Ospedale ‘San Pio’ Castellaneta: Sindaci in campo contro lo “sciacallaggio”

 

pubblicato il 04 Aprile 2020, 16:24
9 mins

I Sindaci del versante occidentale della provincia di Taranto, con voce univoca, lanciano l’allarme sul depotenziamento, pregresso e fors’anche attuale, dell’ospedale ‘San Pio’ di Castellaneta. A firmare la nota i sindaci Gugliotti (Castellaneta), Ginosa (Parisi), Laterza (Lopane), Massafra (Quarto), Mottola (Barulli), Palagianello (Borracci) e Palagiano (Lasigna). A rafforzare la tesi dei sindaci, la lettera di un operatore sanitario che testimonia come la struttura, alla luce di quanto accaduto con i contagi da Covid-19, stia subendo. Ecco cosa scrivono.

Nessuno meglio dei primi cittadini sta toccando con mano il dramma che il nostro paese sta vivendo a causa di questa gravissima pandemia.
È sotto gli occhi di tutti lo sforzo messo in campo da tutte le istituzioni che, siamo certi, riuscirà a traghettare la nostra amata Italia fuori dalla situazione di emergenza in cui versa.
Proprio l’epidemia da COVID 19, una situazione assolutamente eccezionale, che ci auguriamo e speriamo non si ripeta più, ha messo in evidenza le carenze strutturali del nostro S.S.N. che devono essere assolutamente colmate.
Questo discorso vale, in particolare, per l’ospedale “San Pio” di Castellaneta, che è stato individuato, nell’ormai lontano 2016, come presidio di primo livello a seguito di un approfondito dibattito fra Regione Puglia ed istituzioni locali.
In quella sede sono state analizzate le caratteristiche del nosocomio castellanetano che è rimasto, oramai, l’unico presidio dell’intero versante occidentale, a servizio di oltre 150 mila cittadini.
Il riconoscimento della giusta classificazione per il nostro ospedale ha rappresentato, però, solo un primo passo rispetto ad un percorso molto più lungo e complesso che deve, ancora, proseguire.
Noi vogliamo che il “San Pio” non resti di primo livello solo sulla carta!!!
Noi chiediamo a gran voce che si potenzino reparti che sono già considerati delle vere e proprie eccellenze quali ortopedia, oncologia, cardiologia e che, purtroppo, non riescono ad esprimere tutte le loro potenzialità a causa della carenza di personale.
Il nostro ospedale non può, ancora oggi, dover rinunciare al servizio assolutamente indispensabile dell’U.T.I.C.; non possiamo accontentarci di appena due posti di T.I.P.O., seppur gestiti da un’ottima equipe, guidata da un eccellente primario.
Ancor più doloroso per noi rappresentanti del territorio è dover riaprire la ferita, mai rimarginata, rappresentata dalle note vicende che, da anni ormai, riguardano il blocco ostetricia, ginecologia e pediatria.
Una serie di atti che hanno preso le mosse, già in sede di redazione del piano di riordino ospedaliero, con quel famigerato refuso, mai corretto in questi ultimi 4 anni.
Subito dopo, il trasferimento a Taranto dell’ottimo dott. Emilio Stola, primario di ostetricia e ginecologia, che con tutta la sua squadra stava facendo segnare numeri in costante crescita.
Una vera e propria strategia di depotenziamento graduale che ha rischiato, già pochi mesi fa, di produrre un primo nefasto risultato: la chiusura del punto nascita.
Tutto il territorio si è opposto compatto a questa evenienza e siamo riusciti, grazie al contributo provvidenziale di validissimi professionisti, in primis la dottoressa Iolanda Chinellato primario di pediatria, a sventare quello che sarebbe stato un colpo durissimo alla vita stessa del nostro nosocomio.
Oggi, purtroppo, registriamo un clamoroso passo indietro che meglio di noi sindaci ha spiegato, in un messaggio inviatoci, un operatore sanitario che qui di seguito riportiamo integralmente:
