Angela e Eracleodonte…da Zaia

 

Il sogno di Angela è il futuro dei suoi alunni. In un mondo capovolto in cui per dimostrare di volerci bene dobbiamo essere lontani, le sue lezioni migliori sono quelle fatte fuori dall'aula
pubblicato il 12 Aprile 2020, 08:00
7 mins

La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai” scriveva Henry David Thoreau, scrittore, poeta e filosofo americano, nato in una modestissima famiglia che si sosteneva fabbricando matite.

Eppure il “modesto” Thoreau si laureò all’Università di Harvard, divenne insegnante e una delle voci più significative di tutto il pensiero americano. Convinto sostenitore dei diritti individuali, che fossero animali o schiavi, fu un grande precursore di temi ambientali e civili, sosteneva fermamente che “se una persona si muove con fiducia in direzione dei suoi sogni e si sforza di vivere quella vita che ha sempre immaginato – quella persona – giungerà alla piena realizzazione di sé”.

Solidarietà e sogni. E’ quello che regala Angela Parlato, una maestra di scuola elementare che da anni lavora in una scuola dei Quartieri Spagnoli di Napoli e proprio in quel quartiere ha scelto di viverci.

Angela Parlato

Angela lavora in un territorio difficile, dove sui bambini ricadono povertà sociale, economica e le scelte sbagliate dei grandi. In condizioni di “normalità” i bambini si tengono a fatica in classe tra i banchi di scuola. E quello che accade oggi, ai tempi del Covid-19, lo sappiamo tutti.

E’ difficile.

Soprattutto per quei bambini che vivono nei “bassi”, a volte con altre dieci persone in pochi metri quadri. Ma Angela ha deciso che quei bambini non devono restare soli e ogni giorno, da quando è esplosa l’emergenza, insieme ad gruppo di volontari del centro sociale Lo Sgarrupato, scende in strada, raccoglie, smista e consegna la spesa a chi è più in difficoltà. E nelle buste aggiunge anche libri, pennarelli e quaderni. I primi oggetti spariti dai supermercati perché considerati “non necessari”.

Inoltre, lei ha un problema in più. Non può stare a casa a gestire la didattica online perché non tutti i suoi alunni hanno il computer o la connessione a Internet e quindi tre settimane fa è entrata a scuola e ha preso i libri degli alunni rimasti in aula e con quaderni e penne ha girato portone per portone, basso per basso, balcone per balcone, facendo in modo che gli studenti non allentassero il loro impegno e tornassero a fare i compiti.

Il sogno di Angela è il futuro dei suoi alunni. Una scommessa che non vuole perdere e che forse ha già vinto alla prima citofonata, al primo libro consegnato. In un mondo capovolto nel quale per dimostrare di volerci bene dobbiamo restare lontani, le sue lezioni migliori sono quelle fatte fuori dall’aula. E la sua rinuncia alla resa serve a non farne cadere altri venti. E se un giorno, anche solo uno di loro, diventerà un “genitore che non sbaglia”, Angela avrà vinto due volte.

Luca Zaia

Post scriptum: Qualche giorno fa il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, colto da una irrefrenabile necessità di citare qualcosa a sproposito, nel mezzo di una conferenza stampa (il cui oggetto non era la Storia antica) ha tirato fuori un foglietto, anticipando al pubblico in visibilio l’autore di queste parole – tale Eracleodonte da Gela – vissuto più di 2 mila anni fa e ha cominciato declamando stentoreo: «E’ iniziata l’aria tiepida/ e dovremo restare nelle case/ per le Antesterie/ le feste dei fiori/in onore a Dioniso/ Non usciremo/ non festeggeremo/bensì mangeremo e dormiremo/e berremo il dolce vino/perché dobbiamo combattere».

E non si è fermato qua. Per non stoppare bruscamente i brividi d’entusiasmo che ormai avevano travolto la sala, ha proseguito: «Le nostre città lontane/ornamento della terra asiatica/hanno portato qui a Gela/gente del nostro popolo/un tempo orgoglioso/ Queste genti ci hanno donato/un male nell’aria/che respiriamo se siamo loro vicini/il male ci tocca e resta con noi/e da noi passa ai nostri parenti».

Parole toccanti, che sarebbero state perfette in un momento come questo, soprattutto se pensate da un uomo vissuto nel 340 a.C. e in un periodo che sembra uguale al nostro. Peccato però – per Zaia – che sono state scritte da un informatico di Palermo la settimana scorsa, Marcello Troisi, che voleva fare un esperimento massmediatico, ossia, valutare la potenza dei social network usando la poesia, per fare leva sulla speranza psicologica di migliaia di persone angosciate. Non voleva usare la paura degli altri, si badi, ma verificare la portata e la velocità di un messaggio così impostato, attraverso i social. La rete ha fatto tutto il resto e una copia di quel testo è finito delle tasche dell’impavido Zaia.

Sarebbe interessante sapere chi è stato il prof. di Lettere del novello cantore di Eracleodonte, era nordico o terrone? E forse, dato che non molto tempo fa proprio il leader del Carroccio, Matteo Salvini chiedeva all’altro Matteo, Renzi, di “bloccare l’esodo degli insegnanti meridionali precari al Nord”, mantra ripetuto anche recentemente da altri peones in camicia verde col chiodo fisso dei prof. che vengono dal Sud, non sarebbe il caso di rivedere questa posizione? E magari scusarsi.

La solidarietà è un investimento che non fallisce mai. Come la lettura, lo studio. Maestra Angela, se la sente di consegnare qualche libro e due matite anche in Veneto?

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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