Rifiuti, Regione aumenta capacità stoccaggio frazioni secche

 

Misure per fronteggiare le criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza SARS-CoV-2
pubblicato il 13 Aprile 2020, 19:39
9 mins

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato un’ordinanza che accoglie le istanze del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), di Confindustria-Cisa Ambiente Puglia e di Unirima (Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri), il cui obiettivo è mettere “in sicurezza la raccolta differenziata delle frazioni secche prodotta dai Comuni pugliesi, principalmente di carta e plastica, che in questa fase di emergenza internazionale, a causa della chiusura delle attività produttive imposta dalle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, si sarebbe bloccata a seguito del fermo del mercato dei riciclo, sia in Italia che all’estero”.

L’ordinanza, in linea con le direttive del Ministero dell’Ambiente, consentirà a tutti gli “impianti di trattamento dei rifiuti da raccolta differenziata al servizio dei Comuni pugliesi di aumentare le capacità di stoccaggio, sia sotto il profilo quantitativo che temporale“.

Le disposizioni dell’Ordinanza hanno durata coincidente con la durata dello stato di emergenza dichiarato con Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, e dunque sino al 31 luglio 2020 oltre ulteriori trenta giorni necessari per il ripristino del servizio pubblico di gestione ordinaria dei rifiuti e, quindi, fino al 30/08/2020. È fatta salva la facoltà di reiterazione prevista dall’art. 191 del D. Lgs. 152/2006.

Gli impianti di trattamento e/o smaltimento rifiuti in esercizio sul territorio regionale destineranno la propria capacità di trattamento e/o smaltimento prioritariamente ai rifiuti prodotti sul territorio regionale, con particolare riguardo a quelli provenienti dalla raccolta e dal trattamento dei rifiuti urbani o ad essi assimilati.

Capacità di stoccaggio degli impianti

Ai titolari degli impianti presenti sul territorio regionale già autorizzati (rilasciate ai sensi dell’art. 208 del D.lgs. 152/06 e ai sensi del Titolo III-bis della Parte II del medesimo decreto, alle operazioni di gestione dei rifiuti D15 (Deposito preliminare) e R13 – Messa in riserva), nonché ai titolari degli impianti che effettuano operazioni di recupero (assentite ai sensi degli artt. 214 e 216 del D.lgs. 152/06 (ferme restando le “quantità massime” fissate dal DM 5 febbraio 1998 (allegato IV) e dal DM n. 161 del 12 giugno 2002) è consentito di aumentare la capacità istantanea di stoccaggio entro un limite massimo comunque inferiore al 30% rispetto ai quantitativi autorizzati, estensibile in casi eccezionali fino ad un massimo del 50% previa dimostrazione dell’effettiva necessità, e comunque nei limiti, per gli impianti soggetti ad AIA, in cui ciò rappresenti una modifica non sostanziale (ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 152/2006 per le attività di cui al citato Titolo III-bis).

L’aumento di capacità di stoccaggio potrà, in casi eccezionali, riguardare anche i quantitativi autorizzati su base annuale, a condizione che, a riguardo, il gestore interessato “fornisca adeguata, approfondita motivazione in sede di trasmissione della richiesta, ovvero successivamente, se se ne dovesse presentare la necessità”. 

Gli stoccaggi in deroga possono essere realizzati nelle medesime aree già autorizzate, fatta salva la sicurezza e la stabilità, oppure in aree interne al perimetro dell’impianto, aventi le medesime caratteristiche in termini di presidi ambientali (pavimentazione, raccolta percolati o acque di pioggia, captazione emissioni diffuse, etc…) delle aree già autorizzate; “fatta salva la necessità di tenere i rifiuti separati dai prodotti da recupero ed individuati in loco con adeguata cartellonistica, le aree individuate per i prodotti possono essere usate per gli stoccaggi dei rifiuti, nel rispetto delle caratteristiche tecniche, e viceversa”. 

