Immunità per gestione emergenza: Medici contro la politica

 

Senato, conversione su 'Cura Italia': emendamenti per salvare da colpe i datori di lavoro per un'eventuale organizzazione incapace, incerta, lenta e lacunosa
pubblicato il 04 Aprile 2020, 17:03
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La dura accusa dei Medici italiani nei confronti dei politici: a Roma si discute su una sorta di immunità per deresponsabilizzare la macchina della sanità sui ritardi nell’affrontare l’emergenza Covid-19. E’ quanto scrive in un accorato ma fermo appello l’Ordine dei Medici di Torino, un appello condiviso e sottoscritto anche dall’Ordine tarantino, a firma del presidente dott.Mimmo Nume.

L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Taranto condivide e sottoscrive l’appello pubblico dell’Ordine di Torino, che qui di seguito si riporta. È inaccettabile, per quanti hanno pagato il massimo tributo – pazienti e operatori sanitari – a questa sconvolgente tragedia, che si tenti di cancellare con un colpo di spugna “preventivo” le eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza. Adesso comunque non è il momento delle polemiche. Ora è tempo di impegnarsi tutti al massimo, ciascuno secondo le proprie forze e possibilità, in questa terribile battaglia. Ma quando vinceremo la guerra – perché la vinceremo – i medici italiani, che ogni giorno salutano i propri colleghi strappati dal male alla vita, siate certi che non faranno sconti a nessuno.

IMMUNITÀ PER LE STRUTTURE SANITARIE IN CASO DI DANNI AGLI OPERATORI, L’ORDINE DEI MEDICI DI TORINO: “PROPOSTA CRUDELE E OFFENSIVA, GLI EMENDAMENTI VENGANO RITIRATI”

 

A ieri, sono 77 i medici morti in Italia. Solo in Piemonte, almeno 60 sono ricoverati in condizioni serie. Dei medici positivi al Covid-19 si è perso il conto, ma si stima che sia stato contagiato il 15% degli operatori. A fronte di questi dati, nella discussione al Senato sulla conversione del decreto legge Cura Italia (il dl n. 18 del 17 marzo), sono stati presentati alcuni emendamenti che prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria, in relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia da Covid-19 e in particolare “in caso di danni agli operatori”. Gli emendamenti, con sfumature differenti in base al proponente, sostengono tutti lo stesso concetto: le condotte dei datori di lavoro non determinano responsabilità penale, civile ed erariale. I proponenti sono esponenti delle forze di governo e di opposizione. Dunque, nessuna colpa se i DPI non sono arrivati, se i tamponi non sono stati fatti, se respiratori e caschi non sono sufficienti, se la gravità dell’epidemia è stata sottostimata, se l’organizzazione è stata incapace, incerta, lenta e lacunosa. Nessuno potrà indagare: noi medici siamo definiti eroi, che devono lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta. Si piangono i pazienti, ma non si potrà verificare se i sanitari sono stati messi nella condizione di curarli con tutti gli strumenti possibili. E se sono stati tutelati o mandati ad ammalarsi nell’esercizio delle loro funzioni. Questi emendamenti sono crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che sta combattendo e lavorando a mani nude. Sono inaccettabili in uno stato di diritto. L’Ordine dei Medici di Torino, insieme alle maggiori organizzazioni sindacali dei medici, chiede che i proponenti li ritirino immediatamente, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le strutture sanitarie e le istituzioni che avevano la responsabilità e il dovere di tutelarci: tutto il paese è al nostro fianco. Ci ricorderemo di tutto”.

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