Insegnamento a distanza col computer? Si può, ma con i bambini in classe è un’altra cosa

 

pubblicato il 06 Aprile 2020, 09:29
3 mins

Essere insegnanti in questa situazione di auto isolamento: ecco la testimonianza, a nome delle sue colleghe, della prof.ssa Maria Gabriella Arcuri, insegnante di matematica e scienze all’istituto comprensivo “Martellotta” che, a un passo dalla pensione, ha dovuto adeguarsi all’utilizzo “full time” delle moderne tecnologie informatiche per proseguire nell’impegno educativo.

“Non è stato facile adattarmi, dopo quarant’anni di insegnamento. Ma da tempo il computer è entrato nel mondo della scuola, per cui noi docenti eravamo pronti: ma non con questo impatto, a causa delle note vicende del Coronavirus – spiega – Per quanto mi riguarda, non ho avvertito grossi problemi, ma soffro molto per la lontananza dai ragazzi, cui voglio tanto bene come fossero miei figli. Mi mancano!”.

Dagli inizi di marzo, da quando sono entrate in vigore le nuove disposizioni governative, la prof.ssa Arcuri ha visto molto impegnate le sue giornate per le nuove metodologie. “Preparo la lezione da spiegare, eseguo la registrazione e la inserisco in Argo, il registro elettronico – spiega – Nel video, durate la spiegazione, non faccio comparire il mio volto ma solo il testo, con le mie dita che seguono le righe del libro. Poi assegno i compiti, informando subito i genitori, che appongono la spunta alla mia segnalazione per presa visione. Per mia e loro sicurezza, avviso anche i rappresentanti di classe. Al termine della video-lezione aggiungo espressioni affettuose di incoraggiamento”.

“I ragazzi mi seguono nello svolgimento del programma e sono molto attenta affinché nessuno resti indietro – continua – Sono sempre disponibile ai chiarimenti e agli approfondimenti, via chat e anche per telefono: ho fornito a tutti, tramite la rappresentante di classe, il numero del mio cellulare, cui rispondo, compatibilmente con gli altri miei impegni, a tutte le ore del giorno”.

Sia pure con le moderne tecnologie, non viene mai meno lo spirito di missione che anima ogni insegnante. “Sin da quando avevo 18 anni e mezzo, iniziando al Primo Circolo De Amicis di Grottaglie, – dice – ho creduto fortemente nel mio lavoro, che reputo molto importante. Si tratta infatti di formare gli uomini de domani, per una società, speriamo, migliore. Per questo vi ho sempre profuso ogni energia”.

“Conto molto sul rapporto interpersonale, dal volto dei ragazzi mi accorgo di molte cose e posso intervenire. Spero quindi che al più presto si torni alla normalità – conclude – Non dimentico nessuno dei miei allievi in tutti questi anni. Talvolta incontro alcuni di loro, spesso affermati e distinti professionisti che, sorridendo, mi dicono semplicemente: ‘Grazie, maestra Gabriella’. E questo vale più di ogni altra gratificazione”.

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Un Commento a: Insegnamento a distanza col computer? Si può, ma con i bambini in classe è un’altra cosa

  1. Vincenzo

    Aprile 7th, 2020

    Mi sembra una analisi molto puntuale e descrittiva della situazione scolastica italiana nel periodo di coronavirus.
    Ovviamente gli insegnanti più anziani hanno avuto un inizio un po’ difficoltoso ad adattarsi al nuovo metodo di insegnamento via internet, perché per chi sta nella scuola da decine di anni, il rapporto interpersonale tra docenti e allievi e tra allievi e allievi era il perno fonda mentale su cui si appoggiava tutto l’insegnamento, che a volte richiede un insegnamento individualizzato per certe discipline.
    Cmq in presenza di questa pandemia il mondo della scuola in pochissimo tempo ha saputo adattarsi, segno di grande professionalità degli operatori scolastici.
    Congratulazioni maestra Gabriella Arcuri

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