Deposito temporaneo dei rifiuti

Fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, è consentito ai gestori il deposito temporaneo di rifiuti fino ad un quantitativo massimo doppio d(i quello individuato dall’articolo 183, comma 1, lettera bb), punto 2), per il deposito temporaneo di rifiuti (60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi, invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi), mentre il limite temporale massimo non potrà avere durata superiore a 6 mesi (in luogo ai 3 previsti dalla norma). I gestori che intendono avvalersi di tale disposizione ne daranno comunicazione, corredata di dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del DPR 445/2000 e smi sulla veridicità di tutte le informazioni fornite all’Autorità competente al rilascio del titolo autorizzativo, alla Regione Puglia – Sezione Vigilanza Ambientale, all’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER Puglia), all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente (ARPA – Direzione scientifica e DAP competente) e ai Vigili del fuoco. 

Gestione scarti non riciclabili delle frazioni secche da raccolta differenziata dei rifiuti urbani

Al fine di garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti prodotti nel territorio regionale viene inoltre consentito, in aggiunta al conferimento diretto in discarica per rifiuti speciali, in via eccezionale, il conferimento degli scarti non riciclabili derivanti dalla selezione dei rifiuti urbani da raccolta differenziata (quali carta, plastica e ingombranti) provenienti dalle raccolte dei Comuni pugliesi e aventi EER 191212, in via prioritaria, e ferma restante la capacità di trattamento annua autorizzata, presso gli impianti pubblici di produzione di CSS (Impianto Progetto Ambiente Provincia Di Lecce Srl sito in Cavallino – autorizzato con Determinazione Dirigenziale n.16 del 28 Luglio 2015 della Regione Puglia- e Impianto Progetto Ambiente Provincia Di Foggia Srl sito in Manfredonia – autorizzato con Determinazione Dirigenziale n. 202 del 05 Dicembre 2016 della Regione Puglia) con successiva valorizzazione energetica.

La deroga consiste nel fatto che gli impianti pubblici di produzione di CSS, che sono già autorizzati a trattare rifiuti aventi EER 191212 di provenienza dai TMB operanti sul territorio regionale, possano accettare anche rifiuti aventi lo stesso codice EER 191212, ma siano costituiti da scarti provenienti dagli impianti che effettuano operazioni di trattamento delle frazioni secche da raccolta differenziata dei rifiuti urbani operata sul territorio regionale nel rispetto delle prescrizioni dell’AIA (fra l’altro bassa umidità, bassa attività biologica e PCI elevato oltre i 13000 KJ/kg). È espressamente escluso il conferimento del CER 191212 proveniente dagli impianti di compostaggio. 

Gli impianti di produzione di CSS oggetto di deroga dovranno operare “nel rispetto delle prescrizioni indicate nelle specifiche autorizzazioni, nel rispetto dei criteri di accettabilità già vigenti e garantendo la qualità del CSS prodotto con analisi di ogni lotto, secondo la norma UNI 15239”. 

Ove tale modalità di gestione non sia possibile tecnicamente, a causa delle caratteristiche del rifiuto (umidità >25%, PCI <13.000 KJ/kg e IRD reale >800 mgO2/kgSV*h), sarà consentito, in via eccezionale, il conferimento degli scarti non riciclabili prodotti dagli impianti di recupero di carta, plastica e ingombranti raccolti in modo differenziato e provenienti dalle raccolte dei Comuni pugliesi e aventi codice EER 191212, presso gli impianti di trattamento meccanico biologico, in esercizio nel territorio regionale, sempre nell’ambito della capacità di trattamento annua autorizzata. In questo caso la deroga consiste nell’introduzione del codice EER 191212 in ingresso a questa tipologia di impianti. 

La disciplina di tali flussi è in capo ad AGER, cui dovrà pervenire richiesta da parte dei produttori dei rifiuti, e che dovrà procedere alla verifica della provenienza dei rifiuti stessi, qualificabili in scarti non riciclabili derivanti dalla selezione dei rifiuti urbani da raccolta differenziata (quali carta, plastica e ingombranti) provenienti dalle raccolte dei Comuni pugliesi e aventi codice EER 191212. In particolare sarà monitorato con cadenza mensile e comunicato ad ARPA Puglia il flusso che dovesse essere indirizzato agli impianti TMB, al fine confermare che costituisca una porzione residuale rispetto a quanto trattato negli impianti di produzione di CSS. 

Sono esclusi dalla filiera gli scarti di rifiuti pericolosi e quelli riconducibili ad altre frazioni merceologiche, tra cui i RAEE. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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