Agromed: salvi 9 milioni di fondi Cipe per l’ex Miroglio

 

Pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale”, e diviene così operativa, la delibera Cipe del 20 dicembre scorso
pubblicato il 06 Aprile 2020, 21:07
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Sono state messe al sicuro le risorse per Agromed. È stata infatti pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale”, e diviene così operativa, la delibera Cipe del 20 dicembre scorso che riassegna oltre 9 milioni di euro ad Agromed, struttura per la lavorazione e la commercializzazione dell’ortofrutta. L’impianto sorgerà nell’ex sito tessile Miroglio a Castellaneta. E’ quando annuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica e agli investimenti, Mario Turco.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/18/ex-miroglio-resta-il-mistero-sul-progetto-agromed/)

Nella delibera ora in “Gazzetta” si legge che i fondi, pari esattamente a 9,281 milioni di euro, già stanziati dal Cipe nel 2000 con delibera numero 155, “non sono state ad oggi utilizzate e sono nella disponibilità della Agromed Srl società benefit”; che al 30 settembre scorso i 9,281 milioni erano diventati 11,126 milioni “tenuto conto degli interessi maturati”; che adesso la società in questione, usciti dalla compagine Comune e Provincia di Taranto, fa interamente capo alla Camera di Commercio di Taranto. “La modifica già approvata dal Cipe a dicembre scorso – spiega il sottosegretario Turco – riguarda la realizzazione di un progetto d’investimento diverso dal precedente, da eseguire nell’ex sito produttivo del Gruppo Miroglio, localizzato nella zona industriale di Castellaneta”.

“Il nuovo programma d’investimento rilevante anche dal punto di vista occupazionale – aggiunge Turco – ha come obiettivo la realizzazione di un’unità produttiva coerente con il piano nazionale “Impresa 4.0” per lo svolgimento delle attività: di logistica, compreso lo stoccaggio di cereali e leguminose; di lavorazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli (in prevalenza uva da tavola, mandorle, fragole, agrumi ed ortaggi); di lavorazione e trasformazione dei prodotti di IV gamma (ortofrutta fresca, lavata, confezionata e pronta al consumo)”.

Per Agromed, la produzione effettiva annua è stimata in 28mila quintali annui di uva da tavola, 27mila di agrumi e 18mila di ortaggi per un valore della produzione pari a 9,930 milioni di euro. Nella “Quarta Gamma”, la produzione effettiva è invece stimata in 13mila quintali per un valore di 5,2 milioni. Mentre nella logistica e stoccaggio di cereali, si calcolano 100mila quintali per 5 milioni. Le valutazioni sono fatte con l’esercizio a regime.

“Per la lavorazione e trasformazione dell’ortofrutta, Agromed punta ad offrire un prodotto finito trasformato con un processo tecnologico all’avanguardia, effettuato in conformità alle norme sanitarie e di qualità, oltre che a confezionarlo in vaschette, in retine ed in generale in ogni forma richiesta per la commercializzazione nella Gdo. Per la “Quarta Gamma”, nota anche come “Shelf Life”, la conservazione di insalate, ortaggi e frutta, si articolerà in una serie di fasi che prevedono selezione, taglio, lavaggio, asciugatura e deposito in celle di stoccaggio a temperatura non superiore a 6 gradi centigradi. Celle frigo e mezzi di movimentazione previsti anche per lo stoccaggio cereali. Infine, l’area di riferimento a cui si guarda comprende il Tarantino, il Sud-Est Barese, il Salento e il Metapontino”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/29/ex-miroglio-secondo-progetto-fermo-lombra-di-agromed2/)

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