“Il problema (anche se serio) non è la mancanza dei pediatri che mette a rischio la riapertura del punto nascita di Castellaneta dopo la sanificazione ma…..lo sciacallaggio che l’ospedale San Pio deve subire ogni volta in cui c’è una criticità. Gli avvoltoi sono davvero tanti….non abbiamo dimenticato i diversi tentativi fatti negli anni per chiudere il punto nascita, ne’ “il furto” , nottetempo, dei macchinari della rianimazione per rimpolpare la rianimazione di Manduria (ma esiste?), ne’ ancora il tentavo di chiudere “silenziosamente” il laboratorio d’analisi dell’ospedale! In un momento tragico come quello attuale, in cui stiamo pagando il conto della distruzione ventennale della sanità pubblica….ecco che il reparto di ginecologia del SS.Annunziata per attivare il centro maternità COVID-19, pensa bene di poter attingere personale medico ed ostetrico dal reparto di ginecologia del San Pio. Ovviamente si approfitta della necessità di interrompere i
ricoveri in attesa della sanificazione, ma anche della carenza di pediatri (anche x malattia da coronavirus) che non permette di riaprire la neonatologia. Gli avvoltoi si travestono in vario modo…. Anziché aiutarci a risolvere il problema per APRIRE IL PUNTO NASCITA…. si approfitta per poter SVENTRARE il reparto…. ovviamente in maniera definitiva… questa volta!!! Sarebbe stato più logico, poiché trattasi di emergenza e della attivazione presso il SS Annunziata, di un nuovo reparto COVID… attingere da graduatorie preesistenti per personale ostetrico ed eventualmente bandire un rapido concorso per medici (come sta facendo tutta l’Italia… tanto che circa 3000 medici pugliesi sono andati in Lombardia!). Da Taranto, non si sono limitati a chiedere “un aiuto” , ma attraverso varie missive hanno fatto una vera e propria indagine su come i medici ginecologi del San Pio impiegano il loro tempo (in questi giorni di grande stress, se si considera anche l’attesa dei risultati dei tamponi!), sui turni, sulle attività. Tutto questo è deplorevole! Tra qualche settimana ci auguriamo di riprendere a pieno ritmo le nostre attività di chirurgia, ginecologica, di isteroscopie, i nostri ambulatori di ostetricia, ginecologia, colposcopia, ambulatorio dell’adolescenza. Ovviamente auguriamo ai nostri pediatri una rapida guarigione e confidiamo, con la volontà delle autorità competenti, nell’arrivo di DUE pediatri… solo due!… per poter ripartire con i nostri percorsi nascita, parti, paroanalgesia.”
In conclusione è opportuno precisare lo spirito che ci anima nello scrivere questa nota: non vogliamo aderire al partito di coloro i quali non hanno mai mosso un dito per il nostro ospedale e poi, all’improvviso, si svegliano, forse perché siamo a ridosso della campagna elettorale regionale o, ancor di più, si preparano (o si illudono di prepararsi) a campagne elettorali ancora lontane.
Il nostro pensiero deve essere chiaro: non vogliamo strumentalizzare per fini politici la sanità tarantina, noi, almeno noi, questo non lo abbiamo mai fatto, men che meno ci sognamo di farlo adesso in un frangente così difficile e delicato. Non abbiamo bisogno di una lettera spot ai giornali per lavarci la coscienza!
Vogliamo soltanto che si riprenda il più presto possibile il percorso di crescita e di potenziamento dell’ospedale “San Pio”, obiettivo rispetto al quale non arretreremo per nessun motivo al mondo.
La realizzazione nei fatti del “San Pio” quale ospedale di primo livello è un diritto di tutti i nostri concittadini ma, ancor di più, sarebbe un giusto riconoscimento a tutti gli operatori sanitari, medici,
infermieri, o.s.s., addetti alle pulizie e volontari che sono in trincea, molti dei quali si sono ammalati per garantire a tutti noi il diritto alla salute.
E’ per tutti loro che continueremo a lottare e siamo certi che la Regione Puglia condividerà, ancora una volta, le nostre riflessioni e sarà concretamente al fianco di questo territorio”.

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