Ex Ilva, sindacati: “Prefetto riduca forza lavoro in fabbrica”

 

Dopo la riduzione del 25% dell'indotto e lo stop ai cantieri AIA, i sindacati metalmeccanici continuano a chiedere di ridurre le presenze di lavoratori nel siderurgico
pubblicato il 02 Aprile 2020, 20:01
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“Dopo comunicazione da parte di ArcelorMittal alle aziende dell’indotto sulla riduzione del 25% della forza lavoro a cui si è aggiunta, ulteriore comunicazione aziendale sulla sospensione e relativo posticipo, delle attività AIA che impegna circa 900 unità all’interno della fabbrica, auspichiamo che questi provvedimenti, portino ad una effettiva e significativa riduzione delle presenze in stabilimento”. E’ quanto si augurano Fiom, Fim, Uilm e Usb.

“Per quanto riguarda Arcelor Mittal, continuiamo a ritenere, che l’unica strada percorribile per poter diminuire la presenza dei lavoratori in fabbrica, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio da COVID-19 era e rimane, il minimo tecnico di marcia (salvaguardia impianti) – proseguono i sindacati -. Il minimo tecnico rappresenta quella condizione utile in cui l’azienda, in attesa delle restrizioni Governative, deve mettere in campo tutte le iniziative utili per una marcia che garantisca la salute e la sicurezza dei lavoratori. Auspichiamo risposte concrete come da richieste inoltrate, da parte aziendale e da tutte le istituzioni coinvolte, a tutela della salute di tutti i lavoratori e le loro famiglie – concludono -. Nella riunione di oggi con il Prefetto abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni su quanto elencato”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/31/ex-ilva-crisi-generale-indotto-in-difficolta/)

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