Confindustria: “Occorre un’apertura di credito eccezionale”

 

Da Confindustria Taranto la richiesta agli istituti bancari "per sostenere le nostre imprese. Se non ripartono le imprese non riparte l'economia"
pubblicato il 02 Aprile 2020, 19:00
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“Il Decreto Cura Italia, da solo, non è sufficiente per far fronte alla situazione di estrema criticità in cui versano le nostre imprese. Alle banche chiediamo uno sforzo in più, che vada nella direzione dell’apertura di linee di credito ad hoc che possano consentire alle realtà produttive di bypassare il momento epocale cui stanno facendo fronte”. A dichiararlo è Antonio Marinaro, presidente Confindustria Taranto, a proposito della situazione di impasse che sta interessando la gran parte delle imprese del territorio, di fatto ferme per via delle restrizioni imposte dal Governo per contenere il contagio da Covid19.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/31/ex-ilva-crisi-generale-indotto-in-difficolta/)

“Sappiamo – dice ancora Marinaro -che i nostri istituti di credito stanno ottemperando alle misure contemplate dal Dpcm, dalla sospensione dei mutui alle condizioni di maggior favore e alla moratoria riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica Covid19. Tuttavia, complici anche tempi burocratici e un accesso agli sportelli delle stesse banche reso più farraginoso dalle misure anti-virus, gli effetti di queste misure non risultano avere quell’immediatezza che in questo momento i nostri imprenditori richiedono. Da qui – aggiunge il Presidente Marinaro– la nostra istanza, peraltro avanzata già un paio di mesi fa, in tempi antecedenti all’emergenza, riferita ad una linea di credito dedicata per quelle imprese – e sono tante-vessate da più di dieci anni di crisi, endogena ed esogena”.

Il riferimento del vertice di via Dario Lupo è ad una serie di eventi che, a partire dal dissesto del Comune di Taranto, per poi arrivare alla vertenza Ilva passando dalla crisi mondiale Lehman Brothers, hanno fiaccato notevolmente la tenuta dell’impianto produttivo e industriale jonico. L’appello di Confindustria è pertanto, “ferme restando le misure già messe in campo dal decreto #curaitalia, quello di destinare prestiti a breve alle aziende che ne faranno istanza, valutando attraverso un confronto tempestivo e diretto le singole situazioni per adeguare appositi e mirati interventi di sostegno. Altrettanto fondamentale appare prevedere misure atte a ricapitalizzare le imprese con il coinvolgimento delle banche e dei fondi di garanzia per agevolare la sottoscrizione di aumenti di capitale sociale deliberati – conclude Marinaro -. In questo senso, Confindustria confida nel sistema creditizio affinché si renda parte attiva e propositiva di una rete di sostegni che possano salvaguardare l’impianto imprenditoriale del territorio affiancandolo nel momento più difficile e complesso della sua storia”.

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