Ordinanza Melucci, il 22 aprile udienza al Tar

 

Respinto un secondo ricorso della multinazionale contro la comunicazione del sindaco Melucci dello scorso 29 marzo sui 30 giorni per spegnere impianti
pubblicato il 05 Aprile 2020, 18:10
3 mins

Il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Prima, Antonio Pasca, attraverso un decreto si è espresso sul ricorso numero di registro generale 393 del 2020, integrato da motivi aggiunti, proposto da ArcelorMittal Italia S.Pa. Fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio il prossimo 22 aprile 2020.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/27/arcelormittal-ricorre-contro-ordinanza-melucci4/)

In realtà il presidente Pasca ha anche rigettato il ricorso per motivi aggiunti, depositato in data 01/04/2020 (alle ore 12.50), con cui ArcelorMittal Italia ha impugnato la Comunicazione del Sindaco di Taranto prot. n. 173/2020 del 29 marzo 2020, con cui si rammenta che il decorso del termine degli ulteriori trenta giorni fissato con la presupposta ordinanza (provvedimento contingibile ed urgente oggetto di impugnazione con il ricorso principale) e finalizzato – ove necessario – alla sospensione delle attività ricollegabili agli impianti ritenuti causa del pericolo di danno sanitario decorre dal 29 marzo 2020.

Il perché è dovuto al fatto che con il ricorso principale è stata avanzata istanza cautelare ordinaria, ai sensi dell’art. 55 c.p.a. e dell’art. 84 del D.L., la quale – in ragione della necessaria osservanza dei termini minimi previsti dal combinato disposto di cui agli artt. 55 c.p.a. e 84 D.L.n.18/2020, non potrà essere trattata nella forma del decreto ex art. 56 c.p.a. prima della data del 15 aprile 2020.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/28/anche-ilva-in-as-ricorre-contro-lordinanza-di-melucci/)

Con il ricorso per motivi aggiunti però, la parte ricorrente ha proposto – in aggiunta all’istanza cautelare ordinaria ex art. 55 c.p.a. – anche istanza di cautela monocratica ex art. 56 c.p.a., al fine di ottenere in via interinale la sospensione dell’atto ivi impugnato; ma trattantosi di mera comunicazione  non ha natura provvedimentale, chiarisce il Tar.

Inoltre il termine dei trenta giorni a far data dal 29 marzo 2020, verrà a scadenza il 27 aprile 2020 e quindi, “la trattazione dell’istanza cautelare potrà essere delibata nella sua naturale sede collegiale per la camera di consiglio di trattazione che si fissa per l’udienza camerale del 22 aprile 2020, senza necessità alcuna del ricorso al rimedio cautelare monocratico”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/29/melucci-a-ilva30-giorni-per-fermare-gli-impianti/)

Considerato infine che risulta espressamente contemplata nell’ordinanza sindacale n.15/2020 la possibilità di avanzare “richieste di proroga dei termini innanzi stabiliti ….per ragioni di natura tecnico impiantistica e di sicurezza nell’esecuzione delle procedure di fermata”, laddove l’espressione “sicurezza” non può che intendersi come riferibile alla sicurezza degli impianti e, quindi, volta a preservarne l’integrità e la funzionalità, in vista dell’eventuale ripristino dell’attività“, il ricorso aggiunto è stato respinto.

Ora si attende l’udienza del 22 aprile per capire cosa deciderà il Tar nel merito. Staremo a vedere.

Tar Lecce 2 aprile
Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)