, puntualmente si omettono porzioni di racconto importanti? Perché non si ammettono le proprie responsabilità? Perché questo continuo dare addosso, criticare, infangare il lavoro di un tecnico come la Corbelli di tutto il suo staff impegnati dal 2014 in un’operazione mastodontica che se fosse stata affidata ai nostri ‘prodi locali’ chissà come e chissà quando sarebbe stata realizzata?

E’ chiaro che dietro tutto questo, e molto altro ancora, c’è un disegno politico ben chiaro che denunciamo in solitaria da mesi. Accaparrarsi la gestione delle bonifiche, dei suoi appalti soprattutto, eliminare politicamente tecnici che non rispondono ai dettami e alle logiche di partiti e interessi personali, buttare nel calderone del CIS quanti più progetti possibili e risorse destinate al territorio, magari anche senza alcuna logica e visione d’insieme. Perché quando il siderurgico crollerà (perché presto o tardi accadrà davvero), in un modo o nell’altro bisognerà andare avanti. Ed allora sì che ne vedremo delle belle.

Forse, un’amministrazione comunale che un giorno sì e l’altro pure chiede la chiusura delle fonte inquinanti (quindi anche dell’Eni?), la cacciata di ArcelorMittal, la sottoscrizione di un Accordo di Programma per la riconversione economica, l’accelerazione delle bonifiche e degli interventi del CIS, prima di lanciarsi in tale iniziative dal dubbio risultato finale (tralasciando la tragicomica vicenda dell’ordinanza di chiusura del siderurgico), dovrebbe guardarsi in casa e dare risposte sul suo operato prima di criticare quello degli altri.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Verde Amico https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Un progetto ‘Verde’ ma poco ‘Amico’

  1. Fra

    Aprile 20th, 2020

    Infatti la città tutta intorno acquisisce l’aspetto tetro e insignificante di tutto ciò che critica ,ma unicamente per apparire alla vista del cittadino come interessata . C’è troppo schifo purtroppo non so cosa servirà per smaltire tutto questo scempio.

    Rispondi

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