Ematologia alla ‘D’Amore’: ecco il perchè

 

Molto criticata la scelta di dirottare il reparto dal 'Moscati' alla struttura privata anzichè riattivare l'ospedale di Mottola. La risposta del dott.Patrizio Mazza
pubblicato il 06 Aprile 2020, 16:46
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Diverse polemiche ha suscitato la notizia, nei giorni scorsi ma anche più recentemente, del trasferimento di alcuni reparti d’eccellenza presenti al ‘Moscati‘ per far posto all’area dedicata al Covid-19. Tra i reparti trasferiti, spicca la Struttura Complessa di Ematologia alla ‘D’Amore’, una struttura privata. La critica poggia proprio su questa scelta: perchè non riattivare invece l’ospedale di Mottola? Da qui l’intervento della ASL Taranto, attraverso il commento proprio del dott. Patrizio Mazza, Direttore della Struttura di Ematologia al ‘Moscati’.

Le motivazioni della riduzione assistenziale, secondo la notizia circolata, deriverebbero dal fatto che alla D’Amore Hospital ci sarebbero spazi ristretti, strutture e strumentazioni non idonee, impossibilità di effettuare determinate procedure come il trapianto di midollo, mancanza dei laboratori, lontananza dalla farmacia. La considerazione fondamentale da cui muove tale notizia è che la ricollocazione avrebbe dovuto riguardare non la Struttura di Ematologia, ma il reparto di Malattie Infettive, e tutto quanto abbia pertinenza con il COVID-19, presso l’ospedale di Mottola.
Nel fare questa affermazione non si è preso, però, in considerazione che i pazienti COVID-19 necessitano di una rianimazione dedicata e di uno spazio assistenziale blindato, al fine di garantire una protezione adeguata per salvaguardare la collettività.
Accanto alla suddetta notizia, altre voci sostengono che l’ospedale di Mottola avrebbe potuto ospitare la Struttura Complessa di Ematologia, unitamente all’Oncologia, diretta dal dott. Salvatore Pisconti, senza ricorrere alle Case di Cura.
A tal proposito, è fondamentale evidenziare che i pazienti afferenti alla Struttura di Ematologia necessitano di terapie e chemioterapie e, spesso, hanno bisogno di indagini strumentali come TAC, ECO e RNM, macchinari disponibili presso la D’Amore Hospital, con esami eseguibili in giornata, ottenendo risultati in tempi ristretti. È quì presente, inoltre, un laboratorio analisi per esami di routine, con risultati disponibili in tempi brevi.
Presso la D’Amore Hospital, la Struttura di Ematologia ha a disposizione, inoltre, 50 posti letto, di cui 26 dedicati alla degenza ordinaria e 24 utilizzabili per ambulatorio, day service o day hospital. Ciascun medico, infine, ha a disposizione un proprio studio per poter effettuare visite e servizio ambulatoriale.
Si precisa che a giorni sarà attivata la sezione del trapianto di midollo con uno spazio totalmente dedicato, con 6 posti letto e camere attrezzate con docce. L’area riservata al trapianto di midollo è dotata di aria filtrata a pressione positiva, ed è attigua alla sala operatoria. Esiste anche una stanza con respiratore, dotata di strumentazioni per la terapia intensiva e si può contare sulla presenza di un anestesista rianimatore, interno alla D’Amore Hospital, reperibile per ogni emergenza.
Da ultimo, si fa presente che tutti i medici della Struttura di Ematologia si sono resi disponibili a effettuare le guardie notturne e a rinunciare alle ferie, per garantire un servizio efficiente ai pazienti. Tale coralità di impegno non deve essere inficiata da fake news.
Il laboratorio specialistico e di conservazione delle cellule staminali rimane al Moscati, raggiungibile con un servizio navetta per l’invio di campioni di sangue e per esami programmabili. L’UFA (Unità Farmaci Antiblastici), deputata alla preparazione dei farmaci, resta collocata al Moscati, con la relativa programmazione delle terapie, ed è anch’essa raggiungibile attraverso un servizio navetta.
I pazienti sono attualmente seguiti dalla Struttura Ematologica all’interno della D’Amore Hospital e si ritengono soddisfatti per la rapidità degli interventi assistenziali e, in molti casi, anche per la maggiore vicinanza al proprio domicilio.
Divulgare false notizie, derivanti spesso da fonti inficianti e fuorvianti, non procura alcun beneficio né ai pazienti né alla collettività, provocando, anzi, preoccupazione e sfiducia.
Si fa presente, a tal proposito, che l’esitazione del paziente nel richiedere le valutazioni ematologiche incide nel ritardo assistenziale e nella cura di anemie di più severo grado”.

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