Taranto, profughi e rifugiati fabbricano visiere protettive per i sanitari

 

Donate al Moscati anche 80 maschere da snorkeling convertite in respiratori e DPI.
pubblicato il 07 Aprile 2020, 17:29
6 mins

«Un’altra bella testimonianza di solidarietà ci arriva dal nostro Sprar Siproimi», a raccontarlo è l’Assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli.

«In questi giorni di grande sofferenza nazionale, siamo tutti chiamati a stare a casa o ad impegnarci per arginare le tragiche risultanze causate dalla diffusione del virus COVID19. La Cooperativa Sociale Giovanni Paolo II di Taranto unitamente e grazie alla volontà delle famiglie beneficiarie inserite nel progetto HOME SPRAR SIPROIMI TARANTO, sotto la gestione dei Servizi Sociali, hanno realizzato manualmente 120 visiere protettive D.P.I. destinate al personale medico ed infermieristico dell’Ospedale S.G. MOSCATI di Taranto».

«Le famiglie di profughi e rifugiati, presenti sul nostro territorio all’interno del progetto SPRAR, hanno inteso così ringraziare medici ed infermieri per lo sforzo profuso a favore dell’intera comunità. Le 120 visiere sono state consegnate nei giorni scorsi al Prof. Giancarlo D’Alagni  primario del Reparto di Pneumologia dell’Osp. Moscati di Taranto  direttamente da Marcello Caracciolo, Direttore di Progetto dello Sprar. L’Amminstrazione Melucci ringrazia la Cooperativa Giovanni Paolo II e gli ospiti dello Sprar per questo bell’esempio di collaborazione», conclude l’Assessore Ficocelli.

Maschere da snorkeling diventano respiratori e DPI

Intanto, questa mattina, all’ingresso del Moscati di Taranto, sono stati donati dei dispositivi realizzati da una rete composta da befrest, IAS Energy, Fablab Europa solidale – Comune di Taranto, coadiuvati dal Politecnico di Bari.

Si tratta di dispositivi che consentono l’uso della maschera facciale quale dispositivo per la ventilazione meccanica, testato e brevettato da un’azienda di Brescia. Il progetto prevede l’adattamento di una maschera da snorkeling in commercio, ideata, prodotta e distribuita da una grande azienda di produzione e distribuzione di articoli sportivi, e l’innesto sulla stessa di un nuovo componente per il raccordo al respiratore (denominato “valvola Charlotte”), che può essere stampato per mezzo di stampanti 3D. La valvola è realizzata in materiale biodegradabile acido polilattico (PLA). L’azienda bresciana ha poi condiviso liberamente il file per la stampa della valvola di raccordo, in favore di tutti gli stampatori 3D (makers) che vogliano produrlo.

A Taranto è stata costituita una fabbrica diffusa, con tante stampanti 3D messe a disposizione da diversi soggetti del territorio, una rete cui partecipano società di ingegneria che stanno progettando i filtri e makers che realizzano i prototipi.

La squadra costituitasi a Taranto è voluta andare oltre e ha progettato un dispositivo che permette l’innesto di un filtro P3 per permettere alla maschera di diventare un dispositivo di protezione individuale. Inoltre, è in corso la progettazione di diversi tipi di innesto che possono permettere al dispositivo di contenere diversi tipi di filtri.

Sono state quindi acquistate 80 maschere da snorkeling e si sono cominciati a produrre le valvole Charlotte e i dispositivi per l’innesto dei filtri P3, e ora si sta continuando a produrre in modo tale che le maschere possano diventare dispositivi di protezione individuale per il paziente e per gli operatori sanitari.

FabLab, inoltre, sta producendo 150 scudi facciali che saranno donati all’ASL, da usare insieme alle mascherine per un livello di protezione ancora più alto.

Presenti, al momento della consegna, il Direttore Generale dell’ASL Taranto, Stefano Rossi, il primario del reparto di Pneumologia del “Moscati”, Giancarlo D’Alagni, il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Francesca Viggiano, il CEO di befreest, Fabio Cerino.

Il Direttore Generale ha ringraziato per l’iniziativa: «Plaudiamo a un’iniziativa che ha messo insieme estro, inventiva, capacità manuale e produttiva, mettendoli al servizio della collettività. Questi prototipi saranno testati nel reparto di Pneumologia, che oggi conta 27 degenti, e che è un reparto che può vantare tanta professionalità e alta tecnologia che oggi si arricchisce con questi dispositivi. Quest’emergenza ci sta mostrando l’importanza del settore elettromedicale. Mi piacerebbe che si realizzasse in ASL Taranto un servizio di Ingegneria Clinica, o un tavolo permanente di Ingegneria Clinica per creare ulteriori opportunità, anche di lavoro».

Il Sindaco ha affermato: «Nei momenti difficili questa città dà il meglio di sé. Siamo meravigliati, non solo perché questi makers sono bravissimi e si sono messi a disposizione della città e dell’ASL, ma anche perché quando abbiamo pensato al FabLab avevamo certo un’idea innovativa, visionaria, e non avremmo mai immaginato che il primo banco di prova sarebbe stato il settore bio-medicale. Evidentemente, questa esperienza ci lascerà l’opportunità di sviluppare settori nuovi, cui non avevamo inizialmente pensato. Auspico che tutta questa solidarietà e la creatività investita in questo progetto non vengano vanificate dai comportamenti sbagliati di chi non capisce che in questo momento è fondamentale rimanere a casa».

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)