Emergenza Covid-19, fra percentuali e variabili

 

C'è un confronto interessante tra Lombardia e Veneto che fa riflettere. In Puglia, Taranto resta la provincia con i numeri più bassi
pubblicato il 14 Aprile 2020, 15:21
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L’emergenza Covid-19 è ormai nella sua fase cruciale. Nel senso che l’andamento dei contagi sembra aver rallentato la sua corsa, ma c’è da fare molta attenzione a non… cadere in tentazione: gli esperti continuano a diffondere messaggi di cautela per evitare un ritorno al passato. Certo, preme l’economia che va fatta ripartire per evitare disastri ancor più incontrollabili. Ma gli step per tornare a un minimo di normalità vanno rispettati, a prescindere da quel che si possa pensare.
Scrutando nelle cifre aggiornate a ieri, giorno di Pasquetta, abbiamo voluto calcolare le percentuali d’incidenza del virus per ogni singola regione e, restando dalle nostre parti, per ogni singola provincia pugliese. Certo, c’è una variabile che va considerata a monte: il numero dei tamponi effettuati, numero che varia di regione in regione e che, logicamente, incide sul computo totale.
In ogni caso, quel che viene fuori è interessante, perchè conferma il quadro generale del nostro Paese. In pratica, la regione più colpita, com’è noto, è la Lombardia che però è anche la regione con il maggior numero di popolazione. In teoria, i numeri alti della Lombardia sarebbero comprensibili proprio perchè più popolosa. C’è però da fare un paragone, abbastanza attendibile, con il Veneto il quale, pur essendo quasi la metà (Lombardia poco più di 10 milioni, Veneto poco meno di 5 milioni), ha registrato quasi lo stesso numero di tamponi: 203mila il Veneto, 211mila la Lombardia, ma con dati nettamente inferiori (casi totali 14mila Veneto, 60mila Lombardia, addirittura 882 deceduti Veneto contro i 10.901 della Lombardia). Insomma, sembrerebbe che il Veneto sia… quasi immune rispetto alla Lombardia.
E’ il confronto più evidente, non c’è dubbio e forse – ribadiamo: forse – l’unico possibile. Certo, ripetiamo, la Lombardia resta la regione che preoccupa di più e su quel che è accaduto prima o poi sarà fatta luce, se è vero che da più parti si è detto che in quella parte d’Italia probabilmente il virus circolava abbastanza tempo prima che scattasse l’emergenza, con un ritardo accumulato di non poco conto.

Ah, poi ci sarebbe da confrontare i dati fra Nord, Centro e Sud+Isole. Basterebbe fare un po’ di conticini per comprendere come al Nord il numero dei casi totali in proporzione sia molto più elevato di quelli del Centro e soprattutto del Sud comprese Isole. Non vi tediamo, ma sappiate che pur con una popolazione inferiore di 8 milioni rispetto al Nord, i numeri del contagio al Sud+Isole è notevolmente e proporzionalmente più basso: oltre 126mila (Nord) contro i poco meno di 12mila (Sud+Isole). Forse qui da noi abbiamo fatto esperienza e tesoro di quanto accaduto e accade al Nord.

E in Puglia? L’incidenza è dello 0,08% rispetto alla popolazione complessiva, con oltre 30mila tamponi registrati. Taranto è la città che non solo registra il minor numeri di casi (225) ma anche la minor incidenza rispetto alla popolazione: lo 0,04%.
Insomma, non resta che sperare in una discesa complessiva affinchè il Paese possa davvero tornare alla normalità, seppur circolano tabelle – piuttosto verosimili – che guardano ai primi mesi del 2021 come quelli in cui tutto tornerà come prima, naturalmente con varie fasi da affrontare. Non ci resta che attendere, ricordando però che, fintanto che non spunterà fuori il vaccino, l’unica forma di difesa efficace resta il distanziamento sociale. Che è poi la regola che accompagnerà per lungo tempo le nostre vite.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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